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Internet al servizio della sicurezza alimentare di Haiti

Uno strumento web finanziato dalla Commissione europea e sviluppato dalla FAO è usato per aggregare e diffondere informazioni sulla sicurezza alimentare

Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
Collegare informazioni e processo decisionale per migliorare la sicurezza alimentare
Roma, 15 febbraio 2010 - Per fronteggiare l'estrema volatilità dei prezzi alimentari e la carenza di cibo causati dal terremoto del 12 gennaio che ha colpito Haiti, la FAO ha sviluppato uno strumento interattivo per guidare le agenzie internazionali e le ONG coinvolte nella sicurezza alimentare del paese.

Sul sito Haiti Food Security Emergency Tool si aggregano dati raccolti da fonti diverse e autorevoli, che vengono presentati poi in forma di mappa interattiva.  Si tratta di informazioni relative alla viabilità delle strade, al calendario delle colture, all'uso del territorio, ai mezzi di sussistenza, ai danni subiti etc.

Il progetto si basa sulla stazione di lavoro del Sistema mondiale di informazione e preavviso rapido (GIEWS) finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma CE-FAO sulla sicurezza alimentare per i processi decisionali.

Ad Haiti alcuni prodotti alimentari hanno subito brusche impennate a seguito del devastante sisma che ha colpito Port-au-Prince e le sue province occidentali e sud orientali, che ha distrutto il principale porto del paese, le strade e molti altri beni e risorse agricole.

"Nonostante Haiti abbia avuto un raccolto eccellente nel 2009, i danni alle strade ed ai mezzi di trasporto hanno sconvolto i canali commerciali spingendo i prezzi al rialzo", fa notare Henri Josserand del Sistema mondiale di informazione e preavviso rapido.  "Siamo anche preoccupati per le implicazioni che questa situazione avrà sulla prossima stagione agricola che inizia il mese prossimo".

Il prezzo della farina di grano è salito del 70 per cento, rispetto ai prezzi medi dello scorso dicembre ed il riso importato è aumentato del 20/30 per cento.  Il mais locale ed i fagioli neri, le principali derrate prodotte ad Haiti, sono aumentati di circa il 30/35 per cento.

Circa il 60 per cento degli alimenti consumati ad Haiti è importato, fattore che rende il paese estremamente vulnerabile ed esposto alle fluttuazioni ed agli shock dei prezzi internazionali.

Insieme agli aiuti alimentari, alle strutture di accoglienza, alla fornitura idrica e fognaria, la priorità immediata è quella di mantenere la produzione alimentare nazionale ed i redditi agricoli dando sostegno ai contadini per la imminente stagione di semina di marzo, che rappresenta il 60 per cento della produzione alimentare annua del paese. Ogni dollaro investito in agricoltura produrrà cibo del valore di circa 40/60 dollari.

Nonostante i programmi in atto ad Haiti, la FAO è preoccupata per la mancanza di finanziamenti alla componente agricola dell'Appello complessivo delle Nazioni Unite (Flash Appeal).

Degli iniziali 23 milioni di dollari richiesti per rispondere alla crisi alimentare ed incrementare la produzione agricola solo l'otto per cento è stato finora stanziato.