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Somalia: emergenza umanitaria per 1,8 milioni di persone
Aggravamento della crisi alimentare in caso di escalation del conflitto
Roma, 31 Agosto 2006 – Circa 1,8 milioni di somali avranno bisogno di aiuti umanitari urgenti e sostegno ai propri mezzi di sussistenza almeno fino alla fine di quest’anno, ha reso noto oggi la FAO.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha avvertito che se ci sarà un ampliamento del conflitto in seguito all’escalation della crisi politica, per l’intera Somalia centrale e meridionale la crisi umanitaria potrebbe precipitare.

La situazione più difficile è nella Somalia meridionale, dove 1,1 milioni di persone vivono una situazione di emergenza umanitaria e di “grave crisi alimentare e precarietà dei mezzi di sussistenza” ed hanno urgente bisogno di aiuto, secondo l’ultimo rapporto dell’Unità d’Analisi della Sicurezza Alimentare in Somalia (FSAU) della FAO.

Crollo della produzione cerealicola

In alcune regioni, come quella di Gedo e in alcune zone del Medio e Basso Juba, la situazione nutrizionale è estremamente critica, con indici di malnutrizione acuta che già superano il 20 per cento. Si calcola, inoltre, che nel paese ci siano circa 400.000 profughi interni.

Il rapporto ha calcolato che la produzione della stagione cerealicola "Gu" 2006 (Aprile-Giugno) nella Somalia meridionale è di circa 113.000 tonnellate, solo il 71 per cento della produzione media nel periodo 1995-2005. Questo calo nella produzione è principalmente dovuto a piogge mal distribuite ed al di sotto della norma. La stagione cerealicola Gu di solito rappresenta circa il 70-80 per cento della produzione annua del paese.

In alcune zone delle regioni di Gedo e Juba, l’apporto incerto della principale stagione delle piogge Gu, insieme alle perdite molto elevate del bestiame (la mortalità del bestiame è arrivata al 40-60 per cento tra l’aprile ’05 ed il maggio ’06), alla penuria d’acqua nelle tradizionali aree di pascolo, e all’indebitamento finanziario hanno determinato una situazione dalla quale potrebbero volerci diversi anni per una piena ripresa, soprattutto per le comunità di pastori.

Nei principali mercati i prezzi dei cereali hanno cominciato a diminuire dai livelli record in seguito all’inizio del raccolto in alcune regioni ed alla consegna di aiuti alimentari in altre dove la produzione è stata scarsa. Si prevede, tuttavia, che tali prezzi resteranno piuttosto alti a causa dei bassi livelli delle scorte e della produzione cerealicola Gu al di sotto della norma.

Il rischio di un’escalation del conflitto

La presenza e l’intensità del conflitto saranno determinanti per l’evolversi della situazione umanitaria nei prossimi mesi. Secondo il rapporto della FAO, se si verificherà un’escalation della violenza, il numero complessivo delle persone che si troveranno in situazione di crisi umanitaria potrebbe raddoppiare.

“Ciò non solo prolungherebbe la durata della crisi, ma indebolirebbe ulteriormente le capacità della popolazione di riprendersi e di affrontare crisi future”, ha affermato Cindy Holleman, Coordinatrice tecnica della FAO per l’FSAU.

Nel peggiore degli scenari, ci sarebbe un maggior numero di profughi nei paesi limitrofi, il che aggraverebbe il carattere regionale della crisi.

La pace è la priorità assoluta

Secondo la FAO, per i gruppi più vulnerabili c’è bisogno di interventi urgenti da concentrare sulle necessità immediate, come un maggior accesso al cibo ed assistenza in settori come l’acqua, l’alloggio, le strutture igieniche e sanitarie. Bisogna, inoltre, intervenire a sostegno dei mezzi di sussistenza, ad esempio attraverso la riparazione e la manutenzione di pozzi e bacini di raccolta dell’acqua, il miglioramento delle infrastrutture per l’irrigazione, un maggiore accesso al credito, l’alleggerimento del debito, e migliori i servizi sanitari e veterinari.

E’ necessario che tutte le parti coinvolte a livello nazionale ed internazionale si impegnino a prevenire il conflitto ed a lavorare alla pace, sottolinea la FAO. Dovrebbe essere questa la priorità, date le profonde conseguenze che un allargamento del conflitto avrebbe sull’attuale situazione umanitaria della Somalia meridionale.
Per maggiori informazioni:
Iñigo Alvarez
Ufficio Stampa FAO
inigo.alvarez@fao.org
(+39) 06 570 52518
(+39) 338 138 1778

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FAO/D. Signa

In Somalia la siccità ha decimato gran parte del bestiame

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31 agosto 2006 - Circa 1,8 milioni di somali avranno bisogno di assistenza umanitaria d'emergenza ed aiuti per la sussistenza almeno sino alla fine dell'anno, secondo la FAO.
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