FAO :: Sala stampa :: Approfondimenti :: 2004 :: L’avvenire dell’agr…
L’avvenire dell’agricoltura dipende dalla biodiversità
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2004, la FAO sottolinea l’importanza di preservare la diversità biologica esistente in natura per il raggiungimento della sicurezza alimentare mondiale
Gli scienziati hanno finora identificato circa 1,4 milioni di specie animali e vegetali sulla terra, e quasi ogni giorno una nuova specie si aggiunge alla lista.

Questa varietà di vita è essenziale per gli esseri umani. Dipendiamo da essa per il cibo, l’acqua, l’energia e molto altro.

La biodiversità è, tuttavia, sempre più minacciata dalla pressione esercitata da una popolazione mondiale in continua espansione e dal degrado degli ecosistemi naturali che spesso comporta.

Le specie selvatiche rischiano l’estinzione se gli habitat in cui vivono vengono insidiati da inquinamento, urbanizzazione, deforestazione. Questo processo distruttivo può essere accelerato da una cattiva gestione dell’agricoltura, delle foreste e delle risorse ittiche.

La biodiversità agricola è rappresentata da una quantità innumerevole di piante che servono a nutrire e curare gli esseri umani. La si trova nell’immensa varietà di colture e specie animali con caratteristiche nutrizionali specifiche, in razze di bestiame che si sono adattate ad ambienti ostili, negli insetti che impollinano i campi, nei microrganismi che rigenerano il suolo agricolo.

Ma anche in agricoltura la biodiversità è in pericolo. Gli esseri umani per il cibo dipendono infatti da un numero sempre più ridotto di prodotti agricoli.

Una tendenza inquietante

Qualcosa come 10.000 anni fa, gli esseri umani hanno intrapreso un grande esperimento. Usando la biodiversità che esisteva in natura, hanno iniziato a raccogliere semi e piante selvatiche ed a coltivarle, scegliendo le varietà più produttive o quelle più resistenti ad avverse condizioni climatiche.

Più o meno nella stessa epoca, hanno cominciato ad addomesticare anche gli animali, sfruttando la loro forza, mangiandone la carne e bevendone il latte.

Anche oggi la diversità genetica rimane essenziale affinché la produzione agricola mondiale possa continuare ad essere sostenibile.

Contadini ed agronomi ne hanno, infatti, bisogno per adattare le piante alle mutevoli condizioni di vita o per espandere la produzione in nuove aree non coltivate in precedenza. La diversità fitogenetica è fondamentale per migliorare i rendimenti ed avere colture che producano più cibo e con più alto valore nutrizionale.

Oggi, quattro specie – grano, mais, riso e patate – forniscono da sole più della metà delle calorie vegetali della dieta umana, mentre circa una dozzina di specie animali fornisce il 90 per cento del consumo mondiale di proteine animali.

Di fondamentale importanza, oltre alla varietà di specie usate a scopo alimentare, è la diversità genetica all’interno delle diverse specie. La domanda da parte di una popolazione urbanizzata ed in continua crescita ha spinto molti agricoltori ad adottare qualità uniformi di piante e animali ad alto rendimento, e quando si abbandona la diversità, le varietà e le razze possono estinguersi – così come i loro tratti specifici.

I vantaggi della diversità

Gli esperti sono seriamente preoccupati per questa rapida diminuzione delle riserve genetiche. Disporre di una vasta gamma di caratteristiche uniche permette di selezionare piante ed animali in grado di rispondere a mutamenti di condizione. Ciò fornisce, inoltre, agli scienziati la materia prima di cui hanno bisogno per sviluppare varietà di colture e di razze più produttive e resistenti.

Nelle regioni del mondo dove più alti sono i livelli di sottonutrizione, vale a dire nei paesi in via di sviluppo poveri di risorse, è più probabile che i contadini abbiano bisogno di colture che crescano bene in condizioni climatiche difficili piuttosto che di varietà che garantiscano un buon rendimento in condizioni favorevoli, o di animali di taglia più piccola ma più resistenti alle malattie. Per i contadini poveri, la biodiversità può essere davvero la migliore difesa contro la fame.

