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Condividere l’acqua, condividere una visione
Promuovere l’uso equo e i benefici derivanti dalle risorse idriche lungo il Nilo
Per i dieci paesi che condividono il fiume più lungo del mondo, le preoccupazioni per la scarsità d’acqua stanno crescendo rapidamente. Questo perché, benché il Nilo scorra per 6.800 km ed il bacino del fiume copra un’area di circa 3,1 milioni di chilometri quadrati – vale a dire circa il 10 per cento del continente africano – la sua portata è relativamente piccola.

Con una popolazione di circa 370 milioni di persone, questi paesi – Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sudan, Tanzania e Uganda – cercano di sfruttare al massimo le scarse risorse idriche negoziando un nuovo accordo per la condivisione tramite l’Iniziativa per il Bacino del Nilo (NBI), una partnership regionale creata per promuovere l’obiettivo di uno sviluppo e di una gestione sostenibili delle acque del fiume.

Fonte di vita e di sostentamento

L’agricoltura è il settore economico dominante per la maggior parte dei paesi del Bacino del Nilo, cinque dei quali sono tra i più poveri al mondo, e l’accesso costante all’acqua resta fondamentale per aumentare la produttività agricola, fornire occupazione, ed elevare gli standard di vita di chi vi abita.

“Può essere difficile capire a fondo le condizioni regionali di base - produttività agricola, sicurezza alimentare regionale e importanza dell’economia rurale”, dichiara Bart Hilhorst, Consulente Tecnico Senior della FAO ad Entebbe, in Uganda. “Di fronte alla rapida crescita della popolazione e all’aumento del costo delle importazioni alimentari, i sistemi di produttività agricola sono estremamente aleatori, e al di sotto della Sudd la sola stabilità è data dall’agricoltura irrigua”.

Sviluppare in modo collaborativo e sostenibile le risorse idriche comuni può attrarre investimenti e contribuire a ridurre la povertà, afferma Hilhorst, ma l’elevato ritmo di crescita della popolazione e l’accelerazione del degrado ambientale riducono le possibilità di invertire gli andamenti negativi nella regione.

La FAO collabora con i governi dei paesi coinvolti e con la NBI per migliorare la gestione delle risorse idriche della regione, ampliando l’accesso all'informazione sulla disponibilità, l’utilizzo e il potenziale di sviluppo delle acque del Nilo, e sulla connessione tra agricoltura e acqua nel bacino del fiume.

I governi, avendo a disposizione i dati più recenti sulle risorse idriche e le informazioni di tipo demografico, socio-economico e ambientale, possono analizzare quanto politiche specifiche e lo sviluppo di sistemi per l’utilizzo dell’acqua possano incidere sulle risorse idriche che hanno in comune.

Condividere le conoscenze

Il progetto attinge all’esperienza ed alle conoscenze della FAO sull’uso dell’acqua in agricoltura, sulla produttività dell’acqua e sui mezzi di sussistenza rurali, e alle competenze presenti nella regione. Tematiche e tendenze vengono presentate sotto forma di prodotti cartografici utilizzando un sistema di informazioni geografiche (GIS) già presente nella regione.

“La speranza è che questo rafforzamento della base comune di conoscenze si traduca in una maggiore capacità di distribuire le risorse idriche in un modo efficiente, equo, e che favorisca lo sviluppo rurale, la riduzione della povertà e la cooperazione regionale”, aggiunge Hilhorst.

Le attività vengono svolte nell’ambito dell’Iniziativa per il Bacino del Nilo, con un finanziamento di 5 milioni di dollari da parte del governo italiano. Il lavoro che la FAO svolge attualmente si basa su due precedenti progetti finanziati dal Programma della Cooperazione Italiana, che dal 1996 ha destinato 16 milioni di dollari al miglioramento della gestione idrica nel bacino del Nilo.
FAO

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Per maggiori informazioni:

Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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FAO/23410/R. Messori

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