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Ad Haiti incombe la crisi alimentare

Collaborazione tra FAO e CARE per un programma di “denaro in cambio di lavoro” a Léogâne

Photo: ©FAO/Thony Belizaire
Famiglia di contadini poveri nella regione di Artibonite in Haiti.
Léogâne, 19 febbraio 2010 - Ad oltre un mese dal devastante terremoto che ha colpito Haiti il 12 gennaio, la FAO e l'organizzazione umanitaria internazionale CARE hanno lanciato l'allarme di una imminente crisi alimentare nel paese.

"Siamo di fronte ad una crisi nascosta ma dilagante che si è già diffusa in ogni angolo del paese", dice Dick Trenchard, Coordinatore della missione di valutazione della FAO ad Haiti.  "La stragrande maggioranza degli sfollati dalla capitale Port-au-Prince e dalle limitrofe aree colpite - in particolare il dipartimento di Artibonite ad ovest e quello di Grand'Anse nel sud - si sono riversati nelle aree rurali".

La valutazione condotta dalla FAO e dai suoi partner che operano nel settore agricolo mostra che le "famiglie ospitanti" che si prendono cura degli sfollati spendono le loro magre risorse e consumano le poche riserve di cibo per dar da mangiare ai nuovi arrivati.  In molti casi queste famiglie povere sono costrette a ridursi a mangiare le sementi che avevano messo da parte per la prossima stagione e consumare o vendere il bestiame, in particolare le capre.

"Vi sono segnali chiari che la gente ricorre a preoccupanti ed insostenibili strategie di sopravvivenza per cercare di aiutare le circa 500.000 persone che si stima dopo il sisma siano evacuate verso le zone rurali e altri centri urbani più piccoli", dice Trenchard.

A due settimane dalla semina


"La principale stagione di semina, che copre oltre il 60 per cento della produzione agricola annua, inizierà in meno di due settimane", dice Jean-Dominique Bodard, Specialista di sicurezza alimentare d'emergenza dell'organizzazione CARE.

"Se queste famiglie ospitanti non hanno i mezzi per comprare sementi e non dispongono di altri modi per procurarsi sementi di qualità, sarà per loro un disastro".

"Vi è un altro aspetto allarmante di questo circolo vizioso.  A causa della mancanza di soldi, molti contadini ospitanti non saranno nelle condizioni di prendere manodopera a giornata per la semina e di conseguenza i braccianti che lavorano a giornata non guadagneranno denaro per le proprie famiglie e le operazioni di semina non saranno svolte nella misura adeguata".

Nel settore rurale i contadini non hanno soldi per comprare sementi per la prossima stagione ed i prezzi delle derrate sono già aumentati del 10 per cento rispetto a prima del terremoto, un indicatore che non promette nulla di buono.

Una soluzione immediata potrebbe venire da programmi di cash-for-work (denaro in cambio di lavoro) nel settore agricolo.  "E' necessario iniettare denaro velocemente prima dell'inizio della stagione della semina", spiega Jean-Dominique Bodard di CARE.  "La distribuzione di cibo può aiutare ad alleviare la sofferenza immediata creata dal disastro, ma nel lungo periodo quello che più serve è denaro per i contadini, per metterli in grado di investire e riguadagnare la loro autosufficienza".

I programmi "Cash-for-work"


La FAO ha avviato un piccolo programma cash-for-work per ripulire i canali d'irrigazione nella zona di Léogâne e CARE nei prossimi giorni lavorerà per incrementarlo portandolo da 600 a 4.000 persone.

"Questo rappresenterà una spinta finanziaria di cui c'è molto bisogno in questo momento cruciale quando la gente è disperata per cercare di riprendersi la vita nelle proprie mani e fornirà una positiva iniezione di denaro nei mercati agricoli che  dopo il terremoto sono crollati", aggiunge Trenchard.

Come parte della fase di ripristino, CARE intende sostenere le organizzazioni di basein attività quali la gestione dell'acqua, la commercializzazione dei prodotti e la costruzione delle capacità.

Queste attività contribuiranno direttamente al Programma Speciale d'emergenza e di sostegno alla produzione alimentare e d'Integrazione degli sfollati e di prevenzione degli uragani lanciato dal Ministero dell'Agricoltura, delle Risorse Naturali e dello Sviluppo Rurale haitiano  in risposta al sisma del 12 gennaio.  Il Programma è sostenuto dalla FAO e dall'Istituzione Inter-Americana per la Cooperazione in Agricoltura (IICA).

La FAO a guida della ripresa agricola


In quanto agenzia guida delle organizzazioni ONU che intervengono nel settore agricolo ad Haiti,  la FAO coordina tutte le attività delle organizzazioni internazionali e nazionali nel settore.  Parte del suo lavoro consiste nel far sì che donatori ed agenzie lavorino nell'ambito delle direttive del governo haitiano.

L'organizzazione CARE è già presente a Léogâne, una città agricola ad ovest di Port-au-Prince distrutta all'80 per cento dal sisma, dove fornisce strutture di accoglienza, rifornimenti d'emergenza, acqua e strutture sanitarie e sostegno per le madri e per le donne incinte.  La FAO sostiene i piccoli contadini e sta distribuendo fondamentali fattori produttivi come sementi di qualità ed attrezzi agricoli.