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Il cambiamento climatico inciderà sulla futura disponibilità di cibo
Adattare l’agricoltura, il settore forestale e la pesca alla variabilità del clima
Nairobi/Roma, 7 novembre 2006 - Il cambiamento climatico inciderà direttamente sulla disponibilità futura di cibo e aggraverà la situazione già difficile di dar mangiare alla crescente popolazione mondiale, ha dichiarato ieri la FAO all'apertura dei lavori della conferenza dell’ONU sul cambiamento climatico in corso a Nairobi.

Intervenendo alla Conferenza, il rappresentante della FAO in Kenya, Castro Paulino Camarada, ha detto che occorre prestare maggiore attenzione all’impatto che il cambiamento climatico ha sul settore agricolo e forestale e sulla pesca ed ai mezzi adattarvisi e mitigarne gli effetti.

La bioenergia

Secondo Camarada ci sono una serie di aree dove l’expertise della FAO potrebbe dare importanti contributi.

“È probabile che nei prossimi 50 anni assisteremo ad uno spostamento significativo verso i biocarburanti, con il settore agricolo e quello forestale tra le fonti principali di combustibili solidi e liquidi”, ha detto. "Sebbene non esista una soluzione unica, valida per tutti i paesi, la bioenergia avrà un ruolo importante sia per quanto riguarda la mitigazione del fenomeno che l’adattamento ad esso”.

Con le tecnologie appropriate, la conversione in combustibile di biomassa come residui forestali e agricoli, erba, paglia, ramaglia da sottobosco potrebbe fornire una fonte abbondante di energia pulita ed a basso costo e stimolare così lo sviluppo rurale e contribuire a far aumentare i redditi e la sicurezza alimentare delle comunità rurali. Coltivazioni quali la canna da zucchero, il mais e la soia sono già impiegate per produrre etanolo o bio-diesel.

La Piattaforma Internazionale sulla Bioenergia della FAO, ed il recente accordo con il governo italiano di ospitare la Partnership Mondiale per le Bioenergie, sono importanti passi avanti nella promozione di uno sviluppo ed uso sostenibile ed equo della bioenergia, ha detto Camarada.

La gestione delle foreste

Per quanto riguarda le risorse forestali, la FAO ritiene che una loro migliore gestione possa essere un fattore cruciale per contrastare il riscaldamento climatico. Se sfruttate in eccesso o bruciate le foreste diventano fonte di gas serra. Allo stesso tempo, le foreste ed il legname che esse producono catturando ed immagazzinando biossido di carbonio dall’atmosfera, svolgono un ruolo importante nel contrastare il cambiamento climatico.

Camarada ha poi fatto riferimento al recente seminario, ospitato dalla FAO, della Convenzione Quadro dell’ONU sul Cambiamento Climatico e la riduzione dei gas serra causati dalla deforestazione nei paesi in via di sviluppo, ed ha sottolineato come la FAO abbia già fornito sostegno tecnico in questo campo.

Adattarsi alla variabilità del clima

Per la FAO è prioritario lavorare al rafforzamento della resistenza dei sistemi agricoli alla variabilità climatica.

Secondo Camarada, il contributo più significativo che la FAO può dare in materia di adattamento al cambiamento climatico sta nel fornire ai paesi gli strumenti e le informazioni necessarie per adattare le politiche e le pratiche agricole, forestali ed ittiche ad un regime di cambiamento climatico. Questo comporta dati agro-meteorologici ed altri strumenti per valutare l’impatto di condizioni del tempo estreme e guidare il possibile adattamento; strumenti di valutazione della vulnerabilità; rilevamento cartografico della copertura del suolo; valutazione delle risorse agricole e forestali a livello mondiale.

La conferenza di Nairobi si svolge dal 6 al 17 novembre.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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FAO/Forestry Department

Una migliore gestione delle foreste può contribuire a contrastare il cambiamento climatico.

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7 novembre 2006 - Il cambiamento climatico inciderà direttamente sulla disponibilità futura di cibo e aggraverà la situazione già difficile di dar mangiare alla crescente popolazione mondiale, ha affermato la FAO.
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