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Ancora nuovi casi di influenza aviaria in Africa, Asia, Europa e Medio Oriente
Nonostante qualche buon risultato, necessaria un’azione più decisa nella campagna di contenimento
Roma, 6 aprile 2006 - Nonostante focolai d’influenza aviaria siano stati confermati in ben 45 paesi sparsi su tre continenti - con grave minaccia per la vita umana oltre che con pesanti ricadute economiche - la battaglia per combattere la malattia sta lentamente mostrando i primi risultati.

Sino ad oggi il virus H5N1 ha ucciso 108 persone, tutte in Asia, ed oltre 200 milioni di volatili, includendo in questa cifra sia quelli abbattuti che quelli morti perché infetti. Tuttavia, fa notare Joseph Domenech, Capo del Servizio Veterinario della FAO, l’efficace risposta data nella regione, soprattutto in Tailandia, in Vietnam ed in Cina, sembra aver ridotto la trasmissione della malattia dai polli agli esseri umani.

Le campagne di vaccinazione di massa hanno contribuito in alcuni paesi a contenere la diffusione della malattia, per esempio in Vietnam, mentre i programmi di compensazione ai proprietari dei volatili abbattuti, non solo sono serviti ad alleviare le difficoltà economiche, ma hanno anche incoraggiato la segnalazione tempestiva di possibili nuovi casi.

La FAO, in stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale di Salute Animale (OIE), continua a raccomandare ai paesi di concentrare l’azione di contenimento a livello di piccolo allevamento, sottolineando il ruolo dell’attività umana nella diffusione del virus. Il commercio dei prodotti avicoli ed i mercati di animali vivi sono stati individuati come una delle principali cause di propagazione, ma anche come ambiti che possono essere ispezionati e tenuti sotto controllo mediante norme più strette di biosicurezza.

L’agenzia dell’ONU ritiene che si possa fare poco per controllare i movimenti dei volatili selvatici. Per ridurre il rischio quello che si può e si deve fare è evitare che essi vengano a contatto con il pollame domestico.

“La necessità di tenere il pollame domestico lontano dagli uccelli selvatici è ormai un fatto assodato ed in tutti i paesi si è cercato di intervenire in questa direzione”, dice Domenech.

La FAO e l’OIE sono al lavoro per rafforzare i servizi veterinari dei paesi in via di sviluppo, solo così si può combattere l’influenza aviaria e tutte le altre malattie animali transfrontaliere che rappresentano una grave minaccia per le condizioni di vita di milioni di persone e perfino di intere economie nazionali.

Nel corso della Conferenza dei Donatori, che si è svolta a Pechino lo scorso gennaio, la comunità internazionale si è impegnata per un totale di 1,9 miliardi di dollari, da destinare in modo bilanciato ad attività relative sia alla salute animale che a quella umana.

La FAO ha quantificato in 36 milioni di dollari i fondi necessari nei prossimi tre anni per il coordinamento e le attività di controllo a livello regionale e mondiale. Ulteriori fondi - la cui quantificazione dipenderà dall’evolversi della situazione e dalle dimensioni dei programmi nazionali cui la FAO sarà chiamata a realizzare - saranno necessari per l’assistenza diretta che l’agenzia fornisce ai paesi colpiti, a quelli a rischio ed a quelli dove da poco sono stati riscontrati focolai.

La FAO sino ad oggi ha ricevuto 40 milioni di dollari ed ha firmato accordi con i donatori per altri 20 milioni che si prevede saranno disponibili quanto prima.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
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FAO Media Office
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FAO/H.D. Nam

I programmi di compensazione oltre a dare un aiuto economico, incoraggiano la segnalazione tempestiva di nuovi casi.

FAO/S. Khan

Esami di laboratorio in Tailandia per verificare la presenza del virus H5N1.

FAO/P. Ekpei

Abbattimento di polli in Nigeria.

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Nonostante qualche buon risultato, necessaria un’azione più decisa nella campagna di contenimento
6 aprile 2006 - Nonostante focolai d’influenza aviaria siano stati confermati in ben 45 paesi sparsi su tre continenti, la battaglia per combattere la malattia sta lentamente mostrando i primi risultati.
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