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Dalle prime indicazioni, calo della produzione cerealicola mondiale nel 2009

Nonostante raccolti record nel 2008, prezzi ancora alti in molti paesi poveri

Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
Distribuzione di sementi ad Haiti
Roma, 12 febbraio 2009 - Nel 2009 la produzione cerealicola mondiale sarà inferiore rispetto ai livelli record del 2008, secondo le previsioni iniziali dell'ultimo rapporto FAO Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare).  Le prime indicazioni suggeriscono, infatti, che semine più scarse e condizioni climatiche sfavorevoli faranno calare la produzione cerealicola nella maggior parte dei principali paesi produttori.

Secondo il rapporto, in Europa e negli Stati Uniti nonostante condizioni generalmente favorevoli per il grano invernale, le superfici seminate sono diminuite in ragione dei previsti minori guadagni rispetto all'anno scorso, insieme al persistere dei prezzi alti degli input agricoli.

Nei paesi a basso reddito con deficit alimentare, le prospettive per la produzione cerealicola agli inizi del 2009 sono al ribasso.  Le prime previsioni indicano un raccolto di mais più ridotto in Africa australe.  Condizioni di siccità prolungata stanno avendo effetti negativi sulla produzione di grano in Asia, specialmente in Cina per la produzione di grano invernale.  Le precipitazioni sono state scarse anche in India. Tuttavia, molto dipenderà dalla produzione di riso che in Asia deve ancora essere piantato.

In Sud America, la produzione di grano del 2008 è stata dimezzata a causa della grave siccità in Argentina, e le persistenti condizioni di siccità stanno avendo effetti negativi sulla produzione di cereali secondari della regione.

Aumentano le scorte....

Secondo le ultime stime della produzione cerealicola 2008 e dell'utilizzo cerealicolo mondiale nel 2008/09, la FAO prevede un saldo positivo degli stock pari a 496 milioni di tonnellate disponibili per il 2009/10, questo è il livello più alto mai raggiunto dal 2002.

Secondo la FAO nei paesi a basso reddito con deficit alimentare, a seguito dei raccolti superiori alla media del 2008, si allenterà la situazione di squilibrio tra la domanda e l'offerta.

...ma i prezzi rimangono alti

Nonostante il calo dei prezzi internazionali registrato nella seconda metà del 2008, i prezzi alimentari sui mercati interni rimangono sostenuti in molti paesi in via di sviluppo, con gravi conseguenze sull'accesso al cibo per i gruppi di popolazione più vulnerabili.  In Africa australe ed in America centrale, i prezzi dei principali prodotti alimentari non sono calati, ma anzi hanno continuato a salire.

Nei paesi dell'Africa occidentale ed orientale, i prezzi sono decisamente calati dall'inizio dei raccolti di settembre-ottobre, ma a gennaio erano ancora ben al di sopra del livello di un anno fa.  La situazione è anche peggiore per il riso ed il grano importati - alimenti base in queste regioni - poiché i prezzi continuano a salire.

I prezzi del riso e del grano rimangono alti anche in molti paesi poveri dell'Asia, tra questi l'Afghanistan, il Pakistan e lo Sri Lanka.

Paesi in crisi alimentare

Crisi alimentari persistono in 32 paesi. Inoltre a seguito del recente conflitto desta particolare preoccupazione la situazione alimentare nella Striscia di Gaza.

In Africa orientale, più di 18 milioni di persone devono fare i conti con una grave situazione di insicurezza alimentare a causa dei conflitti, dei disordini interni, delle condizioni climatiche sfavorevoli o dei loro effetti combinati, mentre si stima che in Africa australe il numero complessivo delle persone che soffrono di insicurezza alimentare sia di circa 8,7 milioni.  In Kenya, Somalia e Zimbabwe, la situazione alimentare è molto critica a causa della siccità, dei disordini interni e/o della generale crisi economica.

Cliccare qui per la lista completa dei paesi che necessitano di aiuti esterni.

I biocombustibili

Secondo le ultime stime FAO, per l'anno commerciale 2008/09 (luglio/giugno) il volume di cereali utilizzato per la produzione di biocombustibili sarà di 104 milioni di tonnellate - il 4,6 per cento della produzione cerealicola mondiale - un aumento del 22 per cento rispetto alla quantità stimata per il 2007/08.

Negli Stati Uniti, l'impiego complessivo di cereali per la produzione bioenergetica aumenterà, raggiungendo circa 93 milioni di tonnellate (di cui 91 milioni di tonnellate di mais), il 19 per cento in più rispetto al 2007/08.   Previsioni precedenti anticipavano una crescita nell'utilizzazione di mais per i biocarburanti perfino più rapida, ma il brusco calo del prezzo del petrolio ed il rallentamento dell'attività economica mondiale ha frenato questa tendenza.