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Una riunione sul Corno d’Africa sollecita ad affrontare le cause ultime della carestia

Aiuti alimentari per salvare vite oggi, appoggio all’agricoltura e alla pastorizia per evitare nuove crisi in futuro

Foto: ©FAO/Giulio Napolitano
I servizi veterinari nelle comunità contribuiscono a rafforzare la resilienza tra I pastori del Corno d'Africa

18 agosto 2011, Roma - I governi, le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali riunite oggi a Roma hanno esortato la comunità internazionale a proseguire nel proprio supporto alle operazioni volte a salvare vite umane nel Corno d'Africa, ma hanno anche posto l'accento sulla necessità di fornire aiuto immediato agli agricoltori produttori di cibo ed agli allevatori, per evitare che la crisi si aggravi.


All'incontro di oggi hanno partecipato i ministri dell'agricoltura dei paesi del Corno d'Africa, ministri e rappresentanti degli stati membri della FAO, dell'Unione Africana, della presidenza del G20 (Francia), del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), del Programma Alimentare Mondiale (WFP), il rappresentante del segretario Generale dell'ONU, l'Oxfam e molte altre organizzazioni internazionali e della società civile.

L'incontro, durato l'intera giornata, si è concluso con l'auspicio che si possa operare su due direttrici, affrontando sia i bisogni urgenti di assistenza, sia le cause ultime del problema e rafforzare così la capacità di adattamento delle popolazioni di fronte a future crisi.

"Anche se oggi siamo impegnati a salvare vite, dovremmo guardare oltre ed agire per prevenire calamità future. Dobbiamo cominciare a costruire per il futuro ora. Sono già disponibili piani d'investimento completi, approvati dai governi, ma i deficit di finanziamento sono grandi ed evidenti. Se i governi e i donatori non investono nell'agricoltura ora, la terribile carestia che stiamo combattendo e cercando di mitigare, tornerà, ricoprendoci di vergogna." ha dichiarato il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf.

"Nutrire gli affamati non pone fine alla fame, a meno che non aiutiamo le persone a provvedere per il proprio futuro. Se i donatori, le agenzie di sviluppo e i governi non si interessano anche del medio e del lungo termine, queste tragedie accadranno ancora" ha affermato il Vicepresidente dell'IFAD Yukiko Omura. "Non possiamo controllare le siccità, ma possiamo controllare la fame. Per farlo, dobbiamo investire nei piccoli agricoltori, consentendo loro di poter nutrire le loro comunità e le loro famiglie".

La Direttrice Esecutiva Aggiunta del WFP, Sheila Sisulu ha dichiarato: "Utilizzando il potere delle istituzioni regionali e delle collaborazioni, le istituzioni nazionali, la volontà politica e l'impegno internazionale, possiamo spezzare questo ciclo, rafforzando la resistenza degli insediamenti, proteggendo le risorse produttive e ponendo in atto misure per evitare simili crisi quando le piogge, inevitabilmente, torneranno a essere scarse in futuro.

"Quello che sta affliggendo la regione del Corno d'Africa oggi dimostra fino a che punto i mezzi di sussistenza in questo continente siano vulnerabili alle crisi. Di qui la necessità di affrontare l'estrema vulnerabilità di tali mezzi di sussistenza e delle economie delle comunità e delle nazioni" ha affermato Tumusiime Rhoda Peace, Commissaria per l'economia rurale e l'agricoltura dell'Unione Africana.

Salvaguardare la produzione alimentare locale


Mentre la crisi alimentare in Africa è stata provocata dalla siccità, dai conflitti e dagli elevati prezzi alimentari, le cause di fondo della vulnerabilità della regione a tali shock risiedono nell'insufficienza di investimenti in agricoltura e nella gestione inadeguata delle risorse naturali.
Le misure di carattere immediato presentate come priorità nel corso dei colloqui odierni includono:

  • Garantire che vengano soddisfatti i bisogni di assistenza alimentare ed esteso il supporto alla nutrizione
  • Salvaguardare il bestiame superstite per proteggere la sicurezza alimentare degli allevatori
  • Tutelare l'imminente stagione di semina, che inizia in ottobre, assicurando agli agricoltori l'accesso a input come sementi, fertilizzanti e acqua per irrigazione
  • Espandere i programmi "denaro in cambio di lavoro" che permettono alla popolazione di acquistare cibo ai mercati locali e scongiura la vendita di beni


La riunione ha anche sottolineato l'importanza vitale delle azioni di supporto mirate ad affrontare le cause ultime del problema del Corno d'Africa:

  • Proteggere e risanare le risorse delle terre degradate
  • Migliorare la gestione dell'acqua ed espandere l'irrigazione (solo l'1% delle terre della regione del Corno d'Africa è irrigato, contro il 7% dell'Africa e il 38% dell'Asia)
  • Migliorare le pratiche di gestione degli animali, delle piante e dei pascoli dei piccoli agricoltori per renderli meno vulnerabili agli imprevisti e alla variabilità del clima
  • Rafforzare i servizi di sanità animale delle comunità
  • Identificare opzioni praticabili e alternative accettabili per i mezzi di sussistenza pastorale


I partecipanti hanno specificato che tali attività dovrebbero beneficiare di un supporto prolungato, ripartito su più anni, ed andare di pari passo con i miglioramenti nei servizi basilari come l'istruzione, la sanità e l'acqua potabile.

La riunione ha raccomandato inoltre di proseguire nell'appoggio al Programma Dettagliato di Sviluppo dell'Agricoltura in Africa (CAADP), promosso dall'Unione Africana, che prevede un aumento degli investimenti per supportare la tenuta dei mezzi di sussistenza nelle aree tendenti alle siccità.

Dalla crisi alla ripresa

La riunione tecnica è stata organizzata dalla FAO come prosieguo alla riunione ministeriale di emergenza sul Corno d'Africa convocata lo scorso 25 luglio 2011 su richiesta della presidenza francese del G20. L'evento aveva l'obiettivo di fare il punto sugli interventi immediati e di più lungo termine decisi a seguito della crisi. Le raccomandazioni elaborate nei colloqui orienteranno gli sforzi internazionali e aiuteranno a preparare i prossimi eventi di sensibilizzazione, raccolta fondi e coordinamento in favore delle popolazioni colpite nella regione.