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Sudan: 6,7 milioni di persone avranno bisogno di aiuti alimentari
Nel Darfur e nel Sudan meridionale la situazione più critica
Roma, 17 febbraio 2006 – La FAO ed il PAM, (Programma Alimentare Mondiale), hanno oggi dichiarato in un comunicato congiunto che in Sudan, nonostante le buone prospettive del raccolto nella stagione 2005-2006, circa 7 milioni di persone avranno bisogno di aiuti alimentari nel 2006.

Moltissime persone sono state costrette ad abbandonare la propria casa a causa del conflitto, e si apprestano adesso a farvi ritorno, dopo la firma dell’Accordo di Pace nel 2005. La maggior parte delle famiglie più vulnerabili non potrà trarre vantaggio dal raccolto più abbondante per il persistere degli alti prezzi dei cereali.

Secondo i dati raccolti alla fine dello scorso anno dalla Missione congiunta FAO/PAM di Valutazione sulla disponibilità alimentare, la produzione complessiva di cereali del Sudan per la stagione 2005-2006 ammonta a circa 5,3 milioni di tonnellate, circa 55 per cento in più rispetto alla stagione 2004-2005, e superiore del 17 per cento rispetto alla media registrata negli ultimi cinque anni.

Piogge abbondanti su quasi tutto il paese, scarsa incidenza di parassiti e malattie, maggiore sicurezza nel Sudan meridionale ed in parte del Darfur durante il periodo della semina, nel maggio scorso, hanno determinato un aumento delle aree coltivate, il cui totale è stato del 57 per cento superiore a quello dell’anno precedente.

“È un quadro un po’ più incoraggiante rispetto agli anni scorsi, e la popolazione del Sudan ha bisogno di tutto l’aiuto possibile, anche e soprattutto dalla natura. Ma ancora molti hanno bisogno dell’aiuto della comunità internazionale, specialmente nella travagliata regione del Darfur occidentale e nel sud del paese, regioni che solo ora stanno riprendendosi da più di 20 anni di guerra civile”, ha affermato Ramiro Lopes da Silva, Responsabile del PAM in Sudan.

Nonostante stime sul raccolto superiori alla media, la Missione ha rilevato che almeno 6,7 milioni di persone avranno bisogno di circa 800.000 tonnellate di aiuti alimentari per il 2006. Tra questi oltre due milioni di sfollati, circa 900.000 profughi ed almeno 3,5 milioni di persone molto vulnerabili del Darfur, del Sudan meridionale e di alcune aree periferiche nel centro e nell’ovest del paese.

Le cause dell'insicurezza alimentare

Una distribuzione iniqua dei redditi, difficoltà nell’accesso al cibo a causa della guerra, il problema degli sfollati, le scarse infrastrutture, un sistema di mercato debole e l’isolamento commerciale sono solo alcuni dei fattori alla base dell’insicurezza alimentare di milioni di persone e del loro essere esposti a povertà, fame e malnutrizione.

La valutazione congiunta delle due agenzie dell’ONU ha inoltre evidenziato come nel 2005 la fornitura tempestiva di sementi selezionate e di attrezzature ad opera della FAO e di altre agenzie umanitarie sia riuscita a raggiungere moltissimi contadini poveri. Un progetto del PAM per il ripristino delle strade nel sud del paese è riuscito a far aumentare gli scambi, specialmente tra l’Uganda ed il Kenya rispettivamente con le regioni sudanesi dell’Equatoria centrale ed orientale.

Gli attacchi della Lord’s Resistance Army nel sud e nel sud-est del paese continuano a rappresentare una minaccia costante a qualunque possibilità di ripresa della vita normale, mentre altre strade di grande importanza continuano a rimanere impraticabili, impedendo la ripresa del commercio su scala più ampia.

Il PAM ha previsto per il 2006 la distribuzione di 731,000 tonnellate di alimenti in tutto il Sudan. Saranno inoltre forniti aiuti per sostenere le attività di ricostruzione e saranno realizzati programmi sanitari e di nutrizione aggiuntiva proprio per cercare di raggiungere i più vulnerabili.

La FAO ha di recente lanciato un appello per circa 40 milioni di dollari per il risanamento agricolo e le attività di recupero in ogni area del Sudan, iniziativa che include anche la distribuzione di sementi e strumenti agricoli, attrezzature per la pesca e medicinali a centinaia di migliaia famiglie, soprattutto di sfollati e di profughi che stanno rientrando nel paese.

“È necessario fornire assistenza urgente al settore agricolo, specialmente alle famiglie dei profughi rientrati ed alle altre comunità rurali vulnerabili - prima che abbia inizio la prossima stagione della semina, tra aprile e maggio, nel Sudan meridionale, tra giugno e luglio nel nord del paese”, ha sottolineato Henry Josserand, Responsabile FAO del Sistema Mondiale d’Informazione e Preavviso Rapido (GIEWS, dall’acronimo inglese).

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FAO/J. Cendon

Darfur meridionale: un contadino in un campo di miglio coltivato con le sementi fornite dalla FAO.

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