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Nuovo accordo sulla pesca d’alto mare nell’Oceano Indiano
Esito positivo ai colloqui multilaterali ospitati dalla FAO
Roma, 12 luglio 2006 - A conclusione di due giorni di colloqui presso la FAO, la scorsa settimana, sei dei paesi partecipanti (Comore, Francia, Kenya, Mozambico, Nuova Zelanda e Seychelles) e la Comunità Europea hanno firmato un accordo multilaterale per la gestione della pesca in una vasta zona d’alto mare dell’Oceano Indiano meridionale.

Il Protocollo d’intesa sulla Pesca nell’Oceano Indiano meridionale, (SOFIA) punta ad assicurare la tutela e l’uso sostenibile delle risorse ittiche (all’infuori del tonno) in quella zona di mare che non rientra in alcuna giurisdizione nazionale (vedi mappa).

L’accordo prevede una serie di azioni concrete:
  • L’istituzione di meccanismi efficaci per monitorare la pesca nell’area SIOFA.
  • Rapporti annuali sulle operazioni di pesca, che includano l'ammontare di pesce catturato e scartato.
  • Il controllo dei pescherecci che arrivano nei porti dei Paesi firmatari per verificare che siano conformi ai regolamenti SIOFA, per negare l’attracco ed il diritto di scarico merci a quelli che non lo sono.
Le altre attività congiunte prevedono studi sistematici dello stato degli stock ittici e dell’impatto della pesca sull’ambiente, l’attuazione di misure comuni di gestione e conservazione delle risorse, e l’istituzione di regole in base alle quali i paesi membri possano decidere a quali operatori consentire il diritto di pesca nella zona SIOFA.

Un grande passo avanti

Jean-François Pulvenis de Séligny, del Dipartimento Pesca della FAO, ha sottolineato l’importanza di questo accordo definendolo un grande passo avanti verso l’istituzione di organismi che regolino le zone d’alto mare, per le quali al momento non esistono intese di questo tipo. Il SIOFA parteciperà alla rete di commissioni sulla pesca già esistenti nella regione, tra cui la Commissione per il Tonno dell’Oceano Indiano, e coopererà con esse.

Si spera che presto anche altri paesi aderiscano al Protocollo, che entrerà in vigore quando la FAO, che ne è il depositario legale, avrà ricevuto quattro ratifiche, di cui almeno due da paesi costieri.

La FAO sostiene pienamente l’attuazione dell’Accordo, sebbene alla fine il suo successo o fallimento, come ha detto Pulvenis “dipenderà principalmente dall’impegno dei Paesi che vi aderiscono, insieme ovviamente a quello di tutte le altre parti in causa”.

Tra le parti coinvolte decisivo è il ruolo dell’industria ittica ai fini di una pesca responsabile, in particolare d’alto mare, dove in anni recenti sono notevolmente aumentate le catture, specialmente delle specie che si pescano a grande profondità.

La questione della pesca d’alto mare desta preoccupazione tra la comunità internazionale ed è stata affrontata dalla Commissione Pesca della FAO nella sua ultima sessione nel 2005.

“Molto è stato fatto per far sì che la pesca in queste zone sia condotta in modo responsabile”, ha aggiunto l’esperto FAO Ross Shotton “ma occorre incoraggiare l’impegno in atto da parte dei settori dell’industria coinvolti”.

Per maggiori informazioni:
Pierre Antonios
Ufficio Stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473
(+39) 348 25 23807

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Graphic courtesy of Department of Fisheries and Oceans, Canada

La zona d'alto mare che sarà gestita dal SIOFA.

Un’importante iniziativa

A seguito della cerimonia di firma del SIOFA, il Dipartimento Pesca della FAO ha ospitato un evento collaterale presentato dall’Associazione di Pescatori dell’Oceano Indiano Meridionale.

Membri di questa associazione, che pescano nella zona dal 1996, hanno annunciato la volontaria interdizione alla pesca alle loro barche in 11 zone d'alto mare, per un totale di 309.000 kmq, un’estensione pari all’intero territorio della Norvegia. Queste Aree Protette Bentoniche (BPA) contribuiranno alla conservazione e tutela dei coralli di profondità e di tutta l’altra fauna degli abissi.

L’Associazione di Pescatori dell’Oceano Indiano Meridionale ha selezionato aree rappresentativi dell'habitat complessivo dell’Oceano Indiano Meridionale. Molte di queste aree BPA sono completamente incontaminate, nel senso che non vi si è mai pescato prima con reti a strascico di profondità.

Nel corso dell’evento Graham Patchell ha illustrato alcune delle misure che l’Associazione intende applicare nella prossima stagione di pesca di quest’inverno. Tra esse la valutazione degli stock mediante rilevamento acustico eseguito da imbarcazioni commerciali e la raccolta di dati biologici necessari per la valutazione degli stock e dei modelli di pesca.

Grimur Valdimarsson, responsabile della Divisione Industrie Ittiche della FAO, ha encomiato questo tipo di iniziative che concorrono all’attuazione del Codice di Condotta per una Pesca Responsabile della FAO.

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12 luglio 2006 - Sei paesi e la Comunità Europea hanno firmato un accordo multilaterale per la gestione della pesca in una vasta zona d’alto mare dell’Oceano Indiano meridionale.
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