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Pakistan - Buone le prospettive del prossimo raccolto di grano

Dall’emergenza alla ricostruzione, gli interventi della FAO e dei suoi partner nel paese colpito dalle inondazioni

Foto: ©FAO/Farooq Naeem
Un contadino che ha subito danni dalle inondazioni trasporta sementi di grano donate dagli USA e distribuite dalla FAO

Islamabad/Roma, 30 marzo 2011 - La distribuzione su vasta scala da parte della FAO di sementi di grano alle vittime delle inondazioni che lo scorso anno hanno colpito il Pakistan, sta per dare i i primi risultati con una produzione alimentare in grado di nutrire circa mezzo milione di famiglie rurali.

Con una media di otto componenti a famiglia, questo si traduce in un raccolto in grado di dar cibo a circa quattro milioni di persone per i prossimi sei mesi. 

La FAO, nell'ambito del suo intervento d'emergenza iniziato lo scorso agosto, ha impiegato 54 milioni di dollari di fondi forniti da donatori internazionali per comprare e distribuire sementi di grano di qualità.  Quando la stagione dei raccolti si concluderà, questa donazione avrà prodotto, in base agli attuali prezzi locali, circa 190 milioni di dollari di farina di grano - il principale alimento di base del paese.

"L'investimento reso possibile con i fondi dei donatori si è quadruplicato", dice Daniele Donati, responsabile del Servizio Operazioni d'Emergenza della FAO.  "Non solo, ma gli agricoltori avranno abbastanza per conservare le sementi per la semina dell'anno prossimo".

In Pakistan, sono più di 18 milioni le persone colpite dalle gravi inondazioni che hanno devastato il paese la scorsa estate e che hanno arrecato danni alle abitazioni, alle infrastrutture ed all'agricoltura.

Il settore agricolo finanziato quasi interamente

Per dare una risposta all'emergenza immediata provocata dalle inondazioni del 2010, la FAO ha coordinato il Gruppo Agricoltura, formato da oltre 200 organizzazioni, che è riuscito a raggiungere oltre 1,4 milioni di famiglie rurali in tutto il Pakistan.

Dei 107 milioni di dollari richiesti nel suo appello, la FAO ne ha ricevuti 92 milioni, che hanno consentito all'organizzazione di sostenere l'intero settore agricolo su piccola scala delle quattro province colpite dal disastro.  I donatori sono stati l'Australia, il Belgio, il Canada, il CERF (il Fondo centrale d'intervento per le emergenze dell'ONU, ndr), la Commissione Europea, l'IFAD, l'Italia, il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Svezia.

Oltre a rendere possibile la stagione di semina del grano "Rabi", come viene chiamata localmente, si stima che la FAO abbia salvato circa un milione di capi di bestiame fornendo riparo temporaneo, medicinali vermifughi e foraggio secco a circa 290.000 famiglie.  Il foraggio verde comincia ad essere disponibile solo adesso con l'avvicinarsi della primavera dopo un lungo e duro inverno.

"Gli interventi sul bestiame hanno davvero dato buoni frutti", dice Donati.  "Costa dieci volte di più comprare un nuovo animale, che spesso per le famiglie rappresenta i risparmi di una vita".

La FAO sta coordinando anche migliaia di progetti cash-for-work (denaro in cambio di lavoro ndr) nell'ambito dei quali si da denaro in cambio di lavoro per sbloccare i canali d'irrigazione intasati da fango e detriti.

Solo una provincia, quella di Sindh, anch'essa duramente colpita finora non ha potuto ricevere aiuto a causa del fatto che i campi sono rimasti coperti dalle acque ben oltre la fine della stagione della semina Rabi, ed in alcuni casi sono ancora allagati.  In questa provincia la FAO distribuirà sementi di riso a circa 25.000 famiglie in tempo per la prossima stagione di semina, ma sono più di 700.000 le famiglie che avranno bisogno d'assistenza nei prossimi mesi.

Le priorità della ricostruzione

La FAO insieme al Governo del Pakistan ha individuato le priorità della ricostruzione per i prossimi due mesi.  Tra esse incrementare la produzione agricola, la zootecnia, le attività di pesca e la produzione agro-forestale, per migliorare la dieta ed i livelli nutrizionali della popolazione, e promuovere la divulgazione agricola per offrire consulenza ed aiuto ai braccianti ed ai piccoli proprietari.

"Il conseguimento di questi obiettivi farà ridurre in modo significativo la vulnerabilità della popolazione, farà migliorare la produzione alimentare e la possibilità di generare reddito e farà crescere la capacità della popolazione di rispondere ai possibili shock futuri", ha aggiunto Donati.  La FAO prevede che il suo programma di ricostruzione costerà intorno a 94 milioni di dollari, sufficienti a dare assistenza a 430.000 famiglie dislocate in 24 distretti.

E' stato istituito un gruppo di lavoro per una ricostruzione rapida, presieduto congiuntamente dall'Autorità Nazionale per la gestione dei disastri del Governo Pakistano e dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite.  Esso copre otto settori tra cui uno dedicato all'agricoltura ed alla sicurezza alimentare, coordinato da FAO, PAM e dal Ministero Pakistano per l'alimentazione e l'agricoltura.