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L’Indice dei prezzi alimentari della FAO segna a luglio il minimo in sei mesi

Il calo dei prezzi dei cereali, dei semi oleosi e dei prodotti caseari spinge l'indice al livello più basso dal gennaio 2014

Photo:©FAO/Balint Porneczi / FAO
L'Indice FAO dei prezzi dei cereali ha registrato a luglio un calo del 5.5% rispetto al mese di giugno e del 16,6% rispetto a un anno fa.
Roma, 7 agosto 2014 - In luglio, per il quarto mese consecutivo, l'Indice FAO dei prezzi alimentari è diminuito a causa principalmente del drastico calo dei prezzi internazionali del granturco, del grano e di alcuni semi oleosi, riflesso dell'ampia offerta di questi prodotti.

Sulla base dei prezzi di un paniere di prodotti alimentari negoziati a livello internazionale, l'Indice FAO dei prezzi alimentari ha registrato nel mese di luglio una media di 203,9 punti, un calo di 4,4 punti, ovvero del 2,1%, rispetto al valore rivisto del mese di giugno e di 3,5 punti, 1,7%, al di sotto del livello del luglio 2013.

"Il calo persistente dei prezzi dei prodotti alimentari, registrato a partire dal mese di marzo, riflette aspettative migliori per gli approvvigionamenti della stagione attuale e per quelle future, in particolare per i cereali e gli oli, una situazione che dovrebbe facilitare una ricostituzione delle scorte mondiali", ha detto l'economista senior della FAO Concepcion Calpe.

"Mentre i prezzi della carne a luglio sono aumentati per il quinto mese consecutivo e quelli dello zucchero sono rimasti stabili, il calo delle quotazioni per cereali, semi oleosi, ma anche per i prodotti lattiero-caseari, ha spinto l'Indice dei prezzi alimentari della FAO al suo livello più basso dal gennaio 2014".

"I mercati dei prodotti zootecnici hanno proprie dinamiche: nel caso della carne, in particolare carne bovina, molti paesi esportatori sono in una fase di ricostituzione del bestiame, e questo limita la loro disponibilità per le esportazioni e il mantenimento dei prezzi", ha affermato la  Calpe. "Per quanto riguarda i prodotti lattiero-caseari, le scorte disponibili per il commercio sembrano essere abbondanti, questo elemento insieme a una domanda d'importazioni vacillante, hanno avuto un peso sulle quotazioni di luglio", ha aggiunto.

Brusca caduta dei prezzi dei cereali e dei semi oleosi

L'Indice FAO dei prezzi dei cereali
ha registrato a luglio una media di 185,4 punti, un calo di 10,7 punti, il 5.5%, rispetto al mese di giugno e di ben 36,9 punti, il 16,6%, rispetto a un anno fa.

In particolare, il calo dei prezzi internazionali del granturco (meno 9,2% dal mese di giugno) e del frumento (meno 5,8%) riflette le eccellenti prospettive della produzione come pure le abbondanti forniture per l'esportazione attese nella stagione 2014/15.

Al contrario, i prezzi del riso sono stati appena più alti, per una rinnovata domanda d'importazioni, soprattutto perché le vendite della Tailandia da riserve pubbliche sono rimaste sospese.

L'Indice FAO dei prezzi degli oli vegetali ha registrato in luglio una media di 181,1 punti, un calo di 7,7 punti, ovvero del 4,1%. Il declino ha continuato a essere guidato principalmente dal calo dei prezzi dell'olio di soia e di palma.

I valori dell'olio di soia sono scesi principalmente in risposta a prospettive di raccolto record per gli Stati Uniti, nonché alle abbondanti disponibilità in Sud America, mentre le quotazioni dell'olio di palma si sono attenuate a causa del persistere di una valuta forte in Malesia e della debole domanda di importazioni a livello globale. Anche i prezzi dell'olio di colza e di quello di semi di girasole si sono indeboliti, riflettendo le ampie prospettive di raccolto per il 2014/15.

L'Indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero caseari ha registrato una media di 226,1, un calo di 10,3 punti (4,4% ​) rispetto a giugno e di 17,5 punti (7,2%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una diminuita domanda d'importazioni - tra cui il calo degli acquisti di burro da parte dei paesi islamici durante il Ramadan - ha contribuito alla tendenza al ribasso.

I prezzi della carne aumentano mentre quelli dello zucchero rimangono volatili

Il persistere di una forte domanda di carne dall'Asia, e in particolare dalla Cina, ha contribuito a far salire l'Indice FAO dei prezzi della carne, che ha registrato una media di 204,8 punti, un aumento di 3,7 punti (1,8%) rispetto al suo valore rivisto del mese di giugno e di 25,4 punti (14,1%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Sono aumentati anche i prezzi medi del pollame e della carne ovina, mentre quelli della carne di maiale sono in parte calati rispetto al massimo storico registrato nel mese di giugno.

L'Indice FAO del prezzo dello zucchero ha registrato nel mese di luglio una media di 259,1 punti, un aumento marginale di 1,1 punti (0,4%) rispetto a giugno, e di 20,2 punti (8,4%) rispetto a luglio 2013. Negli ultimi tre mesi i prezzi internazionali dello zucchero sono stati relativamente volatili, per l'incertezza circa l'impatto di un periodo di siccità sulla canna da zucchero in Brasile, il più grande produttore ed esportatore mondiale, e per le notizie di piogge monsoniche inferiori alla media in India, il secondo produttore mondiale.