L’avvertimento fa seguito alla segnalazione che ad Ho Chi Minh City, in Vietnam, sono stati abbattuti uccelli selvatici come misura precauzionale. Juan Lubroth, esperto della FAO responsabile delle malattie animali infettive, ha così commentato: “È molto improbabile che di interventi di questo tipo contribuiscano in modo significativo a proteggere gli esseri umani contro l’influenza aviaria”.
"Sono altre, e molto più importanti, le misure da prendere in considerazione ed a cui dare poriorità. Combattere la malattia tra il pollame deve rimanere il centro degli interventi".
“Gli uccelli selvatici che si trovano nelle città o intorno ad esse sono differenti dalle specie acquatiche delle zone umide ed acquitrinose identificate come portatori del virus dell’influenza aviaria”, ha proseguito l’esperto.
La FAO, insieme all’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) ed all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), raccomanda una serie di misure per combattere i focolai d’influenza, tra cui:
- Migliorare i servizi veterinari, i piani di risposta d’emergenza e le campagne di controllo, inclusi l’abbattimento degli animali infetti, le vaccinazioni e programmi di compensazione per gli allevatori.
- Rinforzare i sistemi di individuazione tempestiva e di risposta rapida dei casi di influenza aviaria animale ed umana e rafforzare le capacità dei laboratori.
- Fornire sostegno e formazione per l’analisi di singoli casi e gruppi di casi, sia tra gli animali che tra gli esseri umani, e pianificare e testare attività di contenimento rapido.
“Controllare il virus nel pollame è il modo più efficace per riuscire a ridurre la possibilità che il virus dell'influenza aviaria acquisti la capacità di trasmettersi da uomo a uomo”, ha concluso Lubroth.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979















