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Libano: il conflitto provoca una grave crisi alimentare
Interrotti approvvigionamenti alimentari e raccolto; la popolazione sfollata la più duramente colpita
Roma, 25 Luglio 2006 - L’insicurezza crescente ed i danni a strade e ponti hanno paralizzato la catena di approvvigionamento alimentare in Libano, che dipende dalle importazioni di prodotti alimentari per circa il 90 per cento del suo fabbisogno in cereali, ha dichiarato oggi la FAO. Inoltre, l’abbandono del territorio da parte della popolazione a causa dell’aggravarsi del conflitto interromperà probabilmente il principale raccolto cerealicolo del paese, secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite.

La combinazione di diversi fattori

“Il combinarsi di questi fattori ha provocato una grave crisi alimentare”, ha dichiarato Henri Josserand, Responsabile del Sistema Mondiale d’Informazione e Preavviso Rapido della FAO.

“Generalmente la produzione cerealicola nazionale copre solo il 10 per cento circa delle necessità di consumo, e per generi alimentari essenziali come grano, riso, zucchero e latte in polvere il paese dipende largamente dalle importazioni”, ha aggiunto.

Secondo le previsioni effettuate dalla FAO all’inizio dell’anno, la produzione cerealicola totale del Libano per il 2006 sarebbe dovuta ammontare a circa 145 000 tonnellate (una quantità media), ma l’Organizzazione ritiene che questa cifra debba essere rivista verso il basso, dato che alcune colture si trovano nelle zone dove si svolgono i combattimenti.

Per il periodo luglio 2006 - giugno 2007 si prevedevano importazioni di cereali – soprattutto di grano – per circa 800 000 tonnellate. Ma gli approvvigionamenti di derrate e di combustibile e le forniture mediche si sono interrotti a causa dei combattimenti, e gran parte delle infrastrutture del paese è in rovina.

Si calcola che i Libanesi sfollati siano 500 000, e che altri 200 000 siano fuggiti nei paesi limitrofi.

Anche prima dell’attuale conflitto l’economia libanese era in difficoltà, con scarsi investimenti stranieri, un forte deficit della bilancia dei pagamenti ed un debito estero calcolato nel 2005 al 165 per cento del prodotto interno lordo.

L’insicurezza ostacola la valutazione delle necessità

“La FAO è in contatto con il Ministero dell’Agricoltura, ma il conflitto rende difficile la valutazione delle necessità del settore agricolo del paese”, ha affermato Anne M. Bauer, Direttrice della Divisione Operazioni d’Emergenza e Riabilitazione della FAO. “La FAO è pronta ad inviare nella regione una squadra per la valutazione non appena la situazione lo permetterà in termini di sicurezza”.

L’ONU ha lanciato ieri un appello per circa 150 milioni di dollari con cui finanziare le necessità immediate delle popolazioni colpite in termini di prodotti alimentari, sanità, logistica, acqua, igiene e protezione.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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25 Luglio 2006 - L’insicurezza crescente ed i danni a strade e ponti hanno paralizzato la catena di approvvigionamento alimentare in Libano, che dipende dalle importazioni di prodotti alimentari per circa il 90 per cento del suo fabbisogno in cereali.
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