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Si estende in Africa l’influenza aviaria
Nonostante i successi altrove, nel continente sarà una minaccia ancora per anni
Roma/Ginevra, 10 luglio 2006 - Mentre in Europa ed in buona parte del sud-est asiatico, ad eccezione dell’Indonesia, l’influenza aviaria è stata contenuta, in Africa continua ad espandersi e rimarrà una minaccia ancora per anni, ha affermato oggi il Direttore Generale Aggiunto della FAO, David Harcharik, intervenendo ad una conferenza ad alto livello del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), in corso a Ginevra.

“Nella maggioranza dei casi, dovunque l’influenza aviaria altamente patogena (HPAI) ha fatto la sua comparsa noi, la comunità mondiale ed i paesi colpiti, siamo stati in grado di bloccarla sul nascere”, ha detto Harcharik, nella riunione speciale dedicata all’influenza aviaria.

"L'influenza aviaria rappresenta una minaccia costante e con tutta probabilità dovremo prepararci a combatterla per anni", ha avvertito. È ancora fonte di grave preoccupazione in Indonesia e continua ad espandersi in Africa, dove rischia di diventare endemica in diversi paesi.

Harcharik ha poi fatto riferimento alle difficoltà incontrate nell’attuazione di appropriate misure di vigilanza, come l’abbattimento dei polli, piani di compensazione per i piccoli allevatori e i controlli sui movimenti animali nei paesi africani. Un’altra difficoltà è stata il commercio illegale di pollame.

“Fintanto che questo tipo di commercio non sarà controllato da autorità veterinarie più incisive, e fintanto che non vi saranno migliori sistemi di sorveglianza, di allerta e risposta rapida, di diagnosi e di segnalazione dei casi, continueremo a convivere con il rischio”.

Ha poi sottolineato che per fermare l’influenza dovunque essa appaia è indispensabile che si intervenga tempestivamente e con decisione, perché finché il virus H5N1 sarà in circolazione continuerà ad esserci una minaccia per la comunità internazionale.

Il virus H5N1 sinora non si è modificato in una forma trasmettibile da uomo a uomo. Ma se ciò dovesse avvenire, il risultato sarebbe una pandemia di vaste proporzioni, ha aggiunto.

Nei due anni e mezzo da quando si è sviluppata l’attuale emergenza, circa 200 milioni di polli sono stati abbattuti, con perdite economiche, nel solo sud-est asiatico, pari a 10 miliardi di dollari. Secondo gli ultimi dati aggiornati ai primi di luglio, sono 229 le persone che hanno contratto il virus, di esse 131 sono morte.
Per maggiori informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio Stampa FAO,
Christopher Matthews@FAO.org
(+39) 06 570 53762
Mobile(+39) 349 5893612

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christopher.matthews@fao.org
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Nonostante i successi altrove, nel continente sarà una minaccia ancora per anni
10 luglio 2006 - Mentre in Europa ed in buona parte del sud-est asiatico, ad eccezione dell’Indonesia, l’influenza aviaria è stata contenuta, in Africa continua ad espandersi e rimarrà una minaccia ancora per anni, ha affermato il Direttore Generale Aggiunto della FAO, David Harcharik.
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