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La riduzione delle perdite post-raccolto è cruciale per la sicurezza alimentare in Africa

Le perdite di grano nell’Africa subsahariana potrebbero toccare i 4 miliardi di dollari, secondo un rapporto FAO/BM

Foto: ©FAO/Franco Mattioli
Mangiatoie utilizzate per lo stoccaggio dei sacchi di grano, con pareti impermeabili e protezioni anti-ratti, Nigeria

31 maggio 2011, Roma/Accra - Investire nelle tecnologie post-raccolto per ridurre le perdite di cibo potrebbe contribuire notevolmente ad aumentare l'offerta alimentare nell'Africa subsahariana, è quanto afferma un nuovo rapporto FAO/Banca Mondiale, presentato oggi in occasione di un incontro tra esperti tecnici dell'area riunitisi per discutere il problema.

Il rapporto Missing Food: The Case of Postharvest Grain Losses in Sub-Saharan Africa (Il cibo mancante: il caso delle perdite post-raccolto di grano nell'Africa Sub-Sahariana), realizzato in collaborazione con l'Istituto per le Risorse Naturali del Regno Unito, stima il valore delle perdite post-raccolto di grano nell'Africa subsahariana attorno ai 4 miliardi di dollari l'anno.

"Tutto questo cibo che va perso basterebbe a soddisfare i requisiti minimi nutrizionali di almeno 48 milioni di persone", afferma il Vice-Direttore Generale della FAO Maria Helena Semedo. "Se siamo d'accordo che bisogna sviluppare sistemi agricoli sostenibili che riescano a sfamare 9 miliardi di persone per il 2050, affrontare il problema degli sprechi lungo tutta la catena alimentare deve essere un punto chiave delle future strategie alimentari nazionali".   

Il cibo mancante

Secondo le stime realizzate dal Sistema d'informazione africano sulle perdite di grano post-raccolto, le perdite fisiche di grano prima della fase di lavorazione possono variare tra il 10 e il 20 per cento del raccolto. 

Solo nell'Africa orientale e meridionale le perdite di cibo sono stimate intorno al valore di 1,6 miliardi di dollari l'anno, ovvero circa il 13,5% del valore totale della produzione di grano.

Poiché non sono disponibili simili stime delle perdite regionali per l'Africa centrale e occidentale, assumendo perdite di pari grandezza per tale regione, il valore delle perdite di grano post-raccolto nell'Africa subsahariana ammonterebbe a un totale di circa 4 miliardi di dollari, su una produzione annua di grano stimata intorno al valore di 27 miliardi di dollari (media annua del biennio 2005-2007).

Tale cifra è grossomodo equivalente al valore delle importazioni annuali di cereali nella regione per lo stesso periodo. Dato il quasi raddoppio dei prezzi mondiali del grano a partire dal 2005-2007, il valore delle attuali perdite è molto maggiore.    

Opportunità perse

Le perdite di grano si hanno quando il cereale marcisce, o è infestato da insetti, funghi o microbi, e le perdite fisiche sono solo parte del problema. Le perdite possono anche essere economiche, conseguenza dei bassi prezzi e della mancanza di accesso al mercato per i grani di qualità inferiore, oppure ancora nutrizionali, nei casi di cibi di bassa qualità o contaminati.

Le perdite di cibo contribuiscono agli alti prezzi alimentari poiché riducono parte dell'offerta alimentare dal mercato. Hanno inoltre anche un impatto negativo a livello ambientale dal momento che terra, acqua e risorse non rinnovabili come fertilizzanti organici ed energia vengono usate per produrre, lavorare, trattare e trasportare del cibo che nessuno consumerà.  

Una maggiore attenzione al problema

Le recenti crisi alimentare e finanziaria hanno sollevato in maniera particolare l'attenzione sul problema delle perdite post-raccolto.

"L'Africa non può permettersi di perdere il 20% della sua produzione di grano," afferma Jamal Saghir, Direttore del Dipartimento Sviluppo Sostenibile dell' Unità Africa della Banca Mondiale. "Il contenimento delle perdite alimentari è sempre più riconosciuto come parte di un approccio integrato volto ad ottenere il massimo potenziale dall'agricoltura,  per riuscire al tempo stesso a sfruttare efficientemente le coltivazioni odierne, migliorare la produttività dei terreni attualmente coltivati e inserire in maniera sostenibile ulteriori aree nella filiera produttiva."

Tecnologie efficaci

Vi sono svariate pratiche e tecnologie attuabili per ridurre le perdite post-raccolto, tra cui sistemi di protezione del raccolto e contenitori per lo stoccaggio, come i sacchi sigillati ermeticamente e i silos di metallo.  

Sebbene molte di tali tecniche si siano dimostrate vincenti in Asia, sono necessari ancora ulteriori studi e sperimentazioni per riuscire ad individuare interventi adatti ai contesti locali in Africa. Per risultare efficaci, gli interventi devono esser calibrati alle circostanze e alle pratiche locali, venir valutati secondo particolari sistemi di valori, e garantire che vengano messi in atto incentivi economici adeguati.       

Le tecnologie che hanno trovato diffusione in Asia, come le tecniche per l'essicazione del riso su piccola scala e l'introduzione delle trebbiatrici a pedali e delle macine per riso, sono state adottate con successo anche in alcune zone dell'Africa e potrebbero trovare ulteriore diffusione man mano che le migrazioni, l'invecchiamento della popolazione rurale e gli alti tassi di contagio da HIV/AIDS vanno riducendo la forza lavoro disponibile e aumentando i salari.

I governi possono contribuire creando condizioni burocratiche favorevoli; riducendo i costi di transazione del mercato tramite investimenti in infrastrutture come strade, elettricità ed acqua; promuovendo la ricerca nel settore agricolo e l'aumento delle terre a coltura, in particolare individuando dove nella catena alimentare avvengono le perdite e come contrastarle.