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La mancanza di fondi minaccia le operazioni di soccorso in Ciad

In Sahel milioni di persone rischiano la fame

Photo: ©AFP/Sia Kambou
Grave crisi in Sahel: Oltre dieci milioni di persone rischiano la fame

Roma, 25 maggio 2010 - La mancanza di fondi sta mettendo a serio repentaglio le operazioni d'emergenza della FAO in Ciad, dove circa due milioni di persone rischiano la fame, dopo che siccità ed infestazioni di parassiti hanno ridotto drasticamente la produzione alimentare, ha denunciato oggi la FAO.

Secondo l'esperto FAO che coordina le operazioni d'emergenza, Fatouma Seid, la FAO sinora ha mobilitato soltanto 2 milioni di dollari degli 11.8 richiesti lo scorso novembre per le operazioni di intervento agricolo d'emergenza nel paese, parte dell'appello congiunto delle agenzie ONU, mentre per il vicino Niger, colpito anch'esso da seri problemi di penuria alimentare, la FAO era riuscita a mobilitare 14.5 milioni di dollari.

"I donatori temono che si possa ripetere una situazione di crisi alimentare come quella che ha colpito il Niger nel 2005, quando moltissime persone sono letteralmente morte di fame", ha spiegato Seid.  " Rispetto ad allora, c'è minore consapevolezza di cosa stia succedendo in Ciad, nonostante la situazione sia altrettanto critica".

"Questo significa che la FAO sarà in grado di distribuire solo 360 tonnellate di sementi rispetto alle 11.286 tonnellate che avevamo programmato di dare ai contadini per il loro prossimo raccolto", ha aggiunto Seid.  "Noi intendevamo distribuire anche 6.000 tonnellate di foraggio, ma, allo stato attuale, siamo in grado di fornirne solo 413 tonnellate".

Allerta speciale

La scorsa settimana il Sistema mondiale d'informazione e preavviso rapido nei settori agricolo e alimentare della FAO (GIEWS) ha denunciato, in un'allerta speciale, che la situazione alimentare è molto preoccupante in diverse parti del Sahel, e che oltre 10 milioni di persone rischiano la fame.

Si stima che rispetto al 2008 la produzione cerealicola in Ciad sia calata del 34 per cento, in Niger del 30 per cento, in Mauritania del 24 per cento ed in Burkina Faso del 17 per cento.

Anche la pastorizia è seriamente compromessa.  La produzione di foraggio in Niger è di circa il 62 per cento inferiore al fabbisogno, denuncia l'allerta.  In Ciad, l'anno scorso, il tasso di mortalità dei bovini è stato del 30 per cento, e notevoli morie di bestiame si sono verificate anche in zone del Mali.

Insicurezza alimentare diffusa

Il calo della produzione cerealicola, le cattive condizioni dei pascoli, insieme a prezzi alimentari ancora sostenuti, "hanno portato ad alti livelli d'insicurezza alimentare ed ad un aumento della malnutrizione", denuncia l'allerta del GIEWS.

Si stima che quest'anno in Niger saranno circa 2.7 milioni le persone che avranno bisogno di aiuti alimentari, mentre altri 5.1 milioni di persone nel paese sono considerate a rischio insicurezza alimentare.  In Ciad circa due milioni di persone avranno bisogno di assistenza, mentre 258.000 persone dovranno affrontare una grave insicurezza alimentare in Mali.  In Mauritania avranno bisogno di aiuti alimentari circa 370.000 persone.

In Niger sono state già avviate operazioni d'emergenza: vendita di cereali a prezzi politici da parte del Governo, distribuzione di alimenti da parte del PAM e dell'UNICEF, e di mangimi animali, sementi e fertilizzanti da parte della FAO, che sta fornendo anche assistenza di lungo periodo promuovendo la produzione di sementi locali.  E' stato dato sostegno di lungo periodo, e sono stati distribuiti fattori produttivi, ad agricoltori e pastori anche in Burkina Faso, in Ciad ed in Mali.