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Sri Lanka: si riprogetta la flotta di pescherecci
Gli obiettivi: maggiori redditi e norme di di sicurezza
COLOMBO, Sri Lanka – Non capita spesso che un architetto navale abbia l’occasione di riprogettare l’intera flotta di pescherecci di una nazione.

Questa la sfida che si è trovato ad affrontare Stefano Thermes quando la FAO lo ha inviato qui per delineare una strategia per il ripristino dell’industria ittica del paese.

Thermes si è concentrato non solo su come consentire ai pescatori di tornare in attività, ma anche sulla definizione di un sistema a più lungo termine che potesse migliorare i redditi delle comunità costiere e gli standard di sicurezza delle imbarcazioni in mare.

"Prima dello tsunami, il programma di costruzione navale di Sri Lanka era al suo punto più basso", afferma l’architetto in un gruppo di lavoro di esperti del Ministero della Pesca e delle Risorse Acquatiche. "Fatte poche eccezioni, c’era una generale mancanza di competenze tecniche in fase di progettazione, poche registrazioni delle modifiche apportate e delle imbarcazioni su cui erano state fatte, e molti battelli erano costruiti senza omologazione o controlli sull’idoneità alla navigazione".

A Sri Lanka, alla tragedia è seguito un periodo di frenetica ricostruzione delle imbarcazioni.
"Dopo lo tsunami si è verificata una situazione d’emergenza. C’erano a disposizione donazioni internazionali. Il settore è stato sottoposto ad un’improvvisa pressione. Sono stati creati nuovi cantieri per piccole imbarcazioni", aggiunge l’architetto.

Ora Sri Lanka gode di un buon bagaglio d’esperienza in materia di costruzione navale, spiega. "La domanda è in crescita, le disponibilità finanziarie sono molto buone, molte ONG desiderano contribuire con le loro competenze… la tecnologia in vetroresina è ben accetta dai pescatori e dal ministero".

Un alto funzionario ministeriale presente al gruppo di lavoro concorda con l’architetto, aggiungendo che "un pescatore è povero, non può permettersi tutte le idee che abbiamo escogitato. Ma alcune non richiedono investimenti costosi, come installare degli ombrinali sulle barche".

In un cantiere locale, progettisti navali come Wimal Wimalasiri stanno attuando la nuova strategia. La sua società ha iniziato a costruire pescherecci da traino di 40 piedi per ricostituire le flotte distrutte dallo tsunami.

"Si tratta di un tipo di progettazione completamente nuovo, che fa riferimento alle direttive della FAO per la costruzione interna”, afferma il signor Wimalasiri indicando una solida imbarcazione che sta prendendo forma. "Qui in passato chi costruiva imbarcazioni non aveva molte nozioni teoriche" spiega. "Aveva ereditato la propria esperienza dai suoi antenati".

Imbarcazioni con un maggiore raggio d’azione

La strategia della FAO consiste nel dissuadere i nuovi costruttori navali e le ONG dal fabbricare troppe imbarcazioni del vecchio tipo, di solito di 9,5 metri o 3 tonnellate e mezzo, le one-day boats, così chiamate perché compiono uscite in mare di breve durata.

Sri Lanka ha bisogno di costruire più multiday boats, che possano restare in mare fino a sei settimane quando cercano specie redditizie come il tonno, e che possano allontanarsi fino alla Malesia o alla Somalia. Le imbarcazioni costituiranno una fonte di occupazione per i Cingalesi.

Il signor Thermes si è fatto promotore delle multiday boats in 16 dei 18 cantieri più grandi di Sri Lanka, e riferisce che attualmente in essi se ne stanno costruendo 200, mentre non tutte le one-day boats andate distrutte vengono sostituite.

Una delle sue preoccupazioni principali è convincere i cantieri ad adottare le direttive per la sicurezza della FAO per la progettazione e la costruzione di piccoli pescherecci. Una pratica pericolosa è, ad esempio, il sovraccarico delle imbarcazioni con taniche d’acqua e carburante sul ponte, che, innalzando il centro di gravità, ne causa il ribaltamento.

Se le conoscenze dei pescatori sulla sicurezza in mare non miglioreranno, i loro mezzi non potranno essere assicurati, ha sottolineato.

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L'architetto navale italiano Stefano Thermes sta ridisegnando la flotta peschereccia dello Sri Lanka distrutta dallo tsunami.

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