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In pericolo le foreste montane

La FAO sollecita maggiore attenzione alla conservazione degli ecosistemi forestali di montagna

Foto: ©FAO/A. Odoul
Le popolazioni di montagna hanno un ruolo chiave nel proteggere le foreste montane

Roma, 9 dicembre 2011 - L'integrità e la capacità di risposta delle foreste di montagna sono minacciate dall'aumento delle temperature, dagli incendi, dall'incremento demografico e dall'insicurezza alimentare ed energetica, avverte la FAO in un nuovo studio pubblicato oggi.

La crescita demografica, e con essa l'estendersi dell'agricoltura intensiva, hanno spinto molti piccoli contadini a spostarsi in altitudine, verso aree marginali e pendii ripidi, provocando una perdita di foresta, avverte il rapporto Mountain Forests in a Changing World (Le foreste di montagna in un mondo che cambia ndt.).  Il rapporto fa notare che il cambiamento climatico è destinato a far aumentare le infestazioni e la diffusione di agenti patogeni, fattori anch'essi che contribuiscono a danneggiarne l'integrità.

Il rapporto, prodotto congiuntamente dal Segretariato della Partnership delle Montagne, ospitato dalla FAO, e dall'Agenzia Svizzera per lo sviluppo e la cooperazione, è stato pubblicato a ridosso della Giornata Internazionale della Montagna dell'ONU, che si celebra l'11 dicembre.

"Le foreste di montagna proteggono le comunità locali dai disastri naturali e tutelano le risorse naturali ed i sevizi ambientali su cui miliardi di persone fanno affidamento per la propria sussistenza", dice Eduardo Rojas-Briales, Vice Direttore Generale della FAO per le Foreste.  "Le foreste montane hanno risentito delle conseguenze di molte sfide globali: cambiamento climatico, penuria idrica, perdita di biodiversità, desertificazione, ma esse offrono anche notevoli opportunità per trovare le soluzioni.  Credo che lo sviluppo sostenibile delle foreste di montagna richieda, e meriti, un posto prominente nell'agenda politica internazionale".

Fonte di acqua dolce

Le montagne forniscono il 60 per cento delle risorse di acqua dolce mondiali, nonostante coprano solo il 12 per cento della superficie terrestre, si legge nel rapporto. Le foreste di montagna incidono fortemente sulla quantità e sulla qualità dell'approvvigionamento idrico delle comunità e delle industrie delle zone montane ma anche di quelle delle zone pianeggianti.  Quando le foreste vengono abbattute e la terra è lasciata senza protezione, aumentano deflusso ed erosione del suolo, con un conseguente deteriorarsi della qualità dell'acqua nei torrenti e nei fiumi.

Molte città dipendono pesantemente dalle risorse idriche montane, basti pensare che il 95 per cento del rifornimento idrico di una città come Vienna proviene dalle foreste montane delle Alpi Noriche, che il 40 per cento dell'acqua di Tegucigalpa, in Honduras, proviene dalla foresta amazzonica di La Tigra National Park.  In Kenya l'acqua proveniente dal Monte Kenya genera il 97 per cento dell'energia idroelettrica di quel paese.  In Asia l'altopiano tibetano funge da rifornitore idrico per circa 3 miliardi di persone.

Integrazione con le politiche per il cambiamento climatico

Le foreste montane sequestrano un'enorme quantità di carbonio e possono svolgere un ruolo importante nelle politiche volte a contrastare il cambiamento climatico, fa notare il rapporto.  La perdita di foreste montane farebbe rilasciare grandi quantità di carbonio nell'atmosfera.

I responsabili politici nazionali dovrebbero prendere in considerazione l'importanza di proteggere e conservare le foreste montane, ed integrare questi aspetti nelle politiche di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico.

A livello globale i servizi ambientali chiave forniti dalle foreste montane dovrebbero meglio riflettersi nei negoziati e negli incontri internazionali sul cambiamento climatico, sulla qualità dell'acqua ed su altre questioni ambientali, in particolare alla luce dei risultati delle ricerche sull'inquinamento e sullo scioglimento dei ghiacciai presentati nel corso della Giornata della Montagna alla conferenza sul cambiamento climatico (UNFCCC COP17) di Durban, in Sudafrica.

Maggiori strumenti alle popolazioni montane

Le popolazioni montane - che sono tra le più povere e con maggiori problemi di insicurezza alimentare al mondo - sono decisive per il mantenimento degli ecosistemi montani, fa notare il rapporto.  E dovrebbero dunque avere voce in capitolo nella gestione delle risorse forestali locali dalle quali dipendono e condividere i benefici del loro uso e della loro conservazione.

Insieme al rapporto sulle foreste montane, la FAO ha diffuso due altre pubblicazioni sull'importante ruolo degli ecosistemi montani nel miglioramento delle condizioni di vita rurali e per l'alleviamento della povertà: Highlands and Drylands: Mountains, a source of resilience in arid regions e Why invest in Sustainable mountain development?.

Lunedì 12 dicembre si terrà presso la sede FAO una cerimonia per celebrare la Giornata Internazionale della Montagna 2011, dal tema quest'anno "Foreste montane - le radici del nostro futuro".