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Infestazione di bruchi causa distruzione in Liberia

Si rischia l'emergenza in tutta l'Africa occidentale

Photo: Liberian Ministry of Agriculture
Liberia, bruchi in azione.

Roma, 22 gennaio 2009 - Orde infestanti di bruchi affamati sono comparse nel nord della Liberia, distruggendo le coltivazioni e la vegetazione e costringendo contadini terrorizzati a fuggire dai villaggi, facendo profilare all'orizzonte il rischio di un'emergenza alimentare, sanitaria ed ambientale in tutta l'Africa occidentale.

Il Rappresentante della FAO in Liberia, Winfred Hammond, lui stesso entomologo, ha definito la situazione in Liberia "emergenza nazionale" ed ha affermato che a meno che l'infestazione non venga al più presto contenuta "è assai probabile" che possa diventare una crisi regionale coinvolgendo i paesi limitrofi Guinea, Sierra leone e Costa d'Avorio.

I bruchi delle dimensioni di 2/3 centimetri e descritti dai contadini come"neri, striscianti e pelosi", avanzano a decine di milioni, divorando al passaggio piante ed interi raccolti.  In alcuni casi hanno invaso case e edifici rappresentando dunque un'enorme minaccia per la già precaria situazione di sicurezza alimentare della regione.

In alcune comunità rurali gli abitanti non sono stati in grado di raggiungere le proprie case perché completamente circondate dalle orde di parassiti.

Eserciti infestanti

È stato confermato che sono stati coinvolti circa 46 villaggi nelle province settentrionali della Liberia di Bong, Lofa e Gbarpolu, è stato colpito oltre un terzo della popolazione della provincia di Bong, stimata intorno a 200.000 abitanti.  Si ritiene che i bruchi, che si sospetta si tratti della specie Spodoptera spp, stiano attualmente avanzando verso la frontiera con la Guinea.

La situazione è aggravata dal fatto che molti pozzi e corsi d'acqua della zona siano stati contaminati per l'enorme volume di feci depositati dalle orde di bruchi e non siano più disponibile per il consumo umano.  La situazione è resa anche difficile dal fatto che buona parte della zona infestata non è raggiungibile in macchina, elemento che impedisce un'esatta e tempestiva valutazione del livello di infestazione raggiunto.

La FAO ha creato una task force con esperti del Ghana e della Sierra leone per valutare la situazione, preparare con urgenza un piano d'azione e studiare le contromisure, di medio e lungo periodo, più appropriate, ha detto Hammond.  Esemplari di bruchi sono stati mandati ad Accra, in Ghana, per essere identificati con esattezza e per determinare quali pesticidi siano più appropriati per combatterli.

La Liberia ha creato tre comitati per affrontare la crisi che si occupano rispettivamente della pianificazione, della mobilizzazione delle risorse e della comunicazione ed informazione.  Secondo Hammond al paese mancano le risorse finanziarie e la capacità tecnica necessarie per combattere questa emergenza da solo e avrà bisogno di aiuti internazionali.  Ha tuttavia messo in guardia contro l'uso di pesticidi aerei perché contaminerebbero ulteriormente il già precario approvvigionamento idrico della zona.  E la FAO da parte sua raccomanda l'impiego di biopesticidi meno rischiosi, qualsiasi sia il metodo che verrà adottato.

Alberi giganti

Le zone che sinora sono state trattate con pesticidi da terra sono state velocemente reinfestate.  Questo si deve al fatto che molti bruchi vivono sulle foglie di alberi giganti come il Dahoma, che può raggiungere oltre otto metri d'altezza.

L'infestazione si sta diffondendo velocemente per due fattori: gli insetti si moltiplicano molto rapidamente e le falene adulte possono volare per lunghe distanze col favore delle tenebre.

L'infestazione è stata definita come la peggiore in Liberia negli ultimi trent'anni.  L'ultima infestazione di questa specie di bruchi nella regione è stata nel 2006 in Ghana.