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A rischio d’estinzione il 20 per cento delle razze di bestiame
La globalizzazione del mercato zootecnico il principale responsabile
Roma, 15 dicembre 2006 – Circa il 20 per cento delle razze animali sono a rischio d’estinzione, con una perdita media di una razza al mese, ha affermato oggi la FAO.

Delle oltre 7.600 razze di bestiame riportate nella banca di dati della FAO per le risorse genetiche degli animali da allevamento, 190 si sono estinte nel corso degli ultimi 15 anni ed altre 1.500 sono considerate a rischio d’estinzione.

Negli ultimi cinque anni sono andate perdute circa 60 razze bovine, ovine, suine, equine e avicole, secondo un rapporto provvisorio presentato nel corso di una riunione conclusasi oggi presso la FAO. I circa 150 esperti presenti, provenienti da oltre 90 paesi, hanno discusso i risultati della ricerca e gli interventi prioritari necessari per arrestare questa perdità di diversità genetica animale.

Il documento costituisce una prima bozza del rapporto The State of the World's Animal Genetic Resources (Lo Stato delle risorse zoogenetiche mondiali), il primo studio globale sulla situazione delle risorse zoogenetiche e sulla capacità dei paesi di gestire questo patrimonio in modo sostenibile. Il rapporto, che offre un’indagine completa ed approfondita con dati ed informazioni provenienti da 169 paesi, mette in evidenza l’importanza del settore zootecnico per l’agricoltura.

Il rapporto definitivo sarà presentato in occasione della Prima Conferenza Tecnica sulle Risorse Zoogenetiche che si svolgerà ad Interlaken (Svizzera) nel settembre del 2007, che si concluderà con l’adozione di una strategia globale e di un piano d’azione a livello mondiale per fermare la perdita di diversità genetica animale e migliorarne la gestione, lo sviluppo e la conservazione sostenibile.

Globalizzazione

Il settore zootecnico contribuisce alla sussistenza di oltre 1 miliardo di persone. Circa il 70 per cento delle popolazioni rurali povere dipendono prioritariamente da esso per la propria sopravvivenza. Il bestiame attualmente rappresenta circa il 30 per cento del prodotto interno lordo agricolo dei paesi in via di sviluppo, una percentuale destinata a raggiungere circa il 40 per cento nel 2030.

Secondo la FAO il fattore che più di tutti influisce sulla diversità degli animali da allevamento è la globalizzazione dei mercati zootecnici.

I sistemi di produzione tradizionali necessitano di animali polivalenti, con finalità ed impieghi multipli, in grado di fornire servizi diversi. L’agricoltura moderna, ottimizzando specifiche caratteristiche produttive, ha sviluppato razze altamente specializzate che riescono a raggiungere straordinari incrementi di produttività ma dipendono da un alto apporto di fattori produttivi esterni.

Solo 14 delle oltre 30 specie di mammiferi addomesticati e di volatili forniscono il 90 per cento dell’alimentazione umana di origine animale.

”Cinque specie: bovini, pecore, capre, maiali e pollame forniscono la maggior parte degli alimenti di origine animale dell’uomo”, dice Irene Hoffmann, responsabile del servizio di produzione animale della FAO. “La selezione delle razze ad alta produttività pone l’accento sulle caratteristiche produttive e tende a sottovalutare tratti genetici di funzionalità ed adattabilità. Questo porta ad un restringimento della base genetica sia delle razze che hanno successo dal punto di vista commerciale sia di altre razze, ed in realtà intere specie vengono scartate per rispondere alle richieste del mercato”.

Il pool genico animale esistente contiene però risorse preziose per la sicurezza alimentare e lo sviluppo agricolo futuri, specialmente in condizioni ambientali difficili.

“Il mantenimento della diversità genetica animale consentirà alle generazioni future di selezionare lo stock genetico o di sviluppare nuove razze capaci di rispondere all’emergere di nuove sfide, come il cambiamento climatico, il sorgere di malattie e il cambiamento dei fattori socio-economici”, dice José Esquinas-Alcázar, Segretario della Commissione FAO sulle Risorse Genetiche per l’Alimentazione e l’agricoltura.

Tenuto conto dell’interdipendenza dei paesi in materia di risorse zoogenetiche è necessario facilitare lo scambio continuodi queste risorse ed il loro sviluppo, senza il frapporsi di inutili barriere, per far sì che vi sia una condivisione equa dei benefici da parte degli allevatori, dei selezionatori, degli operatori del settore, ma anche dell’umanità intera, dice Esquinas.

“La Conferenza di Interlaken dell’anno prossimo offrirà ai paesi un’occasione storica per la formulazione di una strategia comune che affronti l’ erosione di risorse genetiche in corso e che dia indicazioni per un loro uso migliore”, ha concluso Esquinas.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Media Relations, FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
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Teresa Buerkle
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FAO/19281

Le razze locali contengono tratti genici importanti per affrontare il cambiamento climatico, le malattie ed il sorgere di nuove sfide.

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