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I prezzi alimentari tornano a salire

Ma le riserve cerealicole rendono difficile che si ripeta la crisi del 2008

Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
Un supermercato in Malawi.

Roma, 9 dicembre 2009 – I prezzi alimentari tornano a salire secondo l’Indice dei prezzi alimentari della FAO (un paniere che comprende cereali, semi oleosi, prodotti caseari, carne e zucchero) che ha registrato aumenti per quattro mesi consecutivi.

Tuttavia, le condizioni del mercato sono differenti da quelle che hanno scatenato la crisi dei prezzi alimentari innescata due anni fa, fa notare la FAO nel suo rapporto semestrale Food Outlook  pubblicato oggi.

L’indice FAO ha registrato in media 168 punti in novembre, la cifra più alta dal settembre 2008, ma comunque più bassa del 21% rispetto al picco del giugno 2008.  Prima dell’impennata del 2007/08, l’indice non aveva mai superato i 120 punti, anzi per lo più si era mantenuto sotto i 100 punti.

“All’inizio del rialzo dei prezzi, nel 2007, la FAO aveva identificato una serie di possibili cause scatenanti: i livelli bassi delle scorte cerealicole, raccolti scarsi nei maggiori paesi esportatori, la domanda crescente di prodotti agricoli per il mercato dei biocombustibili, e l’aumento del prezzo del petrolio”, si legge nel rapporto.

 “Via via che i prezzi si sono sempre più rafforzati, altri fattori hanno contribuito alla turbolenza dei mercati, principalmente le restrizioni alle esportazioni imposte dai governi, la debolezza del dollaro e l’appetito crescente degli speculatori in un momento di grande liquidità sui mercati mondiali.  Quello che ha reso l’impennata del 2007-08 eccezionale è stato il concorso di tanti fattori tutti insieme, culminati in un rialzo dei prezzi senza precedenti che ha fomentato la volatilità”

Buone riserve cerealicole

Oggi le riserve cerealicole sono a livelli più rassicuranti, sebbene alcuni mercati debbano fare i conti con situazioni non facili.  In generale gli approvvigionamenti in mano agli esportatori sono più adeguati per rispondere ad un aumento della domanda di quanto non fossero durante il periodo dell’impennata dei prezzi.

Per esempio, il rapporto tra scorte finali e il consumo totale di grano (stock-touse ratio) nei maggiori paesi esportatori è salito in questa stagione dal 12% al 20%.  I biocarburanti sono ancora un elemento trainante, mail settore ha rallentato in termini di crescita annuale.

Al tempo stesso vi sono fattori macroeconomici, come i tassi di cambio, la volatilità dei prezzi del petrolio e bassi tassi d’interesse che spingono gli investitori a mettere i loro soldi nei mercati dei prodotti di base.

“Nonostante i fondamentali di domanda ed offerta continueranno a determinare il mercato dei prodotti di base, occorre vigilare sul sistema alimentare globale ormai intrinsecamente suscettibile ad eventi esterni che nulla hanno a che vedere con l’economia alimentare”, fa notare la FAO nel suo rapporto.

Cresce la produzione

“Lo stato di buona salute delle scorte e le prospettive favorevoli della produzione riducono il rischio di nuove impennate dei prezzi per i prossimi sei mesi, ma la FAO terrà gli occhi aperti sui possibili sviluppi della situazione”, dice Hafez Ghanem, Vice Direttore Generale della FAO del Dipartimento Sviluppo economico e sociale.  Sebbene le previsioni preliminari per i cereali indichino un calo della produzione mondiale rispetto al 2008, da addebitare principalmente all’aspettativa di prezzi più bassi che hanno scoraggiato le semine, la produzione del 2009 è ancora stimata a circa 4% in più rispetto al 2007.  

La produzione mondiale di cassava si prevede che nel 2009 raggiungerà nuovi picchi, in larga parte da addebitare alle iniziative a sostegno della sicurezza alimentare ed alla domanda derivante dalla produzione di etanolo, mercato nel quale la cassava è emersa come importante materia prima.  Tuttavia, i prezzi della cassava sul mercato internazionale sono ancora inferiori a quelli di due anni fa, anche se dovrebbero restare stabili nel 2010.

Per quanto riguarda il mercato dei semi oleosi, è possibile un indebolimento dei prezzi di farine e panelli, dovuto al raccolto abbondante previsto in Sudamerica, ma si prevede che il mercato rimanga ristretto per quanto riguarda gli oli ed i grassi.  È assai probabile che il prezzo dello zucchero rimanga stabile ma a livelli più bassi di quelli attuali.

In ribasso carne, rialzi per caseari e prodotti ittici

Secondo i dati FAO, i prezzi mondiali della carne, nei primi dieci mesi del 2009, sono stati in media un 8 per cento più bassi rispetto allo scorso anno.   Si prevede che nel 2009 le minori importazioni a livello mondiale comprimano il commercio mondiale in tutte le varie categorie di carne, ma per il 2010 dovrebbe esserci una modesta ripresa.

I prezzi dei prodotti lattiero-caseari sono di nuovo in rialzo, con un guadagno dell’80% dal loro livello minimo raggiunto nel febbraio 2009, con il latte in polvere che registra la crescita più rapida.  I prezzi futuri dipenderanno dal fatto se l’Unione Europea metterà sul mercato internazionale le sue grandi riserve di burro e di latte scremato.  Il 2009 è stato un anno difficile per pesca e prodotti ittici a causa della recessione mondiale che ha colpito la domanda.  Negli ultimi mesi tuttavia si è registrato un aumento moderato dei prezzi.