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I contadini pakistani hanno bisogno urgente di grano per la semina

Dopo le alluvioni si rischia di perdere il raccolto annuale, mettendo ancor più a rischio la sicurezza alimentare dei più poveri

Foto: ©FAO/Asim Hafeez
Se non si provvede a garantire il prossimo raccolto di grano, la sicurezza alimentare di milioni di persone sarà messa a rischio

1 settembre 2010, Roma/Islamabad- La FAO oggi ha lanciato un appello per maggiori fondi internazionali al fine di salvare la prossima stagione della semina del grano in Pakistan, dove le alluvioni che hanno colpito una superficie pari a mezza Italia hanno distrutto gran parte degli stock di sementi di grano dei contadini nel paese.

La semina del grano, l'alimento base della popolazione rurale povera in Pakistan, avviene normalmente tra settembre e novembre. Quest'anno oltre mezzo milione di tonnellate di sementi di grano sono andate distrutte con le alluvioni.

Inoltre, nelle zone colpite dalle alluvioni la popolazione sta utilizzando gli stock di sementi di grano che si sono salvati per nutrire le proprie famiglie e gli sfollati cui offrono riparo.

"Se i contadini non trovano le sementi da piantare entro poche settimane dovranno rinunciare alla semina del grano per l'intero anno", afferma Daniele Donati, Direttore del Servizio FAO per le Operazioni d'Emergenza in Asia, Vicino Oriente, Europa e per le Emergenze Speciali. "La sola assistenza alimentare non sarà sufficiente. Se non si provvede a garantire il prossimo raccolto di grano, la sicurezza alimentare di milioni di persone sarà messa a rischio." 

Il pane non lievitato a base di grano, come il chapati, è l'alimento principale delle popolazioni rurali povere in Pakistan.

C'è ancora terra per la semina

I coltivatori di grano in Pakistan stavano preparando le terre per la semina quando sono cominciate le alluvioni. In alcune aree lo strato superficiale del terreno, quello più fertile, è stato spazzato via, rendendo impossibile la semina. In altre aree, la terra è ancora sommersa dall'acqua o coperta dal fango e deve essere ripulita. Comunque, non è dappertutto così.

"In molte aree sarà possibile procedere alla semina non appena l'acqua si sarà ritirata. La FAO e i suoi partner operanti nel settore agricolo sono in grado di fornire il grano per la semina in queste aree, se riusciamo a reperire i fondi necessari. Ma tale possibilità va man mano riducendosi con l'avvicinarsi della fine della stagione della semina a metà novembre", conclude Donati.

La FAO è finora riuscita a fornire sementi a circa 200.000 famiglie di contadini. Se ulteriori fondi vengono stanziati entro breve, la FAO sarà in grado di garantire sementi ad altre 200.000 famiglie. 

Le prime stime dicono che ben 3,6 milioni di ettari di coltivazioni di mais, riso, canna da zucchero e cotone sono stati distrutti dalle alluvioni che hanno provocato milioni di sfollati.  

Il mangime per gli animali

Si stima inoltre che 1,2 milioni di capi di bestiame e 6 milioni di capi di pollame siano andati persi con l'alluvione. Si prevede che oltre un milione tra bufali, bovini, pecore e capre delle aree alluvionate non potrà essere nutrito se non si fornisce loro urgentemente il mangime necessario.

Gli animali hanno inoltre bisogno di immediati vaccini contro malattie quali l'afta epizootica e la peste dei piccoli ruminanti - con lo spostamento di migliaia di persone e di capi di bestiame in fuga dalle aree alluvionate il rischio di diffusione delle malattie animali è enorme.

La FAO e i suoi partner sono attualmente impegnati a fornire mangime e vaccini ad oltre 40.000 proprietari di bestiame. Con ulteriori fondi a disposizione, la FAO potrebbe garantire ad altri 85.000 allevatori il mangime e le cure veterinarie per gli animali.