La FAO al vostro mercato di pesce

Nuovi poster aiutano i consumatori a rintracciare la provenienza del pescato

Roma, 9 settembre 2015 - “Permesso! Mi scusi!”, grida un uomo mentre spinge un grande carrello con cassette impilate di pesce fresco attraverso una folla riunita sul molo del porto di Fiumicino, a mezz'ora da Roma. Un peschereccio dopo l'altro attracca in rapida successione per scaricare il pescato del giorno - un via vai di uomini che passano casse di gamberi, di sogliole, di sardine e calamari dalla barca a riva.

Sono il pescato della Zona di Pesca FAO 37.1, nota anche come Mediterraneo occidentale, che copre le isole Baleari, il Golfo del Leone, e la Sardegna.

La maggior parte delle casse è trasportata subito al vicino mercato delle aste ittiche, dove saranno etichettate, e ristoranti e pescivendoli faranno le loro offerte.

Piccole quantità sono vendute proprio lì sul molo per la gente che si accalca all'arrivo delle barche per ottenere il pesce fersco prima che vada al mercato.

Ma per la maggior parte dei consumatori è raro, se non impossibile, avere un collegamento così diretto con il pesce che mangiano - e questo rende l'etichettatura degli alimenti davvero importante.

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Più trasparenza per i consumatori

Area 37 è una delle 19 Principali Zone di Pesca visualizzate su una nuova serie di manifesti che la FAO sta mettendo a disposizione dei rivenditori di tutto il mondo per rispondere alla crescente domanda dei consumatori di una migliore informazione e di un’evoluzione degli standard di etichettatura stabiliti dai governi.

L'Unione Europea ha recentemente adottato nuove norme in materia di etichettatura che rendono obbligatorio per tutti i pescivendoli fornire informazioni sul metodo di pesca utilizzato e sulle principali zone di origine del pesce.

La tracciabilità è importante sia per la qualità che per la salubrità alimentare, e per ragioni di sostenibilità, afferma Audun Lem, Vice Direttore della FAO della Divisione Politica e Economia nel Dipartimento Pesca e Acquacoltura. "Aiuta a garantire che il pesce che mangiamo sia sano e legale e a tutelare gli stock ittici per le generazioni future”.

"Uno dei cambiamenti più positivi che abbiamo visto negli ultimi 20 anni, è il crescente interesse del consumatore per il cibo che consuma", sottolinea Lem, riferendosi al Codice di Condotta per una Pesca Responsabile della FAO che quest' anno celebra il suo 20° anniversario.

Una buona e dettagliata etichettatura aiuta anche le vendite.

Al mercato e ristorante di pesce “Michelino”, circa 20 chilometri dal porto di Fiumicino, i clienti danno un’occhiata attenta all’organizzata esposizione di pesce e frutti di mare.

"Spigole a 35 euro al chilo, metodo di pesca: pesca a strascico, Zona di pesca FAO 37.1.2", si legge in un cartello - il nuovo poster della FAO dietro il bancone indica che questi pesci sono stati catturati nel Golfo del Leone.

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Questo tipo di etichettatura permette ai consumatori di fare scelte sicure e sostenibili e stimola il consumo di prodotti ittici, fa notare Ruggero Urbani, consulente della FAO sulla pesca e ispettore ittico dell’ASL.

"Prima il pesce veniva venduto senza alcuna indicazione - e così i dubbi circa la freschezza e i timori che un prodotto fosse spacciato per un altro limitavano i consumi", afferma Urbani.

A loro volta migliori sistemi di etichettatura contribuiscono a costruire la fiducia nei consumatori sempre più esigenti e consapevoli, e che nell'era di internet, non si fanno prendere per il naso, dice Michelino.

"I clienti in questi giorni s’informano un po’ su tutto, e alle volte ne sanno più di noi - quindi è molto difficile ingannarli”.

I pescivendoli di tutto il mondo possono scaricare le nuove locandine in formato alta risoluzione qui.

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Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
Pescherecci entrano nel porto di Fiumicino, Italia