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La Tailandia spiega il segreto del suo successo
Coinvolti tredici ministeri e due milioni di volontari
BANGKOK, Tailandia – In questi giorni, i funzionari per la salute animale ed umana, per non parlare degli avicoltori di tutto il paese, stanno cautamente tirando un sospiro di sollievo, perché cominciano a sperare che in Tailandia l’influenza aviaria sia ormai sotto controllo.

La battaglia è stata lunga e difficile e le perdite - compresa la morte per influenza aviaria di 14 persone nel 2004 e nel 2005 - ingenti. Nel paese, che conta circa 65 milioni di persone, sono morti per influenza aviaria o sono stati abbattuti milioni di polli, anatre ed oche. Quando la malattia ha travolto la Thailandia, nel 2004, sono state colpite più della metà delle sue 76 province. Ma, alla data in cui scriviamo, nel paese non si verificano casi di influenza aviaria negli esseri umani da quasi un anno e nei volatili da sei mesi.

La D.ssa Oraphan Pasavorakul, dell’Ufficio per il Controllo della Malattia, spiega come ha affrontato l’influenza aviaria il suo paese: “Quando la prima ondata di influenza aviaria ha colpito la Thailandia, nel 2004, ci siamo rivolti alla FAO, all’OIE ed all’OMS perché ci dessero consigli e consulenza su come contenere i focolai epidemici e da loro abbiamo ricevuto sostegno e valide direttive che ci hanno aiutato ad arrivare dove siamo oggi”.

Dalla “cellula di crisi” per l’influenza aviaria del Dipartimento di Sviluppo Zootecnico, la D.ssa Pasavorakul ha dichiarato, “Avere il sopravvento sull’influenza aviaria ha richiesto la cooperazione di molti settori della società thailandese e l’aiuto di organizzazioni internazionali come la FAO, l’OIE e l’OMS”.

Tredici ministeri, tra cui quelli della Difesa e dell’Interno, hanno preso parte agli sforzi per circoscrivere la malattia. L’esercito e la polizia sono stati reclutati per aiutare i funzionari del settore zootecnico ad eliminare le zone infette e per vigilare sugli spostamenti di animali, prodotti avicoli e persone.

Indennizzi agli allevatori

Oggi, la battaglia continua con la speranza di eliminare la malattia nei pollai commerciali entro due anni ed in quelli domestici e negli altri volatili entro tre anni. La strategia mira anche ad evitare una possibile trasmissione del virus dagli animali agli esseri umani entro la fine del 2007.

“Le tre misure più importanti che abbiamo adottato per contenere l’influenza aviaria”, afferma la D.ssa Pasavorakul, “sono state l’intensa e costante sorveglianza, noi la chiamiamo sorveglianza ai raggi X, un equo indennizzo per i volatili abbattuti, le continue ispezioni sul pollame ed il monitoraggio di tutti i suoi spostamenti nel paese”.

Per circoscrivere il virus H5N1, la Tailandia ha messo in piedi una campagna senza precedenti, schierando circa due milioni di volontari che hanno bussato ad ogni porta di ogni singolo villaggio in cerca del pollame malato. Sono stati tenuti sotto osservazione anche i mercati di pollame vivo.

Le autorità di salute animale hanno abbattuto gli animali delle zone colpite, versando agli allevatori il 75 per cento del prezzo di mercato per il loro pollame. Le zone sono state immediatamente disinfettate e le carcasse ed il materiale infetto sepolti. Le aree su cui vi era sospetto d’infezione sono state messe in quarantena e per 30 giorni gli spostamenti del pollame e degli animali sono stati tenuti sotto controllo per un raggio di 10 chilometri.

La sorveglianza delle strade

Percorrendo la provincia di Lopburi, a nord di Bangkok, è possibile vedere grandi camion carichi di pollame che vengono fatti fermare su un lato della strada per essere ispezionati, disinfettati ed a volte messi in quarantena. Surawut Sinseubpol, capo della stazione di quarantena animale di Lopburi, dice: “La sorveglianza ed il contenimento sono i due pilastri principali per arrestare la propagazione della malattia animale. Solo in questa stazione ispezioniamo il trasporto di più di un milione di polli al mese”.

A tre anni dai primi grandi focolai epidemici, sembra che il denaro utilizzato per il programma di sorveglianza ai raggi X della Tailandia sia stato ben speso. Anche se nessuno osa ancora dire che la malattia è stata debellata.

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