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Stabilire diritti di pesca per salvaguardare le risorse ittiche
Il futuro della pesca dipende dalla migliore gestione di risorse limitate
Bangkok/Roma, 27 febbraio 2006 - In occasione di una conferenza internazionale sulla gestione della pesca, che si svolge in questi giorni in Australia, la FAO ha sottolineato la necessità che i governi stabiliscano norme chiare ed eque per regolamentare l’accesso allo sfruttamento delle risorse ittiche.

“È ormai un dato indiscusso che le risorse marine sono limitate e che per questo occorre porre un limite alle catture. È anche chiaro che non possono dedicarsi alla pesca tutti coloro che lo vogliono, ma che l'accesso alla pesca deve essere ristretto”, ha detto Ichiro Nomura, Vice Direttore Generale della FAO per il Dipartimento della Pesca, intervenendo oggi all’apertura dei lavori della Conferenza Internazionale Sharing the Fish 2006 che si svolge dal 26 febbraio al 2 marzo in Australia, a Fremantle.

“Quello di cui abbiamo bisogno è un meccanismo di ripartizione che determini con chiarezza chi può pescare e cosa si può pescare – un sistema che regoli i diritti di pesca che le persone possono acquisire sia come singoli individui che a livello collettivo, come comunità", ha aggiunto Nomura.

La concessione dei diritti di sfruttamento spesso può comportare decisioni non facili su chi includere o escludere, ha convenuto Nomura aggiungendo: “Siamo ad un punto in cui affrontare questa questione è ormai irrimandabile”.

Incentivi economici per la pesca responsabile

Il diritto di pesca in genere specifica quali specie il possessore può pescare, dove, in quali periodi dell’anno ed in che quantità. I dettagli specifici dei diritti di pesca e come essi vengano assegnati dipendono molto dal contesto locale.

“Chi detiene diritti di pesca ha un interesse personale, assegnato legalmente, a gestire le risorse ittiche in modo responsabile. I diritti di pesca, in realtà, fanno conciliare l'interesse economico con la necessità di preservare le risorse”, dice Nomura. Questo approccio, infatti, motiva ed incentiva chi detiene i diritti a proteggere le risorse e a non sfruttarle in eccesso o degradarle.

Non esiste una soluzione unica

Il responsabile del settore pesca della FAO ha però fatto notare che possono esserci molti modi di affrontare l’istituzione di tali licenze e che non esiste una soluzione unica che vada bene per tutte le situazioni.

“Il modo e la misura in cui i diritti di pesca potranno essere utili dipenderanno dal contesto in cui verranno applicati e da come verranno concepiti”, ha aggiunto.

All’esame le diverse strategie

Il 23 ed il 24 di febbraio la FAO ha tenuto a Freemantle un seminario pre-conferenza per esaminare le diverse norme vigenti nel mondo in materia di pesca, compresi i diritti di pesca, e le loro implicazioni per quanto riguarda l'allocazione delle risorse.

Secondo la FAO, un uso più esteso dei diritti di pesca contribuirà a risolvere il problema della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, come pure le dispute sull’accesso alle zone di pesca. Diritti di pesca di vario tipo sono già in vigore con buoni risultati in varie parti del mondo.

Necessaria una migliore gestione delle risorse

L’ultimo studio di valutazione della FAO sugli stock ittici di mare aperto ha evidenziato che su circa 600 gruppi di specie commerciali monitorati dall’Organizzazione, il 52 per cento sono interamente sfruttati, mentre il 25 per cento è o sfruttato in eccesso (17 per cento), o esaurito (7 per cento) o è in fase di ripresa da una situazione di totale impoverimento (1 per cento). Il 20 per cento degli stock è moderatamente sfruttato, con solo il 3 per cento classificato come sotto sfruttato.

Alla Conferenza sono intervenuti oggi anche il Ministro australiano di Pesca, Foreste e Tutela delle risorse, Sen. Eric Abetz, ed il Direttore Generale (CEO, l’acronimo inglese) del Ministero della Pesca neozelandese, John Glaister.

La Conferenza è organizzata dal Dipartimento della Pesca dell’Australia Occidentale, insieme al Dipartimento dell’Agricoltura, Pesca e Foreste ed al Ministero della Pesca della Nuova Zelanda, con la cooperazione tecnica della FAO.

Per maggiori informazioni:

In Asia
Diderik de Vleeschauwer
Ufficio Stampa FAO, Bangkok
(+66) 2 6974126
(+66) 18997354
diderik.devleeschauwer@fao.org

Presso la sede FAO
George Kourous
Ufficio Stampa FAO, Roma
(+39) 06 570 53168
(+39) 348 141 6802
george.kourous@fao.org

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George Kourous Ufficio Stampa FAO
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(+39) 348 141 6802

FAO/G. Kourous

Urge regolamentare l’accesso alle risorse ittiche.

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27 febbraio 2006 - In occasione di una conferenza internazionale sulla gestione della pesca in corso in Australia, la FAO ha sottolineato la necessità di norme chiare ed eque che regolamentino l’accesso alle risorse ittiche.
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