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Molti dei 450 milioni di lavoratori agricoli salariati vivono in condizioni disagiate
Rapporto congiunto FAO/ILO/UITA: molti sono vittime di fame e povertà
Roma, 6 ottobre 2005 – Molti dei 450 milioni di lavoratori agricoli salariati, la più grande forza lavoro del mondo, devono fare i conti con una delle più alte incidenze di fame e povertà. Lo dice un rapporto congiunto(*) pubblicato oggi dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione, dall’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dall’UITA, l’Unione Internazionale delle Associazioni di Lavoratori nei settori alimentazione, agricoltura, alberghiero - ristorazione, catering, tabacco ed affini.

Secondo il rapporto i lavoratori agricoli salariati costituiscono circa il 40 per cento della forza lavoro agricola, complessivamente di circa 1,1 miliardi di persone.

“L’agricoltura non può essere sostenibile se oltre il 40 per cento della forza lavoro ha un’occupazione precaria, condizioni di lavoro difficili e vive in povertà”, si legge nel rapporto. In particolare se le pressioni economiche erodono i livelli già bassi di protezione dei lavoratori in termini di salario, stabilità del lavoro, salute, standard di sicurezza ed ambientali. Desta particolare preoccupazione l’impiego in agricoltura di manodopera minorile.

Lavoro sottopagato e sempre più al femminile

I salari dei lavoratori agricoli che non posseggono, o non hanno in affitto, la terra sulla quale lavorano né gli utensili e l’attrezzatura che usano, sono spesso notevolmente inferiori a quelli dei lavoratori industriali. Milioni di questi lavoratori vivono al di sotto della soglia di povertà e non possono permettersi di comprare cibo a sufficienza. In generale, i loro nuclei familiari spendono più del 70 per cento del salario per mangiare.

Il rapporto indica che la loro è spesso un’occupazione instabile e temporanea. La globalizzazione ha determinato lavori sempre meno sicuri ed una manodopera più flessibile ed emarginata, con una presenza crescente di “intermediari”, appaltatori e sub-appaltatori di manodopera. Gli emigranti hanno le maggiori difficoltà a causa dei contratti occasionali e della mancanza di protezione sociale.

Mentre nel suo complesso la forza lavoro agricola tende a ridursi, perché sono sempre di più i piccoli contadini costretti ad abbandonare la terra, nella maggior parte dei paesi sono in aumento i lavoratori agricoli salariati. Le nuove opportunità occupazionali sono in genere nei settori agricoli destinati all’esportazione, come la floricoltura e la coltivazione ed il confezionamento degli ortaggi. È in notevole aumento il numero delle lavoratrici salariate, che costituiscono in media il 20-30 per cento della forza lavoro salariata e che ricevono paghe notevolmente più basse degli uomini.

Rischi sul lavoro

L’agricoltura è classificata come una delle tre attività occupazionali più pericolose, insieme all’industria mineraria ed all’edilizia. I rischi sul lavoro includono, per esempio, l’uso di macchinari pericolosi, e l’esposizione a malattie di origine animale ed a pesticidi tossici. Si calcola che su un totale di circa 355.000 incidenti mortali sul lavoro all’anno, la metà avvenga nel settore agricolo. Molti di quelli che muoiono, che rimangono feriti o che si ammalano sono purtroppo donne e bambini.

In molte parti del mondo i lavoratori agricoli si vedono negati diritti umani fondamentali: il diritto di associarsi liberamente, di organizzarsi e di negoziare come categoria con i datori di lavoro. I lavoratori rurali sono in genere i meno protetti.

In molte parti del mondo l’AIDS ha avuto un effetto devastante sulla forza lavoro agricola. Nei 25 paesi più duramente colpiti dell’Africa la malattia ha ucciso dal 1985 circa 7 milioni di lavoratori rurali, mentre i paesi africani più colpiti potrebbero perdere fino al 25 per cento della loro forza lavoro agricola nei prossimi vent’anni.

Il lavoro minorile

Dei 246 milioni di bambini che si calcola lavorino in tutto il mondo, oltre 170 milioni (il 70 per cento) sono impiegati in agricoltura. E sono lavoratori agricoli molti dei 22.000 bambini che ogni anno restano uccisi sul lavoro. I bambini costituiscono una manodopera poco costosa e facile da sfruttare. Il rapporto denuncia che spesso arrivano a lavorare 10 ore al giorno, guadagnando meno di un dollaro al giorno.

Migliorare le condizioni

Il rapporto è critico nei confronti di governi, agenzie di sviluppo, istituzioni scientifiche e di ricerca, banche agricole, enti creditizi e molte istituzioni della società civile che ignorano la situazione spesso disperata dei lavoratori agricoli, nonostante il ruolo fondamentale che hanno per l’agricoltura sostenibile, per lo sviluppo rurale e per la sicurezza alimentare mondiale.

Lo studio sottolinea il contributo dei lavoratori agricoli salariati e dei loro sindacati allo sviluppo rurale e all’agricoltura sostenibile, e suggerisce alcune misure che potrebbero migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro, esortando ad includerne l’adozione tra gli obiettivi prioritari dell’agenda politica. Il rapporto raccomanda di promuovere l’applicazione dei Principi e Diritti Fondamentali sul Lavoro dell’ILO. Alla FAO e alle altre agenzie chiede di riconoscere i lavoratori agricoli salariati come categoria distinta dagli agricoltori in generale e di cooperare con loro e con i loro sindacati. Auspica infine che i lavoratori agricoli ed i loro sindacati ricevano maggiore sostegno politico, tecnico e finanziario, che permetta loro di giocare un ruolo più importante nella promozione dell’agricoltura sostenibile. Le strategie per la riduzione della povertà - conclude il rapporto - dovrebbero concentrarsi sulla creazione di opportunità di lavoro rurale e sul miglioramento delle condizioni di lavoro nelle aree agricole.

(*)I lavoratori agricoli ed il loro contributo all’agricoltura sostenibile ed allo sviluppo rurale


Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
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11802/FAO photo

Milioni di braccianti vivono nella miseria e non hanno un’alimentazione sufficiente

In breve

Nella maggior parte dei paesi i salariati agricoli sono tra le categorie con il più alto tasso di povertà, spesso superiore al 60 per cento.

Più della metà della popolazione mondiale – i lavoratori e le loro famiglie – sono esclusi da qualunque forma di protezione sociale.

Nel settore della floricoltura in Uganda un lavoratore a tempo pieno viene pagato circa 35 dollari al mese.

In Kenya nel 2000 i salari medi dei braccianti agricoli erano inferiori del 40 per cento ai salari medi del settore privato.

Audio

Intervista con Peter Hurst, esperto di Igiene e Sicurezza sul Lavoro dell’ILO (3min25sec, 230 Kb) (real)

In mp3 (qualità Broadcast, 1,638 Kb) (mp3)

FAO/A. Proto

I salariati agricoli spesso non possiedono né la terra né gli utensili e l’attrezzatura che usano

FAO/J. Spaull

È in aumento il numero delle lavoratrici salariate

FAO/H. Wagner

I bambini spesso per meno di un dollaro lavorano sino a dieci ore al giorno

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