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In netto calo le riserve mondiali di cereali
Per molti paesi continua l’emergenza alimentare, secondo le previsioni della FAO
Roma, 19 luglio 2006 - Per il 2006 si prevede un netto calo delle riserve mondiali di cereali, dovuto ad una leggera flessione della produzione cerealicola mondiale e ad una notevole crescita del suo utilizzo, secondo le ultime stime della FAO.

Negli ultimi mesi i prezzi internazionali della maggior parte dei cereali sono rimasti stabili, o sono aumentati, sostenuti da una forte domanda e dalla prospettiva di disponibilità più limitate, si legge nell’ultimo rapporto FAO Crop Prospects and Food Situation ((Le prospettive dei raccolti e la situazione alimentare).

Alla base di questo aumento della domanda il maggiore uso di mangime animale derivato dal recupero nel consumo di pollame. Inoltre la crescente domanda di etanolo è probabile che farà crescere l’impiego industriale di cereali secondari, particolarmente di mais.

La produzione cerealicola mondiale, sebbene inferiore dell’uno per cento rispetto a quella registrata nel 2005, si prevede sarà ancora la terza più alta mai raggiunta e con le 2020 tonnellate previste, sarà superiore alla media degli ultimi cinque anni, si legge nel rapporto.

Nonostante il rapporto parli di una “prospettiva alimentare mondiale generalmente soddisfacente”, molti paesi stanno attraversando gravi difficoltà alimentari ed hanno bisogno di assistenza esterna.

Africa

In Africa orientale nonostante un aumento delle precipitazioni, nelle zone pastorali della regione del Corno, severamente colpite dalla siccità nel 2005, continueranno ad essere necessari aiuti alimentari d’emergenza. In Kenya le prospettive per il raccolto cerealicolo principale sono favorevoli, al contrario della Somalia dove si prevede che la produzione diminuirà per il terzo anno consecutivo.

In Africa australe, nella maggior parte dei paesi che l’anno scorso hanno sofferto di grave siccità, si sono registrati migliori raccolti di cereali secondari, e le importazioni totali saranno fortemente ridotte. Tuttavia la produzione è calata in modo drastico in Sudafrica, in conseguenza di una grande riduzione delle superfici seminate, ed in Angola dovuta alla siccità nelle principali zone produttive. In Zimbabwe, nonostante la notevole ripresa dall’anno scorso, la produzione di mais rimane molto al di sotto del fabbisogno. Per di più l’inflazione galoppante ha lasciato milioni di persone vulnerabili senza cibo.

Nella parte orientale del Sahel, le piogge di stagione sono arrivate tardi e sono state molto discontinue. La situazione in Niger, secondo la FAO, richiede uno stretto monitoraggio dal momento che la maggior parte delle famiglie ha esaurito le riserve di cibo ed il consumo alimentare si è nettamente ridotto.

Asia

In molti paesi del continente asiatico si sono registrati raccolti abbondanti. Le prime proiezioni per i raccolti principali di cereali secondari e per il riso sono generalmente favorevoli, grazie all’arrivo del monsone nelle principali zone produttive. La Corea del Nord deve ancora fare i conti con un serio deficit di cereali e l’insicurezza alimentare cronica è destinata a persistere diffusamente nel paese, secondo il rapporto.

Medio Oriente

Le prospettive per le colture cerealicoli invernali sono generalmente favorevoli in tutto il Medio Oriente. In Iraq la situazione complessiva della sicurezza alimentare continua a risentire pesantemente della guerra e dei problemi di sicurezza nel paese. In Afghanistan, nonostante le precipitazioni inferiori alla norma, in particolare nelle zone a sud e ad ovest della catena dell’Hindukush, il raccolto cerealicolo di quest’anno, con gli oltre 5.2 milioni di tonnellate previste, sarà superiore alla media. Ciononostante le famiglie vulnerabili avranno ancora bisogno di aiuti alimentari nei prossimi mesi.

Ancora una stagione di uragani

L'America Centrale ed i Caraibi sono nel pieno della stagione degli uragani che le prime indicazioni prevedono molto attiva. La regione ancora risente i pesanti effetti degli uragani dell’anno scorso, che hanno causato circa 2.300 morti ed un ammontare di danni record, stimato intorno a circa 100 miliardi di dollari. L’agricoltura nelle zone interessate dal disastro è stata duramente colpita.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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FAO/17576/A.Conti

Nonostante i migliori raccolti in alcune regioni, molti paesi sono afflitti da crisi alimentari

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In netto calo le riserve mondiali di cereali
Per molti paesi continua l’emergenza alimentare, secondo le previsioni della FAO
19 luglio 2006 - Per il 2006 si prevede un netto calo delle riserve mondiali di cereali, dovuto ad una leggera flessione della produzione cerealicola mondiale e ad una notevole crescita del suo utilizzo, secondo le ultime stime della FAO.
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