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Il ruolo della FAO nel dopo tsunami
Immediatamente dopo la catastrofe un gruppo di lavoro della FAO si è precipitato in Asia per fare una prima stima dei danni e quantificare il necessario per ricostruire il settore della pesca e dell’agricoltura, e per aiutare i governi sopraffatti dalla portata del disastro.

Nella fase iniziale dei soccorsi d’emergenza, la FAO ha concentrato il suo intervento nella distribuzione agli agricoltori ed ai pescatori di sementi, attrezzature e reti per ridurre la loro dipendenza dagli aiuti alimentari. Allo stesso tempo ha lanciato programmi “denaro in cambio di lavoro”, nell’ambito di una strategia tesa a rimettere in moto le economie locali. Ha fornito consulenza tecnica ai governi ed anche direttamente alle famiglie rurali colpite dalla catastrofe.

Adesso la sfida principale per i governi è la ricostruzione dei mezzi di sussistenza e della base economica delle comunità costiere, andati parzialmente o completamente distrutti.

In molte delle zone colpite dallo tsunami la FAO contribuisce a coordinare il lavoro delle ONG per evitare di duplicare gli interventi e tralasciare involontariamente gruppi e settori.

In Indonesia, nella provincia di Aceh e nelle zone di Sri Lanka più duramente colpite, la FAO fa il lavoro che in situazioni normali sarebbe stato svolto dai dipendenti dell’amministrazione locale, morti a causa dello tsunami. In Indonesia per svolgere questo lavoro è stato istituito un ufficio di coordinamento dell’emergenza a Banda Aceh, il capoluogo provinciale, vicino al quale vi è stato l’epicentro dello tsunami.

“La FAO guida tutte le attività di ricostruzione delle imbarcazioni”, dice Eric Lyman, co-fondatore di Austin International Relief Operations (AIRO), una ONG americana che aiuta i piccoli pescatori della provincia di Aceh (vedere “Aiutare i sopravvissuti di Aceh a costruirsi un futuro”). “I responsabili della FAO controllano il tipo di barche che devono essere costruite per evitare lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine. Mantengono criteri molto alti”.

Seksan Matcha, Responsabile della Pesca nella zona di Kura Buree nel sud della Tailandia, dove la FAO ha distribuito reti, nasse ed attrezzature per l’acquacoltura, conferma questa opinione. “A poco a poco i progetti della FAO stanno facendo migliorare le condizioni di vita dei pescatori di questa zona”.

Per saperne di più

Tsunami un anno dopo, la rinascita delle comunità

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Aiutare i sopravvissuti di Aceh a costruirsi un futuro

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Garantire un’acquacoltura sostenibile

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FAO/A. Berry

Si scaricano viveri in un deposito della FAO in Indonesia.

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