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La FAO e la Francia raccomandano di includere l'agricoltura nel dibattito globale sul cambiamento climatico

Occorrono politiche e investimenti più mirati per adeguare l'agricoltura al suo impatto

Roma, 14 ottobre 2015 - Tutti i paesi dovrebbero impegnarsi a garantire un accordo ambizioso per affrontare il cambiamento climatico, mettendo la sicurezza alimentare e l'agricoltura al centro del dibattito hanno dichiarato congiuntamente il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, e il Ministro dell'Agricoltura francese, Stéphane Le Foll, avvertendo che in caso contrario si metteranno a rischio i recenti progressi compiuti nella lotta contro la fame nel mondo.

Graziano da Silva e Le Foll hanno lanciato questo appello nel corso di un evento collaterale del Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS), che si riunisce a Roma questa settimana. Entrambi hanno esortato i paesi a trovare un accordo su come combattere il cambiamento climatico in vista della conferenza delle Nazioni Unite, COP21, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.

Il Direttore Generale della FAO ha accolto con piacere la recente adozione da parte della comunità internazionale dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, che include l'eliminazione della fame e della povertà estrema. Tuttavia, ha fatto notare come il raggiungimento di questi obiettivi richieda un "cambiamento di paradigma" verso sistemi agricoli e alimentari più produttivi e inclusivi, e maggiormente adattati al cambiamento climatico.

"Siamo in grado di porre fine alla povertà estrema e alla fame entro il 2030. Sappiamo ciò che funziona e abbiamo gli strumenti per farlo, ma sappiamo che il cambiamento climatico minaccia di sviare i nostri sforzi".  "Sta già avendo un impatto sulla sicurezza alimentare e rendendo eliminazione della fame ancora più difficile".

"Crediamo che l'agricoltura in senso lato - incluse la silvicoltura, la pesca e l'acquacoltura - può e deve svolgere un ruolo centrale nell'affrontare il cambiamento climatico, in particolare nell'adattamento al suo impatto, come la scarsità d'acqua, la salinità del suolo, l'aumento di parassiti e di malattie delle piante e animali", ha aggiunto.

Da parte sua, il Ministro Le Foll ha detto che ogni uomo e ogni donna del pianeta dovranno sopportarne le conseguenze "se i leader del mondo non riusciranno a trovare un accordo su tangibili obiettivi concreti" per frenare il riscaldamento globale.

Facendo notare come l'agricoltura sia spesso vista come un problema per il suo ruolo nelle emissioni di gas serra, Le Foll ha sollecitato la necessità di compiere progressi con tecniche che "ci permettano di essere più economici e consumare meno energia".

"Ma chi guarda all'agricoltura non può semplicemente sedersi e risolvere il problema con misure scientifiche ... perché la tecnologia deve essere combinata con l'aspetto sociale", aggiungendo "Dobbiamo rivedere il nostro modello agricolo per adattarsi a ogni ecosistema, abbiamo bisogno di una rivoluzione che utilizzi meccanismi naturali per favorire la produzione".

I cambiamenti climatici colpiscono soprattutto i più poveri

Graziano da Silva ha poi evidenziato come più poveri e vulnerabili del mondo - circa l'80% dei quali vive in zone rurali - siano i più colpiti dagli effetti negativi del riscaldamento globale che comporta siccità e inondazioni.

Mentre queste popolazioni come le famiglie di contadini, di pastori, di pescatori e le comunità forestali sono fortemente dipendenti dalle risorse naturali e sono i primi a soffrire a causa di shock correlati alle condizioni climatiche, "essi sono i meno responsabili del cambiamento climatico e non possono essere quelli che devono sostenerne i costi ", ha affermato Graziano da Silva.

Ha poi sollecitato maggiori politiche e investimenti mirati ad adattare l'agricoltura all'impatto del cambiamento climatico, come ridurre la deforestazione e il sovra-sfruttamento della pesca, migliorare la fertilità del suolo e produrre minori emissioni.

La FAO da parte sua è pronta ad aiutare i paesi attraverso le sue attività come l'agro-ecologia, un'agricoltura intelligente sotto il profilo climatico, una gestione costiera integrata, una gestione del territorio sostenibile e un restauro del paesaggio forestale, ha affermato il Direttore Generale.

All'evento collaterale del Comitato per la Sicurezza Alimentare - organizzato congiuntamente dalla FAO, dalla Francia e dal Marocco - sono anche intervenuti Mohammed El Guerrouj, Direttore Generale dell'Agenzia del Marocco per lo Sviluppo Agricolo (ADA), che ha informato i partecipanti sulle lezioni apprese dall'esperienza del suo paese con il Piano Verde del Marocco.

Tra gli altri oratori vi sono stati il Relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto all'alimentazione, Hilal Elver, che ha sottolineato l'aspetto umanitario della mitigazione e dell'adattamento al cambiamento, e Lapodini Atouga, Commissario per l'agricoltura, l'ambiente e le risorse idriche della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, che ha sottolineato l'impegno dell'organismo regionale ad affrontare le sfide della sicurezza alimentare e del cambiamenti climatico.

Photo: ©FAO/Alessandra Benedetti
Il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva e il Ministro dell'Agricoltura francese Stéphane Le Foll

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