FAO :: Sala stampa :: Approfondimenti :: 2007 :: "L’acqua sfida del … :: Una goccia nella sa…
Una goccia nella sabbia
L’irrigazione a goccia in Niger, la storia di un successo
Winditan, 22 Marzo 2007 – La sabbia della savana intorno a Winditan, a circa 80 chilometri da Niamey, la capitale del Niger, è color rame e sembra sconfinata. In questo ambiente sabbioso, ad attirare l’attenzione sono le chiazze di vegetazione in un orto.

Quello che è più difficile vedere, però, è come sempre più verde riesce a crescere a Winditan.

Per spiegarlo, Maria Helena Semedo, rappresentante della FAO in Niger, solleva con cautela un tubo di gomma nero accanto ad una pianta di patate. “L’acqua, insieme al fertilizzante, viene pompata attraverso i tubi e, goccia dopo goccia, arriva qui, proprio sulla radice della pianta”, dice. “Con questo sistema, con la stessa quantità d’acqua possiamo raddoppiare o triplicare la superficie coltivata”, aggiunge la signora Semedo.

L’irrigazione a goccia, che aumenta la sicurezza idrica e favorisce la sostenibilità, è una delle soluzioni a basso costo, di facile uso e che richiede poca manutenzione, raccomandate dalla FAO per far sì che chi è povero possa sottrarsi a questa condizione.

In Niger, la FAO ha avviato questo sistema nel 2005 presso un centro sperimentale a Winditan, con il sostegno finanziario della Libia e del Principato di Monaco, che hanno donato rispettivamente 99.500 dollari e 9.000 dollari. Ad ognuna delle otto famiglie che vivono sul posto, il centro offre lotti di terra di un ettaro e mezzo. Gli uomini coltivano patate, cavoli, zucche, pomodori, cipolle e peperoni, e le donne si occupano dell’allevamento del bestiame grazie ai capi forniti dalla FAO. Il centro ospita anche una struttura per la formazione, dove i contadini del luogo imparano diverse pratiche agricole.

“Ora posso mantenere la mia famiglia”, dice Amadou Larabou, 34 anni, mostrando un mucchio di patate appena raccolte. Aggiunge che, solo con le patate, dal terreno che coltiva presso il centro ha guadagnato negli ultimi quattro mesi 100.000 franchi CFA (150 euro).

Si tratta di un cambiamento straordinario, se si considera che Amadou, come migliaia di nigerini, in genere ogni anno doveva migrare a Niamey o addirittura all’estero per cercare di che vivere durante la lunga stagione arida, da ottobre a maggio. “Qualche volta, dopo tre o quattro mesi a Niamey senza lavoro, sono stato costretto a chiedere l'elemosina”, dice.

“La FAO offre le sue competenze tecniche collaborando con i nostri partner per lo sviluppo”, afferma la signora Semedo. “Ma quello che più conta sono i contadini. Loro hanno il desiderio e la volontà di cambiare la propria vita”.

Dopo averla sperimentata con successo a Winditan, la FAO ora intende diffondere l’irrigazione a goccia in tutto il paese. “Questo sistema permette di irrigare perfino se c’è meno pioggia”, conclude la signora Semedo. E sorride: “Questo significa che possiamo dipendere molto meno dal cielo!”
FAO

Per saperne di più

"L’acqua sfida del secolo"

Fare buon uso di ogni goccia

Quando manca la pioggia

Una goccia nella sabbia

Fronteggiare la scarsità d’acqua nell’Andhra Pradesh

Condividere l’acqua, condividere una visione

Per maggiori informazioni:

Maarten Roest
Ufficio Stampa FAO
maarten.roest@fao.org
(+39) 06 5705 6524
(+39) 346 5010574

FAO

L'irrigazione a goccia consente di raddoppiare o triplicare la superficie coltivata.

invia quest’articolo
Una goccia nella sabbia
L’irrigazione a goccia in Niger, la storia di un successo
-
Inserire un indirizzo di email.
Inserire un indirizzo di email valido.
 
RSS