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Kofi Annan avverte: la fame potrebbe diventare un disastro permanente

Nel 2009 sono stati comprati con fondi speculativi terreni grandi quanto la Francia, denuncia Annan oggi presidente di Green Alliance for Africa

Foto: ©FAO/Giulio Napolitano
Kofi Annan interviene alla 37° Conferenza della FAO
Roma, 25 giugno 2011 - Kofi Annan, presidente dell'Alleanza per una Rivoluzione verde in Africa, ha avvertito oggi che l'attuale crisi alimentare in corso, con quasi un miliardo di persone che soffrono la fame, potrebbe trasformarsi in un disastro permanente, e mettere a rischio la vita di milioni di persone.  "Insieme al problema del cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale a livello mondiale è la sfida del nostro tempo", ha affermato.

Nella sua Lectio magistralis fatta nell'ambito delle "McDougall Memorial Lectures", nella gioornata d'apertura della 37ma Conferenza della FAO, l'ex Segretario Generale dell'ONU e Premio Nobel per la pace ha detto, "Se i paesi non riescono ad unirsi per garantire la sicurezza alimentare - il più basilare dei diritti umani - le nostre speranze per una cooperazione internazionale più ampia appaiono davvero destinate a fallire".

Le Memorial Lectures sono in onore di Frank Lidgett McDougall, australiano di nascita, uno dei padri fondatori di quella che nel 1935 era chiamata l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura della Lega delle Nazioni.  Ogni due anni, in occasione della Conferenza biennale della FAO, una personalità di rilievo che lavora nel campo dell'agricoltura ed è impegnato sul fronte della lotta alla povertà tiene una lezione su questi problemi.

Annan ha così proseguito: "In anni recenti, si è lentamente abbandonata l'idea di mirare ad un fine comune basato su valori condivisi.  Abbiamo assistito ad una preoccupante crescita del protezionismo, alla messa al bando unilaterale delle esportazioni, agli accaparramenti delle terre e ad accordi esclusivi che soddisfano solo le esigenze dei ricchi ma non dei poveri".

Il ruolo di leadership della FAO

Secondo Annan la FAO deve prendere l'iniziativa affinchè vi sia maggiore trasparenza sugli stock alimentari mondiali, e cosi far diminuire speculazione e volatilità dei mercati, raccogliendo più precise informazioni, e rendendole accessibili, sulla quantità e sulla qualità di questi stock.

La settimana scorsa la FAO ha avvertito che secondo le proiezioni i prezzi continueranno a salire per il prossimo decennio, con grave minaccia per la sicurezza alimentare di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo, e perfino per settori di quelli sviluppati.

La produzione mondiale dovrà aumentare del 70 per cento entro il 2050, quando si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà i 9,2 miliardi di persone dagli attuali 6,9.

L'accaparramento delle terre

Nella sua lezione, Annan ha attaccato l'accaparramento delle terre, il fenomeno recente di acquisto o di affitto da parte di paesi sviluppati di terre coltivabili in paesi in via di sviluppo, al fine di incrementare la propria sicurezza alimentare.

"È molto inquietante quello che è emerso da un recente rapporto: nel 2009 in Africa è stata acquistata, con fondi speculativi o di altra natura, un'estensione di terra pari all'intera Francia".

"Non è giusto né sostenibile che venga rubata in questo modo terra coltivabile alle comunità, né che si esporti cibo prodotto in paesi dove si muore di fame  La gente locale non lo sopporterà, e non dovremmo sopportarlo neanche noi".

Annan ha tuttavia fatto notare che le aziende agricole su ampia scala potrebbero avere un ruolo positivo ma solo se integrano le loro attività all'interno delle comunità, fungendo da perno per connettere i piccoli coltivatori alla filiera - mercati, supermercati e industrie agro-alimentari.

Promuovere la ricerca

L'ex Segretario Generale dell'ONU ha auspicato una maggiore ricerca sui possibili benefici ed effetti che la produzione di biocarburanti possono avere sulla sicurezza alimentare dei piccoli coltivatori.

"Perfino con l'attuale livello di terre coltivate, se raddoppiassero le rese, l'Africa diventerebbe una regione con grandi eccedenze alimentari", ha aggiunto.

Annan ha sollecitato norme commerciali più eque, facendo notare che i paesi OCSE spendono oltre 385 miliardi di dollari per sussidi a sostegno dei propri agricoltori.

"Questo ammontare è secondo Oxfam circa 80 volte più del denaro che viene speso negli aiuti allo sviluppo per l'agricoltura - una somma che è calata di oltre il 70 per cento in termini reali negli ultimi due decenni".