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L’aumento delle temperature cambierà la distribuzione delle foreste
A seconda delle capacità delle specie arboree di adattarsi alle nuove condizioni climatiche, il cambiamento del clima ed il riscaldamento potrebbero, secondo la FAO, modificare il paesaggio forestale del pianeta.

L’estensione territoriale di tutte le specie vegetali dipende in larga misura dalla temperatura e dalle precipitazioni e, dato che i cambiamenti climatici modificano profondamente entrambi i fenomeni, è probabile che ne risulti un riassetto della distribuzione delle specie arboree.

Secondo uno studio della FAO, a causa del riscaldamento globale le specie arboree tendono a spostarsi verso latitudini più alte ed altitudini maggiori. In questo scenario, le distese arboree dell’emisfero boreale potrebbero espandersi 100 km a nord, mentre i loro confini più meridionali potrebbero indietreggiare della stessa ampiezza per ogni grado di riscaldamento superiore alle attuali temperature locali.

Analogamente, secondo lo studio della FAO, gli scienziati prevedono che il Pinus taeda, un’importante specie forestale industriale della zona sud-orientale degli Stati Uniti, potrebbe spostarsi fino a 350 km a nord in conseguenza dell’aumento di tre gradi della temperatura del globo.

Simili spostamenti nella distribuzione delle foreste si sono già osservati. In seguito al surriscaldamento, in Svezia, nel corso della prima metà del XX secolo, la betulla (Betula pubescens) si è estesa verso nord, nella tundra.

Maggiori altitudini, maggiore vulnerabilità

Oltre che a spostarsi verso nord, il riscaldamento globale potrebbe portare le specie arboree a raggiungere maggiori altitudini.

Lo studio della FAO cita il lavoro condotto sulle Alpi austriache da alcuni scienziati che hanno scoperto che, nel corso dell’ultimo secolo, le specie vegetali alpine sono "migrate" verso altitudini maggiori a ritmi che vanno da meno di un metro a quasi quattro l’anno. In questo stesso periodo le Alpi Centrali si sono surriscaldate di 0,7 gradi Celsius.

Un simile andamento renderebbe, tuttavia, molte specie più vulnerabili alle pressioni genetiche ed ambientali, dal momento che gli habitat montani sono generalmente di dimensioni ridotte e questo a sua volta limiterebbe la consistenza numerica delle singole specie e quindi la diversità del loro pool genico.

Impatto limitato o rischio d’estinzione

Non tutte le specie arboree reagiranno spostandosi, osserva la FAO. Alcune potrebbero avere una maggiore capacità di adattamento alle nuove condizioni climatiche e continuare ad avere pressappoco la loro attuale distribuzione.

Per altre specie, invece, il cambiamento climatico potrebbe essere superiore alla loro capacità di adattamento e causarne l’estinzione. In effetti, mette in guardia la FAO, si prevede che all’incirca nel corso del prossimo secolo il clima sulla Terra cambierà ad un ritmo più rapido di quello che sarebbe necessario a molti ecosistemi forestali per adattarsi o per ristabilirsi in condizioni climatiche più favorevoli, evocando lo spettro della scomparsa su vasta scala di specie e foreste.
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