Il Protocollo d’intesa sulla Pesca nell’Oceano Indiano meridionale, (SOFIA) punta ad assicurare la tutela e l’uso sostenibile delle risorse ittiche (all’infuori del tonno) in quella zona di mare che non rientra in alcuna giurisdizione nazionale (vedi mappa).
L’accordo prevede una serie di azioni concrete:
- L’istituzione di meccanismi efficaci per monitorare la pesca nell’area SIOFA.
- Rapporti annuali sulle operazioni di pesca, che includano l'ammontare di pesce catturato e scartato.
- Il controllo dei pescherecci che arrivano nei porti dei Paesi firmatari per verificare che siano conformi ai regolamenti SIOFA, per negare l’attracco ed il diritto di scarico merci a quelli che non lo sono.
Un grande passo avanti
Jean-François Pulvenis de Séligny, del Dipartimento Pesca della FAO, ha sottolineato l’importanza di questo accordo definendolo un grande passo avanti verso l’istituzione di organismi che regolino le zone d’alto mare, per le quali al momento non esistono intese di questo tipo. Il SIOFA parteciperà alla rete di commissioni sulla pesca già esistenti nella regione, tra cui la Commissione per il Tonno dell’Oceano Indiano, e coopererà con esse.
Si spera che presto anche altri paesi aderiscano al Protocollo, che entrerà in vigore quando la FAO, che ne è il depositario legale, avrà ricevuto quattro ratifiche, di cui almeno due da paesi costieri.
La FAO sostiene pienamente l’attuazione dell’Accordo, sebbene alla fine il suo successo o fallimento, come ha detto Pulvenis “dipenderà principalmente dall’impegno dei Paesi che vi aderiscono, insieme ovviamente a quello di tutte le altre parti in causa”.
Tra le parti coinvolte decisivo è il ruolo dell’industria ittica ai fini di una pesca responsabile, in particolare d’alto mare, dove in anni recenti sono notevolmente aumentate le catture, specialmente delle specie che si pescano a grande profondità.
La questione della pesca d’alto mare desta preoccupazione tra la comunità internazionale ed è stata affrontata dalla Commissione Pesca della FAO nella sua ultima sessione nel 2005.
“Molto è stato fatto per far sì che la pesca in queste zone sia condotta in modo responsabile”, ha aggiunto l’esperto FAO Ross Shotton “ma occorre incoraggiare l’impegno in atto da parte dei settori dell’industria coinvolti”.
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