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38 paesi raggiungono gli obiettivi anti-fame stabiliti per il 2015

Storie di successo in molti paesi, ma ancora milioni di persone restano sottonutrite

Foto: ©FAO/Roberto Faidutti
Pomodori pronti per essere venduti al mercato, Ghana.
Roma,12 giugno 2013 - Trentotto paesi hanno già raggiunto gli obiettivi di sviluppo nella lotta contro la fame stabiliti a livello internazionale, conseguendo un grande successo prima della data stabilita del 2015, ha reso noto oggi la FAO.  

"Questi paesi aprono la strada a un futuro migliore, e sono la dimostrazione pratica che con una forte  volontà politica, con il coordinamento e la cooperazione, è possibile ottenere una riduzione rapida e duratura della fame", ha affermato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

Graziano da Silva ha esortato tutti i paesi a mantenere vivo questo impegno, puntando alla completa eradicazione della fame, in linea con la Sfida Fame Zero lanciata nel 2012 dal Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.

"Nel corso degli ultimi dieci anni, a livello mondiale, la fame è diminuita, ma sono ancora 870 milioni le persone che sono ancora sottonutrite, e milioni di altri soffrono le conseguenze di carenze vitaminiche e di minerali, che per molti bambini significa un arresto della crescita".

"Dobbiamo continuare nel nostro impegno, fino a quando tutti possano vivere una vita sana e produttiva."

Alcune storie di successo

Venti paesi hanno soddisfatto il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), quello di dimezzare la percentuale delle persone che soffrono la fame tra il 1990-92 ed il 2010-2012, come stabilito dalla comunità internazionale in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2000.

Altri diciotto paesi sono riusciti a raggiungere sia il primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio che quello stabilito al Vertice Mondiale dell'Alimentazione, di dimezzare il numero totale delle persone sottonutrite fra 1990-1992 e 2010-2012, Vertice a cui partecipavano 180 paesi.

I paesi che hanno raggiunto solo il primo degli Obiettivi del Millennio sono stati: l'Algeria, l'Angola, il Bangladesh, il Benin, il Brasile, la Cambogia, il Camerun, il Cile, la Repubblica Dominicana, le Isole Figi, l'Honduras, l'Indonesia, la Giordania, il Malawi, le Maldive, il Niger, la Nigeria, Panama, Togo e l'Uruguay.

I paesi che hanno raggiunto sia il primo obiettivo di sviluppo del millennio che quello stabilito dal Vertice Mondiale del 1996 sono: l'Armenia, l'Azerbaigian, Cuba, Djibouti, la Georgia, il Ghana, la Guyana, il Kuwait, il Kirghizistan, il Nicaragua, il Perù, Saint Vincent e Grenadine, Samoa, Sao Tome e Principe, la Tailandia, il Turkmenistan, il Venezuela ed il  Vietnam.

I paesi saranno premiati in una cerimonia ad alto livello che avrà luogo presso la FAO il 16 giugno, in occasione della Conferenza della FAO, il massimo organo di governo dell'organizzazione.

Ma ancora milioni di persone restano sottonutrite

Secondo l'ultimo rapporto FAO The State of Food Insecurity in the World  (Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo), la stragrande maggioranza di coloro che soffrono la fame - 852 milioni - vive nei paesi in via di sviluppo - circa il 15 per cento della popolazione - mentre si stima siano circa 16 milioni le persone denutrite nei paesi sviluppati.

Ma nonostante la generale tendenza ad un calo e nonostante i successi conseguiti a livello nazionale, negli ultimi anni il numero delle persone sottonutrite in Africa è aumentato.

A livello mondiale, l'insicurezza alimentare oggi è in gran parte un problema di accesso alle risorse o ai servizi necessari alle famiglie per produrre, acquistare, o comunque ottenere cibo nutriente a sufficienza.

L'agricoltura svolge un ruolo fondamentale nel fornire l'accesso al cibo. Più del 70% delle persone povere vivono nelle aree rurali e la maggior parte di esse dipende per il proprio sostentamento - direttamente o indirettamente - dall'agricoltura.  Aumentare la produttività agricola è quindi un elemento decisivo per migliorare l'accesso al cibo.

Il Direttore Generale della FAO si è detto incoraggiato dai segnali di un impegno maggiore da parte di molti paesi di porre fine alla fame e alla malnutrizione puntando sull'agricoltura e sullo sviluppo sostenibile, inclusa la partecipazione a programmi regionali ispirati alla Sfida Fame Zero.