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Diouf: la FAO deve saper adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento
Capi di Stato di diversi paesi alle celebrazioni per il 60° anniversario della FAO
Roma, 17 ottobre 2005 – “La nostra Organizzazione deve stare al passo con i tempi, e adattarsi ai cambiamenti avvenuti dalla sua fondazione ad oggi, sapendo cogliere le mutate esigenze e le nuove opportunità”, ha detto oggi il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, in occasione della cerimonia ufficiale per la celebrazione del 60° anniversario della FAO.

Tra le personalità presenti, il Presidente brasiliano Luis Iñacio Lula da Silva, il Presidente venezuelano Hugo Chavez, il Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi, altri Capi di Stato ed il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Angelo Sodano.

Fondata nel 1945 a Quebec City con il mandato di liberare l’umanità dalla fame, la FAO ha contribuito grandemente a far aumentare la produzione alimentare per riuscire a soddisfare il fabbisogno della popolazione mondiale che, dalla sua fondazione ad oggi, si è triplicata.

Diouf ha poi detto di aver sottoposto all’approvazione degli Stati membri “un programma di riforma che permetterà all’Organizzazione di giocare un ruolo sempre maggiore nell’eliminazione della fame, nello sviluppo agricolo sostenibile, nel raggiungimento della sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, nella lotta contro le infestazioni e le malattie transfrontaliere degli animali e delle piante ed anche nei negoziati per un più equo commercio internazionale”.

“Il Summit del Millennio che si è svolto a New York il mese scorso, ha riaffermato che è nell’interesse di tutti i paesi porre fine a fame e povertà e preservare le risorse naturali per le generazioni future”, ha sottolineato Diouf.

Commentando l’operato della FAO, Diouf ha detto che “dal 1960 ad oggi la percentuale di persone che nel mondo soffrono la fame è diminuita, passando dal 35 al 13 per cento”.

Il Direttore Generale della FAO ha citato altri risultati, tra cui il Trattato Internazionale per la Protezione delle Risorse Fitogenetiche. Ha inoltre sottolineato l’importanza della FAO come “foro neutrale in cui i paesi possono incontrarsi per affrontare questioni agricole ed alimentari”.

Aspettative per il futuro

Diouf ha però aggiunto che la FAO, malgrado i successi, non è riuscita a dare una risposta a tutte le aspettative dei suoi fondatori: primo, in un mondo di abbondanza, sono 852 milioni le persone al mondo che continuano a soffrire la fame; secondo, alcuni sistemi di produzione agricola intensiva non sono sostenibili ed hanno delle conseguenze negative sul piano ambientale, economico, sociale e culturale.

Quanto alle prospettive future, Diouf ha poi detto: “Nel XXI secolo sono due le questioni centrali che la FAO deve affrontare: innanzitutto deve rendere più efficaci le attività svolte insieme ai paesi membri per l'eliminazione della fame, in linea con il Primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio.

“Inoltre - ha aggiunto – la FAO deve riuscire ad assicurare il soddisfacimento del fabbisogno mondiale futuro di cibo e di prodotti forestali senza compromettere la sostenibilità delle fragili risorse naturali del pianeta ed il suo clima”.

Subito dopo Diouf è intervenuto il Presidente della Repubblica Italiana, S.E. Carlo Azeglio Ciampi, che ha riaffermato l’impegno dell’Italia a fianco della FAO nella lotta contro la fame nel mondo. “I fattori chiave dello sviluppo - ha detto Ciampi - sono gli stessi in ogni parte del mondo: stabilità, legittimità democratica dei governi, certezza del diritto, rispetto dei diritti umani e civili, libertà economica, tutela del patrimonio ambientale e delle proprie radici culturali”.

Il Presidente ha poi invitato a porre l’attenzione sul Continente africano dove l’arretratezza rurale frena lo sviluppo. Alla vigilia della Conferenza del WTO il Presidente ha detto: "Non possiamo negare ai paesi emergenti ed ai paesi poveri le opportunità del commercio internazionale, sulle quali si fonda tanta parte della nostra prosperità”.

“Una società che spende centinaia di miliardi in armamenti e consente che ogni anno muoiano di fame cinque milioni di bambini è una società malata di egoismo e di indifferenza.” Il Presidente ha infine concluso dicendo che è necessario colmare il solco tra Paesi ricchi e Paesi poveri da cui traggono origine i fenomeni che minacciano la sicurezza mondiale.

Nel corso della cerimonia per il 60° anniversario, Diouf ha premiato il Presidente Lula da Silva con la Medaglia Agricola della FAO, data tre settimane fa anche al Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.

Il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Angelo Sodano, ha letto un messaggio di Papa Benedetto XVI.

Alla cerimonia sono intervenuti anche i Presidenti del Brasile, della Bosnia-Erzegovina, del Botswana, del Paraguay, della Slovenia, del Venezuela e dello Zimbabwe.


Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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FAO/S. Casetta

Il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf

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Diouf: la FAO deve saper adattarsi ad un mondo in continuo cambiamento
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17 ottobre 2005 – “La nostra Organizzazione deve stare al passo con i tempi, e adattarsi ai cambiamenti avvenuti dalla sua fondazione ad oggi, sapendo cogliere le mutate esigenze e le nuove opportunità”, ha detto oggi il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, in occasione della cerimonia ufficiale per la celebrazione del 60° anniversario della FAO.
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