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Sicurezza igienico-sanitaria e commercio: i vantaggi del Codex
L’adesione alle normative del Codex può aprire nuovi mercati
Soddisfare le normative di sicurezza igienico-sanitaria e di qualità raccomandate dalla Commissione per il Codex Alimentarius può aprire ai prodotti alimentari nuovi mercati in molte parti del mondo e tradursi per i paesi esportatori in un aumento delle entrate. Ecco perché regioni che non sono tradizionalmente grandi esportatrici di alimenti, come il Medio Oriente e l’Africa, si stanno attivando per soddisfare le norme del Codex man mano che gli alimenti regionali acquistano popolarità nell’emisfero settentrionale.

Soddisfare le normative del Codex ha un costo. Ma il commercio alimentare può potenzialmente migliorare l’economia dei paesi in via di sviluppo offrendo maggiori opportunità di occupazione e migliori standard di vita. Fattori, questi, indispensabili in una regione come il Medio Oriente, dove la scarsità d’acqua rende proibitivo un maggiore sviluppo dell’agricoltura. Nonostante rappresentino solo il 4 per cento o meno del commercio agricolo mondiale, i prodotti alimentari del Medio Oriente costituiscono una fonte vitale di valuta straniera, in particolare per le economie che non si basano sul petrolio.

I paesi in via di sviluppo hanno bisogno di migliori regolamentazioni alimentari

La maggior parte dei paesi del Medio Oriente e dell’Africa ha già adottato misure per migliorare i sistemi di sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti. Tuttavia, in una regione dominata dall’esportazione di derrate quali frutta, ortaggi, olio d’oliva e pesce, per soddisfare le normative in continua evoluzione è necessario potenziare le capacità locali e le strutture di base in materia di regolamentazione alimentare.

Nel Medio Oriente il commercio interregionale di alimenti si è enormemente esteso negli ultimi anni grazie ad accordi regionali come la Zona Araba di Libero Commercio, l’Unione Araba del Maghreb e il Consiglio di Cooperazione del Golfo. Nessuno di questi accordi è entrato pienamente in vigore e i diritti di dogana sono ancora applicati a piena tariffa, mentre complicate procedure amministrative sono tuttora in vigore nella maggior parte dei paesi del Medio Oriente. Tra gli altri ostacoli al commercio interregionale ci sono la mancanza di differenziazione dei prodotti agricoli, gli ostacoli commerciali non tariffari, l’insufficienza dei servizi di supporto al commercio e la divergenza di interessi politici ed economici.

Il commercio alimentare internazionale aumenta, ma molti paesi in via di sviluppo ne sono esclusi

Tutte queste difficoltà non fanno che complicare le cose per molti paesi del Medio Oriente e dell’Africa che vogliono accedere al mercato internazionale. Oggi più del 50 per cento delle importazioni nell’Unione Europea dal Medio Oriente provengono da Egitto, Marocco, Siria e Tunisia.

Di fronte a questa situazione, la Conferenza Regionale della FAO per il Medio Oriente, tenutasi a Doha dal 13 al 17 marzo 2005, ha annunciato un piano destinato a sensibilizzare il mondo politico e gli organi decisionali della regione sull’importanza della sicurezza igienico-sanitaria e della qualità degli alimenti. La Conferenza ha esortato i produttori e l’industria alimentare ad approfittare delle opportunità regionali ed internazionali d’esportazione e a denunciare all’Organizzazione Mondiale per il Commercio i casi di concorrenza sleale. Ha inoltre invitato i paesi del Medio Oriente a rendere disponibili su Internet al pubblico le informazioni sulle partite di alimenti rifiutate.

La Conferenza del Medio Oriente ha fatto inoltre appello alla FAO e all’OMS perché, attraverso un’appropriata assistenza tecnica che rientri in un piano d’azione generale, rafforzino le capacità della regione di gestire la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti e di potenziare il commercio agricolo ed alimentare.

4 luglio 2005

Per saperne di più

Il lungo iter del Codex

Cibi tradizionali del Medio Oriente verso la certificazione del Codex

Sicurezza igienico-sanitaria e commercio: i vantaggi del Codex

Per maggiori informazioni:

Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

Donatella Ortolano
Ufficio Stampa FAO
donatella.ortolano@fao.org
(+39) 570 56524

FAO/21992/G. Bizzarri

Le esportazioni alimentari creano occupazione

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