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Lo sviluppo sostenibile dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo una cartina di tornasole globale

"Occorre più della semplice sopravvivenza, bisogna impegnarsi per uno sviluppo sostenibile"

Photo: ©FAO/Prakash Singh
Trasporto di piantine alle Isole Maldive. I SIDS sono fortemente dipendenti dalle importazioni agricole.

Apia, Samoa/Roma, 3 settembre 2014 - Affrontare il cambiamento climatico da parte dei piccoli paesi insulari dovrebbe essere visto come più di una semplice questione di sopravvivenza, la comunità internazionale dovrebbe considerarlo come una sfida per prendere un'azione unitaria verso un modello di sviluppo sostenibile, ha dichiarato oggi Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel suo intervento alla 3a Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite sui Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo (SIDS) in corso in questi giorni ad Apia, Samoa (1-4 settembre).

"Il cambiamento climatico è sotto i nostri occhi. L'innalzamento del livello del mare, temperature dell'aria e del mare più elevate, e il mutamento dei modelli delle precipitazioni, stanno interessando tutti i paesi del mondo. Ma non c'è dubbio che i Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo (SIDS) sono i più vulnerabili".

Il cambiamento climatico ha implicazioni particolarmente profonde per lo sviluppo dei SIDS, che interessano la loro sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza, e le economie.

E' necessario pensare più a lungo termine e avere un approccio più olistico, ha detto Graziano da Silva, che spiega: "Per garantire la sicurezza alimentare non si può semplicemente dare ad una persona un pezzo di pane. È necessario aiutarla a produrre cibo, ad adattarsi ai cambiamenti climatici, garantirgli l'accesso al cibo, anche attraverso misure di protezione sociale, promuovere una dieta diversificata che assicuri una nutrizione adeguata".

I SIDS sono un gruppo di paesi insulari, soprattutto nelle regioni del Pacifico, dei Caraibi, dell'Oceano Atlantico e Indiano che, pur diversi, si trovano ad affrontare sfide di sviluppo simili: basso numero di abitanti, risorse limitate, suscettibilità alle catastrofi naturali, vulnerabilità agli shock esterni e un elevato livello di dipendenza dal commercio internazionale.

La crescita e lo sviluppo dei SIDS è spesso ulteriormente ostacolato dagli alti costi del trasporto e delle vie di comunicazione, della pubblica amministrazione e delle infrastrutture, e limitate opportunità di creare economie di scala. (Per saperne di più)

I SIDS lottano anche con una serie di sfide legate alla malnutrizione, dalla denutrizione all'obesità, ha aggiunto Graziano da Silva, facendo notare che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nove dei dieci paesi con i più alti tassi di obesità femminile sono proprio i Piccoli Stati Insulari in via di sviluppo.

Come affrontare le questioni nutrizionali nel mondo in via di sviluppo sarà al centro delle discussioni il prossimo novembre (dal 19 al 21) in occasione della 2a Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), organizzata dalla FAO e dall'OMS, che avrà luogo presso la sede FAO di Roma.

Aree di intervento

Graziano da Silva ha evidenziato tre fronti principali su cui è necessario intervenire per promuovere una maggiore resilienza e lo sviluppo sostenibile dei SIDS:

  • Aiutare a migliorare la loro gestione e l'uso delle risorse naturali.
  • Rafforzare la produzione alimentare locale e la costruzione di circuiti di consumo locali e regionali.
  • Rafforzare la resilienza delle comunità nei confronti dei disastri naturali e delle emergenti sfide legate al clima.

Il contributo della FAO

La FAO sta lavorando con i governi e con altri partner per promuovere la resilienza e lo sviluppo sostenibile in SIDS su diversi fronti.

Nel corso degli ultimi due anni, l'Organizzazione ha investito oltre 40 milioni di dollari per sostenere i SIDS nei loro sforzi per affrontare i problemi legati alla sicurezza alimentare e nutrizionale, all'agricoltura, alla pesca, alla silvicoltura e alla gestione delle risorse naturali.

Nei Caraibi, l'Organizzazione sta sostenendo lo sviluppo e l'attuazione di piani di resilienza per la riduzione del rischio catastrofi.

Nel Pacifico, la FAO sostiene attivamente il Programma per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili avviato dai paesi della regione.

E attraverso la sua nuova Iniziativa Crescita Blu, la FAO aiuta i piccoli Stati insulari in via di sviluppo di tutto il pianeta ad usare in modo sostenibile le loro risorse acquatiche, per incrementare la sicurezza alimentare, una migliore nutrizione, e la riduzione della povertà.