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Nuovo contributo dell’Italia alla lotta contro le locuste
La situazione è migliorata, ma è necessario continuare il monitoraggio e l’assistenza ai paesi colpiti, avverte la FAO
Roma, 10 giugno 2005 – Il governo italiano ha annunciato un nuovo contributo di circa 500.000 euro per la campagna FAO contro le cavallette. I fondi finanzieranno un progetto in Tunisia teso a limitare la riproduzione e la formazione di sciami di locuste nel sud del paese - ha reso noto oggi l’agenzia dell’ONU. Questo porta il totale dell’impegno della cooperazione italiana a circa 3,2 milioni di euro.

Nonostante siano stati segnalati localizzati sciami di piccole dimensioni in Sudan, e gruppi continuino a riprodursi in Niger, nel sud dell’Algeria e probabilmente in Mali, l’ultimo aggiornamento fornito dal Servizio Informazione Locuste del Deserto della FAO afferma che, grazie alla massiccia campagna di contenimento dell’ultimo anno e mezzo e alle condizioni meteorologiche non favorevoli alla formazione di sciami, la situazione appare sotto controllo.

Il primo allarme della FAO risale all’ottobre 2003, quando le piogge eccezionalmente abbondanti della precedente estate avevano favorito il formarsi di sciami in alcuni paesi del Sahel (Niger, Mauritania, Mali). Nei mesi successivi gruppi e sciami incontrollati di individui adulti avevano cominciato a riprodursi e spostarsi sempre più numerosi verso l’Algeria, il Marocco e la Tunisia.

Nel febbraio del 2004, per il continuo aggravarsi della situazione, la FAO ha lanciato un appello alla comunità internazionale per intervenire urgentemente a fianco dei paesi colpiti e sostenerli nei loro sforzi di contenimento delle infestazioni.

L’Italia è stata uno dei primi paesi a rispondere all’appello della FAO insieme - tra gli altri - alla Commissione Europea, al Canada, alla Francia e ai Paesi Bassi.

Decine di milioni di locuste per chilometro quadrato

Una cavalletta adulta può consumare in cibo fresco circa l’equivalente del proprio peso, vale a dire due grammi al giorno. Per dare un’idea delle proporzioni di cosa questo può significare per un campo coltivato, basti pensare che una parte molto piccola di uno sciame, vale a dire una tonnellata di locuste, in un giorno mangia la stessa quantità di 10 elefanti, 25 cammelli o 2.500 persone.

Gli sciami possono variare di dimensione, passando da meno di un chilometro quadrato a diverse centinaia di chilometri quadrati, ed ospitare da un minimo di 40 milioni sino a 80 milioni di esemplari adulti per chilometro quadrato.

In Mauritania, il paese più colpito, gli sciami hanno distrutto i pascoli, le principali colture di cereali, gli orti, le palme da dattero, lasciando devastazione al loro passaggio, con conseguenze molto pesanti per le condizioni di vita dei contadini e dei pastori.

Oltre settanta progetti FAO nelle aree colpite

Nel corso dell’ultimo anno la FAO ha avviato circa 70 progetti nei paesi colpiti per un totale di oltre 80 milioni di dollari (dei quali 73,4 già ricevuti), con più di sei milioni di dollari provenienti dal proprio budget ordinario.

Non è semplice raggiungere e trattare con pesticidi le locuste. Esse si sviluppano in zone spesso remote e di difficile accesso, e si estendono per aree molto estese - si parla di 16-30 milioni di Kmq. A ciò si aggiunge che i paesi colpiti non dispongono di risorse e strutture sufficienti, che le infrastrutture sono carenti, che si tratta di operazioni che richiedono tempo e personale specializzato.

Proteggere la salute e l’ambiente

Oltre alla fornitura di pesticidi, di attrezzature, di formazione al personale locale, la FAO ha avviato un programma di sperimentazione sui biopesticidi, per dare una risposta alle preoccupazioni per i possibili effetti sulla salute umana e sull’ambiente. Sono state inoltre migliorate le strutture destinate all’immagazzinamento dei pesticidi per adeguarle agli standard internazionali, ed un’equipe medica controlla con regolarità i livelli sanguigni degli operatori addetti alle attività di disinfestazione.

In Mali, in Mauritania, in Niger ed in Senegal sono stati lanciati piani d’azione nazionali affinché i bidoni vuoti siano eliminati in modo corretto e vi sia una gestione sicura ed affidabile delle scorte.

Secondo gli esperti FAO, in vista dell’imminente stagione estiva, è fondamentale mantenere un regolare ed esteso monitoraggio in Mauritania, Mali, Niger e Ciad, poiché un’infestazione può svilupparsi molto rapidamente, a volte nel giro di una o due settimane.


Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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(+39) 06 570 56350
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FAO/G. Diana

Locuste morte dopo un’operazione di disinfestazione

FAO/G. Diana

Un piccolo sciame in un giorno può arrivare a mangiare quanto 10 elefanti, 25 cammelli o 2.500 persone

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