Anche i consumatori, sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, traggono beneficio dal disporre di un’ampia varietà di piante ed animali, perché ciò contribuisce in modo decisivo ad una dieta nutriente. Un fattore, quest’ultimo, particolarmente importante per le comunità rurali, che hanno un accesso limitato ai mercati.

Preservare le piante, gli animali ed il loro ambiente vuol dire, infine, salvaguardare una serie di funzioni essenziali che la natura fornisce. Il bestiame, i funghi ed i microrganismi scompongono il materiale organico, trasferendo gli elementi nutritivi al terreno. Formiche ed altri insetti tengono sotto controllo i parassiti. Api, farfalle, uccelli e pipistrelli impollinano gli alberi da frutta. Le paludi e gli stagni filtrano gli agenti inquinanti. Le foreste ostacolano le inondazioni e limitano l’erosione. Ecosistemi integri negli oceani aiutano a mantenere stabili ed in buona salute le risorse ittiche, garantendo, quindi, anche alle generazioni future la possibilità di continuare a pescare.

Assicurare l’avvenire

Per nutrire una popolazione in costante aumento, l’agricoltura deve fornire maggiori quantità di cibo. Sarà, dunque, di importanza capitale accrescerne la capacità di resistenza tutelando un’ampia serie di forme di vita dalle caratteristiche uniche, come piante che sopravvivono alla siccità o animali in grado di riprodursi in condizioni difficili. L’impiego di pratiche agricole sostenibili non solo fornisce il cibo necessario ma, al tempo stesso, aiuta a proteggere gli oceani, le foreste, i pascoli e gli altri ecosistemi che garantiscono la biodiversità.

L’impegno internazionale affinché siano conservati piante ed animali nelle banche genetiche e nei giardini botanici e zoologici è di vitale importanza. Per difendere questo prezioso patrimonio è stato adottato il Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura, entrato in vigore il 29 giugno 2004.

Gli agricoltori, come custodi della biodiversità del pianeta, si assumono il compito di coltivare e mantenere le piante e gli alberi locali e di riprodurre gli animali autoctoni, assicurandone così la sopravvivenza.

Per saperne di più sulla biodiversità agricola e sul lavoro della FAO in tutto il mondo, a fianco dei paesi per difenderla, si possono leggere gli articoli che completano questo approfondimento nella colonna a destra.

15 ottobre 2004

Per saperne di più

L’avvenire dell’agricoltura dipende dalla biodiversità

L’erosione della diversità fitogenetica

Creare un sistema internazionale a salvaguardia della biodiversità agricola

L’allarmante perdita di razze da allevamento

Utilizzare le conoscenze tradizionali per comprendere i vantaggi della biodiversità a rischio

Impegnarsi nella tutela della biodiversità

Altre letture

Per maggiori informazioni:

Donatella Ortolano
Ufficio Stampa FAO
donatella.ortolano@fao.org
(+39) 06 570 56524

FAO/18348/P. Cenini

Più del 40 per cento della superficie terrestre è coltivata, proteggere la biodiversità è dunque in buona parte compito degli agricoltori

FAO/19375/R. Jones

La biodiversità è importante nei campi coltivati...

FAO/Department of Forestry

...come nelle valli e nelle foreste amazzoniche

invia quest’articolo
L’avvenire dell’agricoltura dipende dalla biodiversità
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2004, la FAO sottolinea l’importanza di preservare la diversità biologica esistente in natura per il raggiungimento della sicurezza alimentare mondiale
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2004, la FAO sottolinea l’importanza di preservare la diversità biologica esistente in natura, ovunque essa si trovi, per il raggiungimento della sicurezza alimentare mondiale.
Inserire un indirizzo di email.
Inserire un indirizzo di email valido.
RSS