FAO :: Sala stampa :: Approfondimenti :: 2004 :: Biotecnologia: una … :: La biotecnologia ap…
La biotecnologia applicata
Lo studio della casistica mondiale indica che la biotecnologia può diventare uno strumento contro fame e povertà
La biotecnologia ha le potenzialità per fornire un’alimentazione sufficiente ad una popolazione mondiale in aumento. Ecco di seguito tre esempi di esperienze nel mondo in via di sviluppo che mostrano come sia stata sfruttata con successo per rispondere alle necessità dei piccoli agricoltori.

Kenya: banane immuni da malattie

In molti paesi in via di sviluppo la banana è un’importante fonte di cibo e di occupazione. In molte regioni la produzione è tuttavia in declino a causa di parassiti e malattie, la cui diffusione è incontrollabile per i costi elevati dei pesticidi e per il loro effetto nocivo sull’ambiente.

A complicare le cose c’è il fatto che la banana è prodotta per clonazione, e l’uso di piante malate per generare nuovi germogli dà spesso origine ad una discendenza malata.

In Kenya, per risolvere il problema si è fatto ricorso alla biotecnologia. Attraverso una tecnica nota come micropropagazione, gli apici vegetativi della banana sono sottoposti al calore per distruggere gli organismi infettivi e, dopo diversi cicli di rigenerazione, vengono usati per generare nuove piante. Un solo tessuto può dare origine fino a 1500 nuove piante, immuni da malattie con dieci cicli di rigenerazione – senza utilizzare nessun pesticida.

India: il miglio perlato

Il miglio perlato è un cereale coltivato nelle zone più calde e secche dell’Africa e dell’Asia per il consumo alimentare e per ottenerne paglia. Negli anni ’60 sono state messe a punto varietà di miglio perlato ad alto rendimento per incrementare la produzione degli agricoltori poveri – ma queste varietà si sono dimostrate vulnerabili ad una malattia, la peronospora.

In India, su circa 9 milioni di ettari coltivati a miglio perlato, quasi il 70 per cento sono varietà ad alto rendimento e le epidemie di peronospora sono comuni. Ma con la biotecnologia l’Istituto Internazionale di Ricerca sulle Colture nelle Aree Tropicali Semi-Aride (ICRISAT) è riuscito ad aiutare i coltivatori indiani.

Innanzitutto l’ICRISAT ha mappato le regioni genomiche del miglio perlato che controllano la resistenza alla peronospora ed i rendimenti in cereali e paglia in condizioni di siccità. Poi l’organizzazione ha applicato queste conoscenze tramite tecniche di selezione sia convenzionali che assistite da indicatori ed ha così ottenuto due nuove varietà. Queste ultime hanno dato risultati uguali o migliori di quelle correlate loro geneticamente in termini di rendimento del cereale e di paglia e sono nettamente più resistenti alla peronospora.

Cina: il cotone transgenico

La produzione di cotone convenzionale è fortemente dipendente dai pesticidi chimici per il controllo dei bruchi e di altri parassiti. Si calcola infatti che il 25 per cento circa dei pesticidi utilizzati per l’agricoltura nel mondo sia impiegato per la produzione di cotone.

Il cotone transgenico – contenente un gene del batterio Bacillus thuringiensis (Bt) che lo rende resistente ad alcuni parassiti – offre un’alternativa ai pesticidi chimici.

Il cotone Bt è stato dapprima coltivato, nel 1996, in Australia, Messico e Stati Uniti, poi introdotto sui mercati di altri sei paesi: Argentina, Cina, Colombia, India, Indonesia e Sudafrica.

In Cina attualmente 4 milioni di piccoli agricoltori lo coltivano su circa il 30 per cento della superficie totale destinata al cotone. Il suo rendimento è maggiore del 20 per cento circa di quello delle varietà convenzionali e l’uso dei pesticidi è stato ridotto di circa 78.000 tonnellate – cioè di circa un quarto. Parallelamente, i coltivatori cinesi di cotone Bt hanno segnalato una diminuzione dei casi d’intossicazione da pesticida rispetto ai coltivatori delle varietà convenzionali. L’uso del Bt è stato particolarmente efficace nel programma di lotta integrata contro i parassiti.

Per saperne di più

Biotecnologia: una risposta ai bisogni dei poveri?

Dalla Rivoluzione Verde alla Rivoluzione Genetica

La biotecnologia applicata

Colmare il “technological divide”

Per maggiori informazioni:

Donatella Ortolano
Ufficio Stampa FAO
donatella.ortolano@fao.org
(+39) 06 570 56524

FAO/12461/F. Mattioli

Con la biotecnologia i coltivatori di banane possono ridurre o addirittura eliminare l’uso di pesticidi chimici

FAO/17720/A. Conti

L’introduzione del cotone transgenico Bt in Cina ha permesso agli agricoltori di ridurre l’uso di pesticidi di 78.000 tonnellate

invia quest’articolo
La biotecnologia applicata
Lo studio della casistica mondiale indica che la biotecnologia può diventare uno strumento contro fame e povertà
-
Inserire un indirizzo di email.
Inserire un indirizzo di email valido.
 
RSS