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Spreco di cibo, necessaria collaborazione urgente

Il Governo Italiano organizza un seminario sugli sprechi alimentari

Photo: ©FAO/FAOnews
Emma Bonino, ministro italiano degli Affari Esteri,il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.
16 ottobre 2013, Roma -  E' necessaria una collaborazione urgente lungo tutta la catena alimentare se il mondo vuole affrontare il problema della perdita e dello spreco di cibo, si é affermato in un seminario di alto livello tenutosi oggi a Roma.

Tutti hanno un ruolo critico da giocare nel prevenire lo spreco di cibo: contadini, lavoratori nel settore alimentare, trasportatori, venditori al dettaglio e consumatori - ha sottolineato oggi il seminario sulla lotta agli sprechi alimentari organizzato dal Governo Italiano in occasione della Giornata Mondiale dell' Alimentazione.

Secondo il Rapporto Food Wastage Footprint: Impacts on Natural Resources (L'impronta ecologica degli sprechi alimentari: l'impatto sulle risorse naturali N.d.T.), pubblicato il mese scorso dalla FAO, 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno. Cibo per produrre il quale vengono utilizzati 250 Km3 di acqua e 1,4 miliardi di ettari di terreno, e per il quale vengono immessi all'anno nell'atmosfera 3, 3 miliardi di tonnellate di gas serra.

Emma Bonino, ministro italiano agli Affari Esteri, ha affermato come in un mondo in cui oltre 840 milioni persone muoiono di fame, lo spreco di cibo è uno dei grandi paradossi del nostro tempo. Sperperare risorse per produrre per produrre cibo che non viene consumato e che viene poi buttato è incettabile - ha continuato il ministro.

Circa il 54 per cento dello spreco di cibo avviene durante la fase di produzione, lavorazione post-raccolto e stoccaggio, mentre il 46 per cento occorre nelle fasi di lavorazione, distribuzione e consumo.

Durante il seminario si é posto l'accento sul fatto che per ridurre gli sprechi alimentari, migliorare le tecnologie all'inizio della catena alimentare, ad esempio fornendo ai contadini mezzo migliori per immagazzinare il raccolto, ha la stessa importanza che lavorare sul comportamento del consumatore alla parte opposta della catena.

Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha esortato i governi a riconoscere che lo spreco di cibo è un problema critico, ricordando come esso sia anche parte integrante della Sfida Fame Zero del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il cibo che oggi va perso o sprecato potrebbe sfamare due miliardi di persone senza gravare ulteriormente sull'ambiente; e ciò da la dimensione della grandezza della sfida e dell'occasione che il mondo si ritrova oggi davanti.

Expo 2015

L'Expo 2015 fornirà ai paesi del mondo l'opportunità per affrontare il tema degli sprechi alimentari e per studiare soluzioni innovative - si è affermato durante il seminario.

Circa 140 paesi sono attesi all'evento milanese, tema del quale è "Nutrire il Pianeta. Energia per la vita".

Andrea Orlando, ministro italiano all'Ambiente, ha detto di sperare che Expo 2015 possa fornire una piattaforma di idee in grado di stimolare soluzioni innovative per ridurre lo spreco alimentare.

Il ministero ha posto in evidenza il ruolo dell'educazione come parte integrante della soluzione globale. Il ministro ha affermato che é importante aiutare i bambini di oggi a comprendere il valore del cibo in quanto risorsa, per influenzare il comportamento del consumatore di domani.

Beatrice Lorenzin, ministro italiano della Salute, ha sottolineato come sia importante educare la gente a riutilizzare e riciclare il cibo invece di gettarlo via, e questo sia a livello domestico che a livello di ristorazione collettiva, come in ospedali, mense ristoranti.