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Latte e prodotti caseari importanti per migliorare la nutrizione dei poveri

I governi sollecitati a rendere i prodotti caseari più accessibili alle famiglie vulnerabili

Foto: ©FAO/Giulio Napolitano
Circa 150 milioni di familie al mondo - 750 milioni di persone - sono impegnate nella produzione di prodotti caseari.
Roma, 26 novembre 2013 - Latte e prodotti lattiero-caseari detengono un enorme potenziale per migliorare la nutrizione e il sostentamento di centinaia di milioni di poveri in tutto il mondo, secondo un nuovo studio della FAO pubblicato oggi.

Lo studio Milk and Dairy Products in Human Nutrition, (Latte e prodotti caseari nella nutrizione umana, N.d.T.) sostiene che i governi dovrebbero investire di più in programmi che favoriscano la diffusione del consumo di latte e prodotti lattiero-caseari tra le famiglie povere e che li aiutino ad avviare piccoli allevamenti caseari.

"Come parte di una dieta equilibrata, il latte e i prodotti lattiero-caseari possono essere una fonte importante di energia alimentare, di proteine ​​e di grassi", ha detto Ellen Muehlhoff esperta FAO di nutrizione, e parte del team che ha curato la pubblicazione. "Sono anche ricchi di micronutrienti fondamentali per combattere la malnutrizione nei paesi in via di sviluppo, dove le diete delle popolazioni povere sono spesso basate esclusivamente su cereali e carboidrati e privi di diversità".

La varietà di cibo è necessaria per una dieta sana, e latte e prodotti lattiero-caseari non sono le uniche fonti di nutrienti essenziali, ha sottolineato la Muehlhoff.

Ma se il latte animale non è raccomandato per i bambini sotto i 12 mesi, è invece un veicolo efficace per fornire nutrienti vitali e migliorare la crescita dei bambini più grandi, la cui alimentazione nei primi 1.000 giorni di vita è cruciale.  

Prezzi proibitivi

Tuttavia, nonostante i benefici che potrebbero fornire, latte e latticini sono ancora troppo costosi per le famiglie più povere.

Si prevede che nei paesi in via di sviluppo entro il 2025 il consumo di prodotti lattiero-caseari aumenterà del 25% a causa della crescita della popolazione e dei redditi, ma latte e latticini probabilmente rimarranno ancora fuori portata per le famiglie più povere.

Secondo la pubblicazione i governi dovrebbero affrontare il problema facendo della nutrizione un obiettivo specifico nello sviluppo del settore lattiero-caseario e investendo in programmi che aiutino le famiglie povere ad allevare bestiame da latte come capre e pecore.

"L'allevamento su piccola scala è particolarmente vantaggioso per le famiglie povere in quanto fornisce cibo e sostanze nutritive, ma anche un reddito regolare", ha fatto notare Anthony Bennett, esperto FAO di zootecnia e co-editore di questa nuova pubblicazione.

"Mentre l'agricoltura su piccola scala significa essere pagati una volta o forse due volte l'anno, i prodotti caseari sono prodotti venduti ogni giorno, che forniscono denaro ai piccoli coltivatori per le esigenze familiari immediate come cibo, articoli per la casa, abbigliamento e scuola - e questo cambia la vita delle persone".

Attualmente si stima siano circa 150 milioni le famiglie al mondo - circa 750 milioni di persone - impegnate nella produzione di prodotti caseari, la maggioranza delle quali nei paesi in via di sviluppo.

"Una sfida importante per i governi è sviluppare politiche inclusive e incoraggiare gli investimenti del settore privato che aiutino i piccoli agricoltori a sfruttare la crescente domanda di latte e di prodotti lattiero-caseari nei paesi in via di sviluppo e migliorare le proprie condizioni di vita", ha continuato Bennett.

Latte da ogni specie animale

Anche se il termine 'latte' è diventato quasi sinonimo di latte vaccino, nel mondo viene consumato latte di molte altre specie. La pubblicazione copre la composizione del latte di altre specie come bufali, capre e pecore, e di specie che sono attualmente sottoutilizzate nella produzione lattiero-casearia, come renne, alci, lama, alpaca, asini, yak, cammelli e mithun.

"Ci sono grandi possibilità per lo sviluppo di prodotti caseari da altre specie, in particolare capre, che sono più facili da mantenere rispetto ai bovini e possono far aumentare l'accessibilità alla produzione di latte delle famiglie rurali povere", dice Bennett.

In Sudamerica, ad esempio, lama e alpaca storicamente non sono state allevate ai fini della produzione di latte, ma potrebbero invece fornire una risorsa alimentare ed economica importante per le persone che vivono nelle aree montane della regione.

Il latte di alcune specie sottoutilizzate ha anche particolari benefici nutrizionali. Ad esempio, i profili proteici del latte d'asina e di quello di cavalla possono renderli più adatti a quel 2-6% della popolazione allergico al latte di mucca.

Il latte delle renne e delle alci presenta una consistenza cremosa ed è molto ricco di grassi e proteine. Contiene inoltre meno della metà del lattosio presente nel latte di mucca e potrebbe fornire una fonte alternativa alle persone intolleranti al lattosio.

Preoccupazioni di tipo ambientale e sanitario

La pubblicazione affronta anche problemi di tipo ambientale e sanitario che sono sorti negli ultimi anni intorno ai prodotti lattiero caseari.

"Molti dei problemi di salute sono sorti prevalentemente nei paesi sviluppati e non sono legati specificatamente al consumo di prodotti caseari quanto all'eccessivo consumo di cibi ipercalorici in generale", ha fatto notare la dott.sa Muehlhoff, sottolineando che esistono prove che suggeriscono che latte e latticini hanno un ruolo nel prevenire malattie non trasmissibili ma legate alla dieta come il diabete di tipo 2 e alcuni tumori.

L'intolleranza al lattosio, la cui frequenza varia ampiamente tra le popolazioni, può anche rappresentare un problema, sebbene la maggior parte delle persone può tollerare alcuni prodotti lattiero-caseari come yogurt e formaggi stagionati.

La pubblicazione sollecita nuove iniziative di collaborazione per affrontare gli effetti ambientali del settore lattiero-caseario, che rappresenta circa il 4 per cento di tutte le emissioni di gas serra causati dall'uomo, oltre ad aumentare la pressione sulla terra e sulle risorse idriche.

"Produrre, trasformare e distribuire il latte ed i prodotti caseari, come altri alimenti, influisce sul pianeta, e sono necessari sforzi per ridurre le emissioni di gas serra generate dal settore", ha detto Bennett.

Milk and Dairy Products in Human Nutrition è disponibile anche come FAO e-book.