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Per prevenire gli incendi coinvolgere le comunità locali

La FAO pubblica una nuova versione del manuale sulla gestione degli incendi boschivi

Photo: ©FAO/Roberto Faidutti
Repubblica Centrafricana - Un incendio appiccato da pastori per creare terra da pascolo.

Roma, 19 aprile 2010 - Per combattere gli incendi boschivi è necessaria la partecipazione delle comunità locali, poiché la maggior parte degli incendi è provocata da attività umane, è una delle indicazioni contenute nella nuova versione del manuale sulla gestione degli incendi boschivi "Wildland Fire Management Handbook for Trainers", pubblicato oggi dalla FAO insieme al Ministero degli Esteri finlandese.

"Se le comunità locali traggono vantaggi concreti dalla protezione delle proprie risorse naturali è più probabile che si mobilitino per prevenire gli incendi", ha affermato Pieter van Lierop, esperto forestale della FAO.  Laddove la gente ha un interesse diretto nella protezione del proprio habitat, il numero e le dimensioni degli incendi causati dall'uomo tendono a ridursi in modo significativo.

Il manuale sottolinea che con un approccio più integrato, che includa non solo l'individuazione e la soppressione dei roghi, ma anche un lavoro di monitoraggio, allerta rapida, prevenzione e capacità di risposta, si possono ridurre i rischi, la frequenza, l'intensità e gli effetti degli incendi.

"Dovrebbe esserci un giusto equilibrio tra le attività finalizzate a domare gli incendi, come investimenti in costose attrezzature per spegnere i roghi, e l'istituzione di un efficace sistema preventivo di allerta e di sensibilizzazione tra le comunità locali", ha aggiunto van Lierop.

A livello globale si stima che ogni anno siano coinvolti in incendi più di 350 milioni di ettari, e che almeno metà - se non di più - di questa area bruciata siano in Africa.  Su un totale registrato di circa 1,8 miliardi di ettari di foresta tropicale si stima che ogni anno sia colpiti da incendi tra i 150 ed i 250 milioni di ettari.  Nella zona mediterranea ogni anno bruciano tra 700 mila ed 1 milione di ettari.  E circa il 90/95 per cento di tutti gli incendi boschivi sono causati dall'uomo.

La continua espansione dell'agricoltura, ed altre forme di conversione del territorio nei paesi in via di sviluppo, la negligenza nell'impiego del fuoco, il sempre maggiore uso delle zone forestali per il tempo libero, ad esempio per picnic o barbecue all'aperto, ed il turismo sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo sono alcune delle cause alla base dell'incremento degli incendi boschivi.

Molti incendi sono provocati intenzionalmente per guadagnare terra per l'agricoltura o per fini commerciali, e molto spesso bruciano aree molto più estese di quanto non si fosse previsto originariamente.

Ma la semplice proibizione di fare fuochi nelle aree boschive non rappresenta una reale soluzione.  "La gente continuerà comunque ad accendere fuochi, anche se è vietato legalmente, per ottenere terra o per smaltire rifiuti", ha detto van Lierop.  "E' dunque più efficace offrire formazione alle comunità locali sulla gestione degli incendi ed al tempo stesso sviluppare con esse soluzioni alternative e meno dannose.  Bruciare alla fine dell'inverno, per esempio, farà diminuire il rischio di incendi più grandi e più devastanti in seguito".

L'incendio, un male necessario

L'incendio può essere distruttivo ma allo stesso tempo essere uno strumento molto utile di gestione della terra se usato con attenzione e fatto al momento giusto.  Gli incendi e gli ecosistemi sono collegati da millenni e questo va tenuto presente affinché qualsiasi gestione degli incendi boschivi risulti efficace.  Per mantenere la biodiversità, per assicurare la rigenerazione delle piante e per la produzione di foraggio è importante che negli ecosistemi vi siano roghi pianificati.

In Africa australe, ad esempio, il rogo controllato della savana fornisce foraggio di buona qualità rispetto a quello di aree non bruciate e riducendo l'accumulazione di erba secca più vecchia e non utilizzabile come foraggio riduce anche il rischio di incendi.  Nelle aree a pascolo gli incendi sono la principale modalità di decomposizione, essenziale per restituire i nitriti alla terra e consentire al pascolo di sostenere la sua alta produttività.

Una buona gestione degli incendi implica formare le comunità locali sui loro effetti per la sicurezza alimentare e per le generali condizioni di vita delle aree rurali.  Ma anche le autorità preposte all'utilizzo del territorio dovrebbero ricevere maggiori informazioni sulla gestione ecologica degli incendi.  Un altro importante passo per monitorare e prevenire disastrosi incendi boschivi è inoltre la creazione in ogni paese di speciali unità di controllo degli incendi.

Nel manuale viene portato l'esempio della Tailandia, dove estesi programmi di formazione ed istruzione, che hanno coinvolto sia personale forestale che gente comune, hanno portato ad una diminuzione di circa il 30 per cento dei roghi indiscriminati.  "I paesi in via di sviluppo dovrebbero prendere in considerazione pratiche positive di questo tipo ed impegnarsi maggiormente nella formazione  e nella prevenzione degli incendi puntando sulle comunità", ha concluso van Lierop.