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La Somalia nel 2014 registra un record di esportazioni di 5 milioni di capi di bestiame

Investimenti di lungo termine nel settore incrementano il commercio con gli Stati del Golfo

Nairobi/Mogadiscio 29 aprile 2015 - La Somalia nel 2014 ha esportato la cifra record di 5 milioni di capi di bestiame nei mercati del Golfo arabico, grazie ai forti investimenti nella prevenzione delle malattie animali sostenuti dall'Unione Europea e dal Regno Unito, ha reso noto oggi la FAO.

Questo è il più alto numero di animali vivi esportati dalla Somalia negli ultimi 20 anni.

I dati sulle esportazioni, raccolti dall'Unità di Analisi sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione gestita dalla FAO (FSNAU), indica che la Somalia nel 2014 ha esportato 4,6 milioni di capre e pecore, 340.000 bovini e 77.000 cammelli, per un valore stimato di circa 360 milioni dollari.

Il bestiame è il pilastro dell'economia somala, contribuendo per il 40% al prodotto interno lordo del paese.

"Questa è una pietra miliare per il settore zootecnico della Somalia che riflette i grandi investimenti compiuti per sostenere lo sviluppo commerciale del settore per farlo diventare più competitivo sui mercati internazionali", ha dichiarato Hussein Iid, il Ministro somalo per la zootecnia, le foreste e i pascoli. "Questo è importante sia per l'economia generale del Paese che per le condizioni di vita di milioni di proprietari di bestiame".

"Il potenziale del settore è enorme", ha aggiunto il Ministro IiD.

"Questo dimostra che, nonostante le difficoltà, il popolo somalo sta lavorando con successo per migliorare la propria economia e sicurezza alimentare", ha dichiarato Richard Trenchard, Responsabile dell'ufficio FAO per la Somalia. "La FAO e i suoi partner intendono rimanere impegnati e coinvolti nel sostenere questi sforzi".

I compratori dell'Arabia Saudita, dello Yemen, dell'Oman, del Kuwait, del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti hanno tutti colto l'occasione della fiorente scena zootecnica della Somalia e dei migliori meccanismi di sorveglianza e controllo delle malattie.

L'Arabia Saudita, in particolare, ha contribuito ad un aumento costante delle esportazioni nel corso degli ultimi sei anni, a seguito della decisione di togliere il divieto di 9 anni imposto alle importazioni di bestiame dalla Somalia, per timore di una diffusione della febbre della Valle del Rift.

Ritorno agli investimenti

Negli ultimi cinque anni, la FAO, con il sostegno finanziario dell'Unione europea e del governo del Regno Unito, si è impegnata con il governo somalo a investire in modo consistente in infrastrutture per il bestiame, nella produzione del foraggio e nelle vaccinazioni e nel trattamento del bestiame.  Si è posta particolare attenzione alle malattie animali transfrontaliere, perché possono uccidere un gran numero di animali, con conseguente scarsità di cibo, perturbazioni del mercato e barriere commerciali all'esportazione.

Ogni anno, la FAO in Somalia vaccina una media di 12 milioni di capi di bestiame contro la peste dei piccoli ruminanti (PPR) - una malattia virale altamente contagiosa e spesso mortale delle capre.  Altri 12 milioni di capre sono trattate e vaccinate ogni anno contro la Pleuropolmonite contagiosa dei caprini (CCPP), una fonte di gravi perdite per gli allevatori somali.

Oltre alle campagne di salute animale, l'istituzione di quattro macelli moderni, di quattro mercati delle carni e di tre mercati di bestiame stanno inoltre promuovendo il commercio locale di bestiame in tutta la Somalia.

"Non c'è dubbio che il bestiame è, e rimarrà per molto tempo, centrale per l'economia somala", ha detto Trenchard.

Continuare a investire nella costruzione d'istituzioni somale di bestiame è fondamentale per aumentare i redditi, riducendo la vulnerabilità delle famiglie rurali, e guidare la crescita futura del settore, secondo Trenchard, che dice che il settore zootecnico del paese è a un punto di svolta.

"Investire nel settore zootecnico significa investire nella crescita economica dell'intera Somalia".

Valore aggiunto dai sottoprodotti

Con il commercio di animali vivi in ​​piena espansione, la FAO sta lavorando con il governo somalo e partner per individuare altre opportunità di trarre valore aggiunto dai sottoprodotti animali.

Nel 2012, nell'ambito di un'iniziativa finanziata dal Regno Unito, i pastori somali sono stati addestrati nella fabbricazione di sapone usando il midollo osseo del cammello e gioiellieri addestrati hanno intagliato cucchiai, collane e vasi di fiori dalle ossa dense di alcuni animali.

Dal maggio 2015, la FAO avvierà un progetto di formazione di 150 somali su come conciare la  pelle animale, un'opportunità potenzialmente redditizia per l'intero settore zootecnico, mentre un programma finanziato dall'Unione europea è attualmente in corso per migliorare la qualità del latte nel nord-ovest della Somalia, una delle principali regioni di produzione di latte del paese.

I dati del 2014 rappresentano un livello ottimo di esportazione di animali vivi dalla Somalia, secondo gli esperti FAO che spingono i produttori a spostare l'attenzione verso l'esportazione di carne e di altri sottoprodotti.

Un sistema di certificazione del bestiame sviluppato dalla FAO lungo la striscia Galkayo-Bossaso contribuirà ulteriormente a garantire bestiame di alta qualità sia per il consumo locale che per l'esportazione.

Photo: ©AFP/Simon Maina
Il bestiame è il pilastro dell'economia somala, contribuendo per il 40% al prodotto interno lordo del paese.

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