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Preservare gli ecosistemi delle zone umide essenziale per la salute del pianeta
Accordo di collaborazione tra il GTOS e la Convenzione di Ramsar
Roma, 15 giugno 2006 - “La tutela degli ecosistemi delle zone umide è essenziale non solo per l’approvvigionamento idrico, ma anche per preservare la biodiversità ed assicurare altri servizi necessari per la salute ed il benessere degli esseri umani”, ha affermato Alexander Müller, Vice Direttore Generale della FAO alla cerimonia di firma dell’accordo tra il Sistema Mondiale di Osservazione Terrestre (GTOS) e la Convenzione di Ramsar sulle zone umide.

Il GTOS, il cui segretariato è ospitato dalla FAO, è un programma internazionale creato per rilevare e gestire i cambiamenti ambientali mondiali. È sponsorizzato dalla FAO, dall’UNESCO, dall’UNEP, dal WMO (Organizzazione meteorologica mondiale) e dal Consiglio Internazionale per la Scienza (ICSU) e gode anche del finanziamento della Cooperazione allo Sviluppo italiana. Tra le sue attività vi è il monitoraggio e la valutazione degli ecosistemi delle zone umide, per riuscire a fermarne il degrado e la scomparsa.

La Convenzione sulle Zone Umide prende il nome dalla città di Ramsar, in Iran, dove è stata creata nel 1971, quando solo pochi governi esprimevano preoccupazioni di tipo ambientale. Oggi la Convenzione conta 152 parti contraenti.

Questo nuovo accordo prevede una base comune d’attività per quanto riguarda “la tutela e l’uso responsabile di tutte le zone umide, mediante interventi locali, regionali ed internazionali e la cooperazione internazionale, per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile in tutto il mondo”.

“Le zone umide offrono tutta una serie di servizi alle popolazioni rurali ed all’umanità nel suo complesso; ciò nonostante l’intervento umano può considerarsi una delle cause principali del degrado e della perdita di questi fragili ecosistemi", fa notare Müller.

Mettendo in guardia contro le dannose conseguenze che questo può avere per gli esseri umani nel lungo periodo, Müller ha sottolineato “la necessità urgente di invertire questa tendenza, pena un peggioramento senza controllo della situazione”.

Una gestione responsabile

"Le zone umide hanno bisogno di essere tutelate e gestite con saggezza, poiché esse forniscono preziose risorse idriche ed alimentari e sono utilizzate per la pesca, la caccia, la fornitura di energia, per l’irrigazione e, non ultimo, per lo svago ed il tempo libero”, dice il Segretario Generale della Convenzione di Ramsar, Peter Bridgewater.

“Le questioni centrali di cui si occupa il GTOS, per esempio i cambiamenti d’utilizzo del territorio e di copertura del terreno, la gestione delle risorse idriche, la perdita di biodiversità, l’inquinamento e la tossicità, offrono una solida base per migliorare le nostre conoscenze sulle dinamiche delle zone umide, componente essenziale nella valutazione della disponibilità di acqua e di cibo all’interno di sistemi agricoli ed alimentari sostenibili”, dice l’esperta FAO Lucilla Spini.

La Convenzione di Ramsar ha individuato diversi tipi di zone umide. Per la FAO: “Particolare attenzione si deve prestare alle zone umide costiere ed alle foreste di mangrovie, in quanto aree di straordinaria produttività biologica dove molto forte è la pressione da parte dell’uomo”.

Riconciliare l’uomo con la natura

“L’obiettivo ultimo della cooperazione in questo campo è quello di riconciliare gli abitanti con la natura negli ecosistemi delle zone umide”, conclude Müller, cogliendo l’occasione per encomiare il governo italiano per il sostegno finanziario fornito alle attività del GTOS, che ha reso possibile lo sviluppo e la realizzazione di iniziative pilota.

Per maggiori informazioni:
Pierre Antonios
Ufficio Stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473
(+39) 348 25 23807

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(+39) 348 252 3807

FAO/CFU000232/R. Faidutti

Le zone umide devono essere tutelate e gestite con responsabilità.

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15 giugno 2006 - “La tutela degli ecosistemi delle zone umide è essenziale non solo per l’approvvigionamento idrico, ma anche per preservare la biodiversità ed assicurare altri servizi necessari per la salute ed il benessere degli esseri umani”, ha affermato Alexander Müller, Vice Direttore Generale della FAO.
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