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Alcuni dati sulla pesca mondiale
Circa il 38 per cento di tutto il pesce prodotto nel mondo (in peso vivo equivalente) viene commerciato a livello internazionale.

Il valore delle esportazioni di prodotti ittici è aumentato del 51 per cento dal 1994 ad oggi, raggiungendo nel 2004 un valore di oltre 71,5 miliardi di dollari.

Nel 2004 è stata la Cina il più grande esportatore di pesce e prodotti ittici, con esportazioni valutate nell’ordine di 6,6 miliardi di dollari. La Norvegia con 4,1 miliardi di dollari è stata il secondo maggiore esportatore, seguita da Tailandia (4,0 miliardi di dollari), Stati Uniti (3,9 miliardi di dollari), Danimarca (3,6 miliardi di dollari), Canada (3,5 miliardi di dollari), Spagna (2,6 miliardi di dollari), Cile (2,5 miliardi di dollari), Olanda (2.5 miliardi di dollari), e Vietnam (2.4 miliardi di dollari).

Prodotti principali

I gamberetti sono il più importante prodotto ittico e rappresentano circa il 16,5 per cento del commercio internazionale in termini di valore.

I pesci di profondità (demersali) come i merluzzi, i naselli ed i merluzzi neri dell’Alaska sono un altro importante sottogruppo, con il 10,2 del commercio totale. Il tonno è il terzo prodotto per importanza e rappresenta l’8,7 del totale mondiale. L’importanza del salmone come prodotto per l’esportazione è di molto aumentata in anni recenti con la grande espansione che hanno avuto gli allevamenti industriali in Norvegia ed in Cile, ed oggi esso rappresenta l’8,5 del commercio ittico internazionale. Nel 2004 la farina di pesce rappresentava il 3,3 per cento del valore totale delle esportazioni e l’olio di pesce meno dell’uno per cento.

Le barriere commerciali

Molti paesi in via di sviluppo ancora non lavorano il pesce che pescano prima di esportarlo, ed ovviamente queste esportazioni valgono meno sul mercato internazionale rispetto ai prodotti lavorati o surgelati. In alcuni casi questo è dovuto all’aumento delle tariffe doganali da parte dei paesi sviluppati – dazi più alti imposti contro l’importazione di pesce lavorato o congelato, una pratica che ostacola la capacità dei paesi in via di sviluppo di esportare prodotti con valore aggiunto.

Tra le altre difficoltà con cui devono fare i conti i paesi in via di sviluppo vi sono le rigide norme di sicurezza e di qualità richieste dai paesi sviluppati ai prodotti importati. Per i paesi poveri trovare il know-how tecnico e le risorse finanziarie necessari per soddisfare queste normative è spesso assai difficile.

Per saperne di più

Pesca: le esportazioni sono una risorsa contro la povertà, ma occorre una migliore gestione

Alcuni dati sulla pesca mondiale

FAO/Sustainable Fisheries Livelihoods Programme

Per continuare ad esportare pesce nel futuro, i paesi in via di sviluppo devono rafforzare la gestione della pesca.

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