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A rischio la biodiversità delle foreste

Ma cresce l’impegno per salvaguardarle. La FAO pubblica il rapporto Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010

Foto: ©FAO/K. Boldt
L’alto tasso di deforestazione minaccia la biodiversità forestale
Roma, 4 ottobre 2010 - L'alto tasso di deforestazione, il degrado e la perdita di foreste primarie minacciano la biodiversità forestale.  Tuttavia, in molti paesi, si é potuto registrare una tendenza positiva nella conservazione della diversità biologica forestale, attraverso la designazione di nuove aree forestali preposte alla conservazione della biodiversità.

Questa è una delle conclusioni del rapporto FAO Global Forest Resources Assessment 2010 (Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010) lo studio più attendibile ed esaustivo finora realizzato sullo stato delle risorse forestali del pianeta.  Il rapporto è stato pubblicato oggi in occasione dell'apertura dei lavori della Commissione Foreste della FAO e della Settimana mondiale delle foreste, che si svolge in questi giorni a Roma.

A livello globale, tra il 2000 ed il 2010 ogni anno sono stati convertiti ad altro uso del suolo (incluso quello agricolo) o sono andati perduti a causa di eventi naturali, circa 13 milioni di ettari di foreste, rispetto ai 16 milioni di ettari annui degli anni 90, rende noto il rapporto.

Oltre un terzo di tutte le foreste sono classificate come foreste primarie, vale a dire foreste senza segni visibili di intervento umano.  Le foreste primarie, in particolare le foreste umide tropicali, preservano alcuni degli ecosistemi più vari e ricchi di specie al mondo.  Le foreste primarie rappresentano il 36 per cento (1,4 miliardi di ettari) dell'area forestale mondiale, ma nel corso dell'ultimo decennio sono diminuite di oltre 40 milioni di ettari, vale a dire dello 0,4 per cento l'anno.  Tale diminuzione non sempre indica una scomparsa definitiva di tali foreste primarie ma é piú spesso dovuta ad una loro riclassificazione a seguito di tagli selettivi o di altri tipi di intervento antropico occorsi nel periodo analizzato dal rapporto FAO. La FAO sottolinea anche che tali foreste, se gestite in maniera sostenibile, possono ancora svolgere un importante ruolo dal punto di vista della biodiversità oltre a contribuire alla protezione dell'ambiente e fornire mezzi e risorse essenziali per la sussistenza di molte popolazioni.

Il Sud America è la regione che ha registrato la maggiore perdita di foresta primaria, seguito dall'Africa e dall'Asia.

Altre minacce alla biodiversità forestale, che in alcuni paesi stanno provocando gravi danni, provengono da una gestione forestale insostenibile, dal cambiamento climatico, dagli incendi boschivi, dalle infestazioni di insetti e parassiti, dalle malattie, dai disastri naturali e dalla diffusione di specie invasive.

Aree protette per salvaguardare la biodiversità

Dal 1990 ad oggi, 95 milioni di ettari di foresta sono stati designati specificatamente per la conservazione della biodiversitá (di cui il 46 percento solo negli ultimi 5 anni). Oggi il 12 per cento delle foreste del pianeta (oltre 460 milioni di ettari) è designato specificatamente alla conservazione della diversità biologica. Le aree protette formalmente istituite come parchi nazionali, riserve di caccia ed aree naturali protette, coprono, in molti paesi, più del 10 per cento dell'area forestale nazionale.  La funzione primaria di queste foreste può essere la conservazione della diversità biologica, o la protezione del territorio e delle risorse idriche, o la conservazione di un patrimonio culturale.

"Le foreste del mondo rappresentano una fonte vitale di diversità biologica. E la biodiversità è un bene prezioso, specialmente in considerazione del fatto che le foreste non solo si devono adattare al cambiamento climatico, ma sono anche decisive per mitigarne gli effetti", ha detto il Vice Direttore Generale della FAO del Dipartimento Forestale, Eduardo Rojas, che ha poi auspicato maggiori investimenti nella gestione sostenibile delle foreste, fondamentale per proteggere la preziosa biodiversità forestale.

Nel rapporto FAO si fa notare come sempre più paesi includano le questioni relative alla salvaguardia della biodiversità nella pianificazione e nelle pratiche di gestione forestale, anche se é necessario agire per migliorare l'effettiva conservazione della biodiversitá ed il suo uso sostenibile specialmente nelle foreste designate a fini produttivi e nell'ambito delle concessioni forestali.

"Lo sfruttamento eccessivo e l'uso insostenibile del patrimonio faunistico, spesso anche all'interno di aree protette, é motivo di seria preoccupazione, soprattutto in molti paesi tropicali dell'Africa centrale", ha aggiunto il Vice Direttore Generale Rojas.

Patrimonio faunistico a rischio d'estinzione

Il rapporto FRA 2010 denuncia che la caccia a fini commerciali, sostenuta dalla domanda dei consumatori delle grandi città, causerà in un futuro non lontano l'estinzione di molte specie, a meno che non vengano prese misure efficaci che implichino la partecipazione delle comunità, un'applicazione di leggi più severe, e l'istituzione di semplici sistemi di monitoraggio della fauna selvatica.

Il rapporto FRA 2010 contiene dati su 233 paesi e aree geografiche per quanto riguarda l'estensione delle risorse forestali, la diversità biologica, lo stato di salute delle foreste, la loro valenza socio-economica, la loro funzione di salvaguardia dell'ambiente ed il quadro giuridico, politico ed istituzionale che ne regola la gestione e l'uso.   Per la realizzazione del rapporto FAO sulla valutazione delle risorse forestali mondiali 2010 sono stati impiegati 4 anni di lavoro ed é stata necessaria la contribuzione di piú di 900 esperti forestali da 178 paesi del mondo.