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All’esame se aggiungere l’amianto bianco alla lista dei “sorvegliati speciali”
Proteggere la salute umana da sostanze chimiche nocive
Roma/Ginevra, 5 ottobre 2006 - Esperti e funzionari di oltre 100 governi si riuniranno la settimana prossima a Ginevra per decidere se aggiungere l’amianto bianco (il crisotilo) - che rappresenta circa il 94 per cento dell’amianto usato a livello mondiale – alla lista dei prodotti da tenere sotto vigilanza. Questa lista già contiene 39 sostanze nocive, tra cui tutte le altre forme di amianto.

Istituita nell’ambito della Convenzione di Rotterdam sulla Procedura di Previo Consenso Informato (PIC) per alcuni prodotti chimici e pesticidi rischiosi nel commercio internazionale, la cosiddetta lista PIC promuove la massima trasparenza e diffusione delle informazioni sui possibili rischi di alcuni prodotti. Non ne impone la messa al bando.

Lo scorso febbraio, un gruppo tecnico di esperti ha stabilito che l’amianto crisotilo risponde alle condizioni per essere aggiunto alla lista stabilita dalla Convenzione. Uno dei requisiti di fondo perché ciò avvenga è che due paesi in due diverse regioni del mondo abbiano messo al bando un dato prodotto chimico, o ne abbiano fortemente ristretto l’impiego.

“Per proteggere gli esseri umani e l’ambiente da sostanze chimiche e pesticidi nocivi occorre un sistema robusto che consenta la massima condivisione delle informazioni sui rischi possibili e sulle procedure di sicurezza. Per continuare ad essere efficace la Convenzione dovrà arrivare a coprire sostanze diffuse commercialmente che possono essere pericolose se non vengono prese, e comprese appieno, le necessarie precauzioni d’uso”, dice il Direttore Esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) Achim Steiner.

“L’attuazione della Convenzione di Rotterdam consente alle parti contraenti di proteggere la salute umana e l’ambiente da sostanze chimiche e pesticidi nocivi. Occorre che a livello nazionale si costruisca un regime forte ed efficace che stia al passo con una diffusione sempre più ampia dell’impiego di sostanze chimiche”, ha detto Alexander Müller, Vice Direttore Generale della FAO, l’organizzazione che insieme all’UNEP fornisce il Segretariato della Convenzione.

Ai sensi della Convenzione, le esportazioni di sostanze chimiche e pesticidi che compaiono sulla lista devono ricevere il previo consenso formato da parte dei paesi importatori. Questo conferisce ai paesi in via di sviluppo in particolare, il potere di decidere quali pesticidi e sostanze chimiche potenzialmente pericolosi vogliono ricevere ed escludere quelli che non possono essere gestiti con sicurezza.

I paesi esportatori sono responsabili e devono dare assicurazione che nessun prodotto sia esportato quando un paese importatore ha preso la decisione di non accettare quei pesticidi o quelle sostanze chimiche.

Il cancro ai polmoni

L’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato una risoluzione nei mesi scorsi che chiede l'eliminazione di tutti gli impieghi di crisotile. La risoluzione rifletteva la preoccupazione espressa dall’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che il crisotile sia da ritenere responsabile di decine di migliaia di morti nel mondo per cancro ai polmoni e per mesotelioma.

Altre questioni all’ordine del giorno della terza Riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Rotterdam (COP 3) sono l’assistenza tecnica, il finanziamento, la non-conformità e la cooperazione con altri trattati ed organizzazioni.

La quarta riunione del COP avrà luogo nel 2008, quando i governi stabiliranno quali nuove sostanze aggiungere alla lista di sorveglianza. Una delle sostanze proposte è il TBT (tributil tin), che è usato come additivo per le pitture antivegetative che si usano per gli scafi delle navi e che è tossico per pesci, molluschi ed altri organismi. Le altre sono l’endosulfan, un pesticida largamente usato nel mondo, in particolare per il cotone.

Sono oggi presenti sul mercato circa 70.000 prodotti chimici differenti, e oltre 1.500 nuovi ne vengono introdotti ogni anno. In questa situazione per molti paesi è difficile monitorare e gestire le sostanze potenzialmente pericolose. Per altro, molti pesticidi che sono stati banditi o il cui uso è stato severamente ristretto nei paesi industrializzati, sono tuttora commercializzati ed impiegati nei paesi in via di sviluppo.

La Conferenza si svolgerà dal 9 al 13 ottobre presso il Centro Internazionale Conferenze di Ginevra. Per maggiori informazioni visitare il sito www.pic.int o contattare gli uffici stampa dell’UNEP o della FAO.


(*) La lista della Convenzione comprende i seguenti pesticidi nocivi: 2,4,5-T, aldrin, binapacril, captafol, clordano, clorodimeforme, clorobenzilato, DDT, DNOC ed i suoi sali, 1,2-dibromoetano (EDB), dieldrin, dinoseb, fluoroacetamide, HCH, eptacloro, esaclorobenzene, etilene ossido, etilene dicloride e lindano, composti del mercurio, pentaclorofenolo, più certe formule di methamidophos, parathion metile, monocrotophos, parathion e fosfamidon, toxafene. La Convenzione copre anche undici prodotti chimici industriali: cinque forme di amianto ( actinolite, antofillite, amosite, crocidolite e tremolite), i bifenili polibromurati (PBB), i bifenili policlorurati (PCB), i trifenili policlorurati (PCT), il piombo tetraetile, il piombo tetrametile e il fosfato tris (dibromo-2,3 propil).

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa UNEP
Michael Williams
michael.williams@unep.ch
(+41)22 917 8242/8196/8244
(+41)79 409 1528 (cell.)

Portavoce UNEP
Nick Nuttall
nick.nuttall@unep.org
(+254)2 62 3084
(+254)733 632755 (cell.)

Ufficio Stampa FAO
John Riddle
john.riddle@fao.org
(+39) 06 570 53259

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