Un’iniziativa con l’Etiopia mira a promuovere opportunità per i giovani delle aree rurali

Un progetto finanziato dall’Italia si concentra su politiche rivolte alle cause della mobilità economica

16 luglio 2015, Addis Abeba - La FAO ed il Governo etiope hanno firmato oggi un accordo di collaborazione volto a ridurre la mobilità giovanile causata dalla povertà, attraverso politiche innovative che puntano a creare posti di lavoro e opportunità commerciali per i giovani nel settore agricolo e nelle aree rurali più in generale.

Il progetto, di durata biennale, è sostenuto con fondi donati dal Governo italiano e mira ad ottenere una migliore comprensione delle dinamiche che portano gli abitanti delle aree rurali - e in particolare i giovani - a lasciare le loro case e a cercare lavoro altrove.

 La maggiore disponibilità di dati su trend ed effetti della migrazione rurale aiuterà i decisori politici, contribuirà a migliorare le politiche agricole e di sviluppo rurale (allo scopo di aumentare le opportunità di occupazione), e renderà le aree rurali più attraenti per i giovani.

Il contributo totale del Governo italiano ammonta a 2,5 milioni di dollari per il progetto nel suo insieme, il quale include iniziative simili anche in Tunisia. L'accordo con il Governo tunisino verrà firmato in un secondo momento.

Il progetto, inoltre, contribuirà a rafforzare le capacità dei Ministeri etiopi dell'Agricoltura, della Gioventù, del Lavoro e dell'Educazione Professionale di elaborare ed attuare tali politiche. Anche rappresentanti del settore privato e della società civile beneficeranno del progetto, il quale rafforzerà la loro capacità di partecipare alla stesura di politiche e programmi mirati.

Iniziative rivolte alla società civile punteranno in particolare a rafforzare le organizzazioni di produttori, i gruppi giovanili e le reti di migranti.

L'accordo di collaborazione è stato firmato dal Ministro dell'Agricoltura e dello Sviluppo Agricolo dell'Etiopia, Tefera Derebrew, e dal Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ad un evento durante Terza Conferenza Internazionale sul finanziamento allo sviluppo.

"Identificare le priorità critiche di questo progetto, allineandolo con le nostre politiche e strategie nazionali, ci aiuterà ad affrontare il problema della povertà nelle aree rurali e assicurerà il successo della messa in atto di questo progetto sull'impiego rurale per i giovani" ha affermato il Ministro Derebrew.

Graziano da Silva ha sottolineato che "Nei prossimi decenni trend demografici, globalizzazione, iniquità e cambiamento climatico rafforzeranno sempre più la pressione migratoria sia all'interno che tra i paesi. La propensione ad emigrare per cause legate ad una situazione economica difficile è particolarmente forte nella popolazione giovanile."

"L'Etiopia sta affrontando una sfida notevole sul tema della migrazione dei propri giovani e sta facendo grandi sforzi per rendere il proprio settore agricolo e le proprie zone rurali veicoli verso uno sviluppo più inclusivo e ricco di posti di lavoro" ha continuato il Direttore Generale della FAO.

Alla cerimonia della firma ha partecipato anche l'Ambasciatore d'Italia in Etiopia, Giuseppe Mistretta,  il cui paese fornisce le risorse necessarie per il finanziamento del programma. L'Italia presta grande attenzione alla questione dell'occupazione giovanile in tutto il mondo, e sta ponendo sempre maggiore enfasi su questo tema nei suoi programmi di sviluppo.

All' inizio della settimana, il Presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, intervenendo alla Terza Conferenza Internazionale sul finanziamento allo sviluppo ad Addis Abeba, ha sottolineato l' intenzione del proprio governo di rafforzare la cooperazione con i paesi africani.

"La vera sfida per noi non é solo quella di salvare vite umane... la vera sfida è quella di creare posti di lavoro qui, assieme a nuove prospettive di speranza. La gente scappa dalla povertà, da situazioni di bisogno, dai conflitti, dalle persecuzioni in cerca di un futuro migliore." ha detto Renzi. 

"Noi dobbiamo affrontare le cause alla radice dei motivi che portano i migranti a lasciare le loro famiglie. Dobbiamo investire in Africa" ha Affermato il Presidente del Consiglio italiano "dobbiamo assolutamente investire in agricoltura, cibo, educazione e creare lavoro per combattere la povertà economica."

Migliorare le conoscenze

I risultati attesi dell'iniziativa Etiopia - FAO supportata dall'Italia comprendono:

  • Una migliore conoscenza e consapevolezza di come incanalare il potenziale della mobilità economica per promuovere l'occupazione giovanile nel settore agricolo. Questo implica la valutazione dell'impatto dei fenomeni di mobilità sui mezzi di sussistenza a livello rurale ed il ruolo che l'emigrazione e le rimesse dall'estero svolgono nei processi di trasformazione rurale e nella creazione di posti di lavoro.

  • Miglioramento delle politiche etiopi volte ad aumentare le possibilità per i giovani delle aree rurali di trovare impiego in attività agricole e non agricole, incluso la promozione di start-up e di opportunità di lavoro fuori stagione.

Le conoscenze acquisite in Etiopia andranno ad influenzare il dibattito globale sulla mobilità economica. Le esperienze e i dati raccolti verranno usati per potenziare il dialogo internazionale come quello, ad esempio, tra l'Unione Europea e i paesi africani, o all'interno del quadro della Collaborazione Euro-Mediterranea.

I problemi regionali riflettono una sfida globale

Attualmente vi sono 740 milioni di migranti interni e 232 milioni di migranti internazionali nel mondo - molti di loro giovani e i più provenienti da aree rurali - che si vedono costretti a emigrare per via della povertà e della mancanza di opportunità a livello locale.

In Etiopia - dove oltre il 30% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà ed il 32% è sotto-nutrita - la migrazione, sia interna che esterna, è una strategia di sussistenza chiave per molte famiglie.  

I giovani etiopi delle aree rurali del paese incontrano sempre maggiori difficoltà ad avere accesso alla terra - per via della pressione demografica e del degrado ambientale - e a trovare lavoro. 

I migranti sono per la maggior parte maschi, che spesso lasciano le donne a casa ad occuparsi della terra e della famiglia. Ciò pone le donne in una posizione particolarmente svantaggiata essendo per loro più difficile  accedere agli input, al credito e ad altri mezzi per portare avanti la produzione agricola, e in quanto tendono ad avere minore accesso a forme alternative di occupazione e di opportunità commerciali.

Photo: ©FAO/IFADWFP/Petterik Wiggers
Una contadina etiope. Il progetto, di durata biennale, mira ad ottenere una migliore comprensione delle dinamiche che portano gli abitanti delle aree rurali - e in particolare i giovani - a lasciare le loro case e a cercare lavoro altrove.

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