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Gli allevamenti industriali in prossimità dei centri urbani danneggiano l’ambiente
Necessari incentivi per una produzione zootecnica eco-compatibile
Roma, 2 febbraio 2006 - La FAO ha avvertito oggi che nei paesi in via di sviluppo la produzione zootecnica a livello industriale spesso causa seri danni all’ambiente, specialmente quando gli stabilimenti per la produzione di carne e latticini si affollano in prossimità dei centri urbani o di fonti di approvvigionamento idrico.

Nel rapporto Politiche zootecniche nº 2 - L’inquinamento da produzione zootecnica industriale l'agenzia dell'ONU ha sollecitato i governi a fornire incentivi per promuovere pratiche di produzione zootecnica più rispettose dell'ambiente.

Nei paesi in via di sviluppo carne e prodotti caseari sono sempre più disponibili ed anche a costi più accessibili. Tra il 1980 ed il 2004 la produzione di carne è triplicata, passando da 50 milioni di tonnellate a circa 150 milioni e si calcola che la produzione di carne per l’anno 2030 aumenterà ancora di quasi110 milioni di tonnellate.

Sebbene il consumo di carne per abitante nei paesi sviluppati rimanga da tre a quattro volte superiore, nei paesi in via di sviluppo adesso si produce e si consuma più della metà della produzione mondiale di carne.

La rapida crescita della produzione zootecnica dei paesi in via di sviluppo si è concentrata principalmente in alcuni grandi paesi come il Brasile, il Messico e la Cina, oltre ad alcuni paesi dell’Estremo Oriente che si affacciano sul Mare Cinese meridionale, quali la Tailandia, il Vietnam e le Filippine.

Dalla produzione bovina a quella di suini e di pollame

In molti paesi in via di sviluppo i grandi allevamenti industriali, con migliaia di capi di bestiame, hanno soppiantato la produzione zootecnica tradizionale su piccola scala, dove si alleva bestiame ed al tempo stesso si coltiva la terra, e dove i nutrienti vengono riciclati in foraggio e fertilizzante. La produzione si è andata via via trasformando, dai bovini che pascolano sui prati delle zone rurali si è passati alla produzione industriale di suini e polli nelle periferie delle grandi città. In Asia la produzione industriale su larga scala è responsabile di circa l’80 per cento dell’incremento complessivo di prodotti zootecnici dal 1990.

Nei sistemi di produzione intensiva si accumulano grandi quantità di rifiuti animali lontano dalle terre coltivate dove potrebbero riciclarsi in condizioni di sicurezza. Le dense concentrazioni di allevamenti industriali creano grandi quantità di letame. Sebbene in proporzioni molto più basse a livello nazionale, la produzione suina e aviaria in zone della Cina e del Brasile sta raggiungendo, e presto potrebbe superare, i livelli europei e nord americani.

Aumenta l’inquinamento

La produzione suina ed aviaria concentrata nelle zone costiere della Cina, del Vietnam e della Tailandia sta diventando la fonte principale di inquinamento da nutrienti del Mare Cinese meridionale, secondo il rapporto della FAO. Si stima che la produzione suina sia responsabile di circa il 42 per cento dell’azoto e del 90 per cento del fosforo che fluisce nel Mare Cinese Meridionale. Lungo buona parte di questa costa densamente popolata, la concentrazione di suini supera i 100 animali per chilometro quadrato e le terre agricole sono sovraccaricate da enormi quantità di nutrienti. I deflussi stanno gravemente degradando l’acqua del mare e la qualità dei sedimenti in una delle zone marine con la più grande biodiversità del mondo, con grave minaccia per le foreste di mangrovie, le barriere coralline e la prateria marina dei fondali.

Le principali forme di inquinamento associate con il trattamento del letame della produzione zootecnica industriale sono:
  • La dispersione di nitrati e di agenti patogeni nelle falde acquifere, spesso con grave rischio per le riserve d’acqua potabile.
  • L’accumulo di nutrienti che danneggiano la fertilità del suolo. In diversi paesi asiatici, un quarto del totale delle terre coltivate soffre di eccesso di nutrienti. Quasi la metà dell’eccedenza di fosforo è di origine zootecnica.
  • La distruzione di ecosistemi fragili quali le zone umide, le mangrovie e le barriere coralline. Le zone costiere minacciate del Mare Cinese meridionale, per esempio, costituiscono un habitat per 45 delle 51 differenti specie di mangrovie presenti al mondo, di quasi tutte le specie coralline e di 20 delle 50 erbe marine conosciute.

Un cambiamento di politica

Secondo il rapporto, alcune politiche nazionali, come la zonizzazione di regolamenti e tassazione, potrebbero scoraggiare le grandi concentrazioni di produzione intensiva in prossimità dei centri urbani. Tasse, programmi di certificazione ed altri strumenti normativi possono aiutare pratiche migliori di produzione animale. In Tailandia, per esempio, in meno di un decennio si è ridotta sensibilmente l’alta concentrazione di produzione aviaria nelle periferie di Bangkok, in virtù di una legislazione che prevede che i pollicoltori che operano in un raggio di 100 chilometri dalla capitale devono pagare imposte elevate. Gli avicoltori che operavano al di fuori di questa zona sono invece esenti da tributi.

Sfortunatamente, constata la FAO, spesso politiche sorpassate ed erronee incoraggiano una produzione animale non sostenibile dal punto di vista ambientale. In molti paesi in via di sviluppo si danno sovvenzioni per l’acquisto di fertilizzanti chimici, per l’energia e per il credito, tutte misure che tendono a beneficiare gli allevamenti di grandi dimensioni e di tipo intensivo.

L’eliminazione dei sussidi, l’istituzione di tasse e la creazione di incentivi per investire in tecnologia per ridurre l’inquinamento, potrebbero attenuare il danno ambientale causato dalla produzione zootecnica di tipo industriale.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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Luisa Guarneri
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(+39) 06 570 56350
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FAO/P. O. Stackman

Nei paesi in via di sviluppo la produzione zootecnica industriale è in rapido aumento.

FAO/P. Gerber

Tailandia - Rifiuti animali defluiscono in un corso d’acqua vicino ad un allevamento di suini.

FAO/P. Gerber

In Asia la concentrazione di allevamenti suini è causa di inquinamento.

FAO/H. D. Nam

I governi dovrebbero scoraggiare la produzione intensiva in prossimità dei centri urbani.

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